Il Conte di Montecristo

index

Titolo: Il Conte di Montecristo

Autore: Alexandre Dumas

Editore: Corriere della Sera (2020)

Traduzione: Emilio Franceschini

Il periodo di quarantena per il Corona Virus 19 ha visto le librerie chiuse come previsto dalle disposizioni governative e le edicole sono diventate l’unico luogo fisico dove poter comprare dei libri. Tra le tante proposte, questa edizione de Il Conte di Montecristo è stata una ottima e conveniente opportunità di acquisto. Il libro è uno dei più famosi romanzi di tutti i tempi, per la trama avvincente, per il gran numero di personaggi e per la quantità di temi trattati quali l’invidia, il tradimento, la vendetta, l’amore e il pentimento. Avevo letto il libro da ragazzo, ormai troppi anni fa e la rilettura è stata molto utile per la mia memoria ed anche per formulare un nuovo giudizio alla luce della diversa maturità e consapevolezza. La trama del libro è famosissima. Un giovane vicecomandante di marina Edmond Dantès viene arrestato nel giorno del suo fidanzamento a Marsiglia. Era stato denunciato da due suoi amici invidiosi della carriera marinara e della bella fidanzata e complice un magistrato senza scrupoli, l’innocente Edmond viene rinchiuso per 14 anni nel carcere del Castello di If. Nella prigionia incontra il vecchio Abate Faria che gli racconta come impossessarsi di un tesoro immenso e gli offre l’occasione di fuggire dal carcere. Edmond riesce a fuggire, si impossessa del tesoro e diventa ricchissimo. Elabora e mette in opera una vendetta crudele e spietata contro chi lo aveva tradito tanti anni fa.

Umberto Eco ha scritto in una famosa recensione del libro che la trama è ancora oggi avvincente, meno entusiasmante è lo stile con cui il libro è stato scritto per le continue ripetizioni e la lunghezza del testo che non trova giustificazione nelle vicende narrate. Ma ricorda anche che Dumas scriveva per essere letto dal maggior numero di persone  e quindi cercava di incontrare il favore del pubblico di allora, mentre dato che era pagato per il numero di righe pubblicate, una certa lunghezza era dovuta a vili ragioni economiche. La mia rilettura attuale è stata un tuffo nei ricordi di ragazzo, ma anche una lettura interessante e affascinante di un grande libro, una specie di romanzo universale in cui tutti i lettori possono trovare qualcosa di loro gradimento. Ci sono avventure, ingiustizie, fortune, pirati, nobili, schiave e nobildonne, seduzione e amore. Le ambientazioni spaziano da Marsiglia a Parigi, da Roma al Medio Oriente. Un libro scritto per piacere a tutti, che strizza l’occhio al lettore per ammaliarlo e travolgerlo con una serie senza fine di emozioni. Ma alla fine, a lettura conclusa, prevale la sensazione di aver letto un grande romanzo.

5 pensieri su “Il Conte di Montecristo

  1. Ciao Roberto, anche tu senti il bisogno di un bel tuffo nei classici! Io sto leggendo La signora delle camelie e non vedo l’ora di integrare la lettura con La Traviata di Sofia Coppola…buona giornata e buona avventura…

  2. E’ vero che possa apparire lungo ma quando lo si è terminato si ha la sensazione di aver perso degli amici che hanno tenuto compagnia per un tempo più lungo e in una maniera decisamente intensa. Detto ciò, al di là della lunghezza, Dumas riesce nel tenere sempre il lettore col fiato sospeso. Da giovane avevo “saltato” quelle che consideravo digressioni. In realtà, ciò che stupisce è come Dumas riesca a tenere il filo della coerenza di così tanti intrecci e personaggi. Il senso di rivalsa, poi, e’ quell’ingrediente che “appaga” ogni lettore.

    • Se penso che allora avevano solo carta e penna, riuscire a realizzare romanzi di tale portata è incredibile. Pensa un Dumas con un pc, internet e wikipidia che ti andava ad inventare. Ho detto Dumas perchè stiamo parlando del Conte di Montecristo ma vale per tuttigli scrittori che hanno scritto in tempi precedenti alla introduzione dell’informatica di massa.