Ninfee nere

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Titolo: Ninfee nere

Autore: Michel Bussi

Editore: e/o

Traduzione: Alberto Bracci Testasecca

Sto leggendo i libri di Michel Bussi in ordine sparso, senza seguire l’ordine cronologico di pubblicazione. Non so se questo libro sia il migliore che lo scrittore abbia pubblicato, ma tra quelli che ho letto fin qui, questo “Ninfee nere” è quello più sorprendente. Il libro è ambientato in Normandia, a Giverny, il paese dove il grande pittore Claude Monet ha vissuto e dipinto i suoi quadri, tra cui le sue famose e numerose Ninfee. Giverny oggi non è più il paesino incantato in cui era vissuto Monet, ma è diventato un luogo turistico per gli appassionati d’arte che vanno a visitare la casa–museo e i luoghi raffigurati nei dipinti dell’artista. In questo paesino tutto ruota attorno alla figura di Monet, che alimenta un business ormai divenuto unica fonte di sostentamento del paese. In questo contesto romantico e pacifico, un famoso medico, Jérôme Morval, viene assassinato in modo brutale. Nella tasca della giacca del medico viene trovata una cartolina con una frase di una poesia. A complicare il quadro investigativo, alla polizia viene recapitata una busta che contiene cinque fotografie, in ognuna delle quali il medico è immortalato in affettuosa compagnia di una donna diversa. La moglie del medico nega che il marito la potesse tradire e si rifiuta di credere che l’assassinio possa essere dovuto alla gelosia. L’indagine è affidata all’ispettore Laurenç Sérénac e il suo vice Sylvio Bènavides, due personaggi molto diversi tra loro, con idee opposte su come dirigere le indagini. Il libro fin dalle prime pagine mostra il suo carattere cupo e misterioso, quando la voce narrante di una donna anziana, ambigua e dura, ci introduce le protagoniste del romanzo, cioè la ragazzina Fanette, la maestra Stéphanie e lei stessa. È proprio la voce narrante a contribuire ad aumentare la tensione del racconto ed a fornire al lettore presagi inquietanti su quello che sta per accadere e che non può essere evitato.

Tutta la storia ha sullo sfondo i quadri dell’artista francese, la sua collezione di quadri di altri artisti di cui si favoleggia ma che non sono mai stati trovati, la ricerca di un misterioso quadro con le ninfee nere, che Monet avrebbe realizzato in punto di morte. Storie del passato che ritornano nel presente, false piste, indagini ondivaghe, nessuna prova, solo supposizioni. L’ispettore Sérénac si innamora perdutamente a prima vista di Stéphanie, che appare come donna bella e candida ma che nasconde qualche mistero di troppo insieme al poco diplomatico marito. Una storia avvincente, descrizioni dei luoghi dettagliate e realistiche che illudono il lettore di trovarsi proprio per le stradine di Giverny o di fronte al laghetto delle Ninfee di Monet. Una trama complessa e tortuosa, tanti elementi che non trovano una collocazione precisa, tanti indizi senza una prova, tutto circondato da una alea di mistero, in un paesino dove sembra che in tanti sappiano cosa è accaduto ma nessuno vuole parlare.  Un intrigo complesso, un ritmo incalzante, tanti riferimenti al mondo dei pittori e dell’arte, che arricchiscono ulteriormente una trama già di per sé avvincente e stimolante. Per tutto il libro il lettore viene trasportato dall’autore dove lui vuole, in una storia dove nulla è quello che sembra. Solo alla fine tutto si chiarisce e si svela il magnifico gioco dell’autore. Bellissima la copertina.