Una contessa a Chinatown – Dario Crapanzano

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Titolo: Una contessa a Chinatown

Autore: Dario Crapanzano

Editore: SEM

La storia è ambientata a Milano nel 1953. Margherita Grande è una giovane avvenente ragazza che lavora in una delle più eleganti case chiuse di Milano gestita dalla contessa Vergani. Grazie ai guadagni della sua attività è riuscita a tirare fuori dalla povertà la sua famiglia. Improvvisamente la contessa viene ritrovata senza vita in uno dei suoi appartamenti nella Chinatown  milanese. Grande lo sgomento di Margherita e delle altre ragazze che lavorano per la defunta contessa. L’inchiesta giudiziaria è fin da subito orientata verso il suicidio, dato che tutti gli indizi portano a tale conclusione. Margherita viene convocata dal notaio per l’apertura del testamento della contessa che le ha lasciato quasi l’intero patrimonio. La ragazza si ritrova ad essere ricca in modo improvviso e del tutto inaspettato.  Decide quindi di abbandonare la “professione”, ma vuole anche indagare sulla morte della contessa dato che la tesi del suicidio non la convince. La Contessa non aveva nessun motivo per suicidarsi e Margherita è convinta che si è trattato di un omicidio. Per rispetto alla sua immagine postuma e per la generosità mostrata nei suoi confronti, Margherita veste i panni dell’investigatrice.

Crapanzano è riuscito a ricostruire l’atmosfera frizzante ed ottimista dell’epoca, di una Milano che stava per diventare la città più moderna e ricca d’Italia, dopo le sofferenze e ristrettezze imposte dalla guerra. Il libro trasmette una certa allegria nonostante ci sia di mezzo il cadavere della contessa, ma tutto è lieve e delicato. I personaggi della vicenda, pur svolgendo attività illecite o al limite dell’illecito, collaborano con la polizia per contribuire alla ricerca del colpevole, esprimendo un senso di solidarietà che forse era più comune all’epoca ma che ormai è andato completamente perduto. Lo stile di Crapanzano è elegante e simpaticamente  retrò, privo di qualsiasi volgarità pur trattando un argomento che si sarebbe prestato facilmente a qualche caduta di stile. Un viaggio piacevole e rilassante in un mondo che non c’è più.