La vita bugiarda degli adulti – Elena Ferrante

index 1

Titolo: La vita bugiarda degli adulti

Autore: Elena Ferrante

Editore: Edizioni e/o

Siamo a Napoli, inizio anni 90, la protagonista è Giovanna, una ragazzina di 12 anni. Tutto inizia con il cambiamento del viso di bambina che si sta trasformando in quello di una adolescente, che sta diventando uguale a quello di Vittoria, sua zia. Così disse il padre di Giovanna, inconsapevole che la figlia lo stesse ascoltando. La zia Vittoria è la sorella del padre, una parente scomoda, giudicata molto male dai genitori di Giovanna, con cui hanno rotto tutti i rapporti. Giovanna non conosce la zia Vittoria, in famiglia è sempre stata descritta come una persona orribile. Da qui nasce il desiderio di conoscerla, per capire qualcosa di più di quello che lei stessa sta diventando.

Questo è l’evento scatenante del romanzo che racconta la vita di Giovanna negli anni dell’adolescenza. La famiglia di Giovanna è benestante, vive al Vomero, Napoli alta, un quartiere lontano dalla povertà e dalla miseria dei quartieri popolari, Napoli bassa, dove invece vive la zia Vittoria, costretta per vivere a fare i mestieri nelle case altrui. I genitori di Giovanna sono insegnanti, il padre è un intellettuale, insegna filosofia in un importante liceo cittadino. Ma è il contesto familiare, pur senza difficoltà economiche, il principale problema di Giovanna, costretta a vivere con i comportamenti dei genitori basati sulle bugie e falsità. Le cose vanno peggiorando con il divorzio dei genitori, la frequentazione della zia Vittoria, osteggiata dai genitori ma non impedita, le poche amicizie di riferimento. Giovanna cresce senza certezze, senza punti fermi a cui aggrapparsi nei momenti di difficoltà.

Il romanzo segue l’evoluzione della personalità di Giovanna, con i suoi alti e bassi, le sue evoluzioni a tratti infantili e improvvisate, a tratti mature e ponderate. Giovanna si ritrova sola a scegliere tra l’ipocrisia falsa e bugiarda dei genitori e la sgradevole ma sincera rozzezza dei modi della zia Vittoria. Giovanna scopre presto che il sesso è un potente mezzo per piegare al suo volere i ragazzi ma scopre anche il piacere di stupire le persone con sue idee e conoscenze.

In questo libro gli adulti sono descritti come persone da poco, inadatte all’educazione dei figli, incapaci di scelte coerenti, persone che non danno importanza alla sostanza delle cose ma solo all’apparenza, egoisti e deboli. I ragazzi si dimostrano interessati solo al sesso ed al divertimento, le ragazze amiche di Giovanna sono tutte senza aspirazioni e senza obiettivi. Solo Giovanna si distingue per la voglia di provare ad ottenere quello che vuole.  Il libro è scritto in modo impeccabile con una prosa elegante e scorrevole, dialoghi ben scritti, sentimenti, paure ed emozioni dei protagonisti resi alla perfezione, tensione che sale e scende, tutto funziona a meraviglia per attrarre il lettore. Ma troppa desolazione, troppa miseria umana e urbana, troppo squallore ovunque, niente di positivo. Questo spaccato della società descritto dalla Ferrante è poi così veritiero? E che dire dei protagonisti? Giovanna non mi sembra un personaggio che meriti tanta attenzione.

13 pensieri su “La vita bugiarda degli adulti – Elena Ferrante

  1. Questo spaccato della società descritto dalla Ferrante è poi così veritiero? E che dire dei protagonisti? Giovanna non mi sembra un personaggio che meriti tanta attenzione.

    Oltre alla Napoli di sopra e quella di sotto, la Napoli piccolo borghese e la Napoli proletaria e sottoproletaria, il paradiso ncoppa e ll’inferno abbascio, probabilmente il libro(che può benissimo avere un seguito e penso del tutto possibile) è su queste tue domande e la descrizione che fai di Giovanna che ci propone per farci discutere. In fondo cosa sappiamo degli adolescenti di entrambi le zone e le divisioni sociali che appaiono sfumate mentre invece non lo sono? Secondo me sappiamo meno cose di quanto immaginiamo di sapere degli adolescenti e delle divisioni sociali che invece appaiono sfumate dai modelli che propone la tv e altri tipi di canali di consumi industriali. Perché mai? Sono sempre lì attacati alla play station, al computer e ai telefonini. E alle griffe per scarpe e vestiti e poi? E gli adulti, cosa fanno e pensano gli adulti? E’ tutta gente impegnata? Gli adulti non sono lo specchio degli adolescenti e dei giovani?

      • Bisogna convivere con i terremoti tellurici e sociali. I figli non vengono educati (o disecudati) solo dalle loro famiglie. La Chiesa stessa è in un travaglio fortissimo e se tra le nuove generazioni c’è mancanza di vocazioni è forse un caso o invece qualcosa che scuote tutto e tutti fin dalle fondamenta?

      • E’ un momento difficile per tutti. Sono dell’idea che l’educazione dei figli sia molto difficile, ora più che mai, ma la responsabilità principale è sempre in carico alle famiglie. Bisogna saper prendere quello che di buono arriva ed evitare i danni che potrebbero essere fatti dalle cose negative.

  2. Certo, nelle famiglie nascono scenari di battaglie e spesso i genitori mostrano affanni e stanchezza. I problemi da affrontare sono molteplici. In molti casi i genitori soffrono perché non riescono a dare ai figli ciò che ritengono giusto e necessario. Narturalmete non parlo del superfluo. Bisogna essere pazienti.

    • E’ un momento difficile. Molte famiglie stanno regredendo. Molti figli senza l’aiuto economico dei genitori non riescono a mettere su famiglia, ad essere indipendenti. Ma anche i genitori sono in difficoltà, tutti stiamo perdendo qualcosa. Pochi hanno fiducia nel futuro.

      • E’ così. Pradossalmnete dopo una guerra dichiarata, le persone rimaste sono prese dalla vogli di vivere e riscattare se stesse e il mondo, invece, in quest’altra guerra strisciante, ma non ufficializzate in tv e sui giornali, e in cui siamo coinvolti dietro la parola crisi, tra violenze corruzioni e furbizie, si va avanti giorno per giorno, quasi alla cieca. E un Europa unita che tale non è perché incapace di indirizzi veri capaci di combattere la disoccupazione e le diseguaglianze. Ma non bisogna certo desistere. E i libri? Devono farci discuere, ma non certo per finta. Buonanno di letture e recensinoni. E la tua, come altre, mi è piaciuta. Buona serata.