L’accordo perfetto – Fabio Guaglione

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Titolo: L’accordo perfetto

Autore: Fabio Guaglione

Editore: Mondadori

Mark è un musicista famoso ed apprezzato in tutto il mondo, Laura è un architetto di successo. Vivono in una casa magnifica che esprime tutta la ricchezza ed i gusti raffinati ed esclusivi dei proprietari. Una casa dove armonia e creatività sono fuse con lusso ed eleganza. La loro vita sembra perfetta, successo, soldi, amore, ai due non manca nulla per essere felici. La bontà del loro legame era stata certificata da una azienda specializzata nel definire le affinità della coppia, la Crimson Heaven, che ha inventato e ottimizzato un complesso e sofisticato algoritmo, definito infallibile, per garantire la riuscita del matrimonio per tutta la vita della coppia. Mark si era deciso a rivolgersi alla Crimson Heaven dopo che il suo precedente fidanzamento era naufragato ad un passo dal matrimonio. Tale esperienza per lui era stata troppo dolorosa in termini emotivi ed affettivi e non voleva che una tale situazione si ripetesse in futuro. Mark e Laura avevano avuto il responso positivo alla loro unione in matrimonio della Crimson Heaven dopo lunghi e complicati test, che avevano analizzato ogni recondito aspetto psicologico di entrambi.

Il meraviglioso mondo della coppia viene stravolto in una sola giornata. Mark si reca a Venezia per una audizione che invece dell’esito sperato si rivela un totale fallimento. Deluso e sconfortato, decide di tornare a casa con un giorno di anticipo senza avvisare la moglie, non è in vena di dare troppe spiegazioni al telefono. Quando entra in casa capisce subito che c’è qualcosa che non va, disordine, vestiti per terra, due cartoni della pizza sul tavolo da pranzo. Corre in camera da letto e trova sua moglie Laura ammanettata alla testiera del letto impegnata in un vigoroso rapporto sessuale con un amante dal fisico statuario. La reazione di Mark scatena le vicende narrate nel romanzo.

Una storia estrema, un thriller che si sviluppa per la maggior parte a casa di Mark e Laura, un racconto un poco claustrofobico, se non fosse per i frequenti rimandi a fatti del passato, di come i due protagonisti si sono conosciuti, innamorati, sposati. Il romanzo indaga nel profondo le personalità dei due protagonisti, svelando come in molti casi i comportamenti delle persone non sono quelli che la propria indole vorrebbe che fossero, ma ci si comporta come l’altro si aspetta, generando equivoci e false certezze. Il contenuto di attualità del romanzo consiste nel fatto che la coppia si è rivolta ad una azienda che valuta le affinità e la riuscita dei matrimoni, assecondando una tendenza moderna che vede le persone alla ricerca di chi possa prendere le decisioni importanti della vita, nel lavoro e nella vita privata, al posto loro, in modo da non dover decidere da soli. Ma nessuna forma di intelligenza artificiale, per quanto sofisticata, potrà mai capire per intero la mente umana. Un thriller psicologico ambientato in un futuro prossimo, che descrive una società dove tutto può essere comprato ma deve anche essere garantito, persino l’amore e la durata del matrimonio. Mark e Laura da clienti della Crimson Heaven si ritroveranno ad essere coinvolti in meccanismi di controllo delle persone inarrestabili e pericolosi, frutto di una società senza più valori etici dove conta solo vendere alle persone quello che si vuole facendo credere che è quello che è meglio per loro. Il romanzo tratta a volte momenti scabrosi che sono raccontati con misura e attenzione, senza mai scadere nel volgare. La scrittura risulta piacevole a fluida, con la tensione emotiva che sale e scende in modo da tenere sempre alto l’interesse del lettore.

Non lasciare la mia mano – Michel Bussi

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Titolo: Non lasciare la mia mano

Autore: Michel Bussi

Editore: e/o

Traduzione: Alberto Bracci Testasecca

Un thriller avvincente ambientato nella meravigliosa Isola della Réunion, territorio francese nell’oceano indiano, un puntino a destra del Madagascar, vicino a Mauritius.

Siamo nel 2013, in un resort per clienti danarosi nell’Isola della Réunion. Liane Bellion, il marito Martial e la figlia Sofa, stanno godendosi la comodità della piscina. Liane sale in camera per un riposino pomeridiano. Dopo meno di un’ora anche il marito sale in camera e non trova la moglie. La stanza è tutta sottosopra, è evidente che c’è stata una colluttazione. Il marito denuncia la scomparsa della moglie ma alcuni testimoni dichiarano di aver visto proprio il marito spingere un carrello fino al parcheggio, per poi sparire e ricomparire in piscina come se niente fosse successo. Dopo la denuncia alla polizia della scomparsa della moglie, Martial scappa con la piccola Sofa, accreditando le voci che lo vogliono colpevole dell’uccisione della moglie. Le indagini sono affidate alla comandante della gendarmeria locale Aja Purvi, una donna determinata e tenace, ed al suo sottotenente, Christos Konstantinov, un poliziotto con buon intuito ma molto attratto dall’alcol e dalla locale marijuana, oltre dalle grazie della sia amante, la generosa Imelda. Tutto lascia credere che Martial, dopo aver ucciso la moglie, si è dato alla fuga con la figlia Sofa, anche se c’è una anomalia, ossia il cadavere di Liane non si trova. Inizia una grande caccia all’uomo per arrestare il pericoloso omicida e per salvare la vita alla bambina, temendo da parte del padre un gesto estremo.

Bastano poche righe per essere catturati nella piacevole rete della lettura di questo romanzo, che ha i suoi punti di forza nella trama e nell’ambientazione. La trama è un intreccio costruito ad arte per raccontare le cose facendo credere il contrario di come sono andate, mentre l’ambiente dell’isola viene descritto in modo accurato e realista per dare al lettore la senzazione di essere proprio insieme ai protagonisti, a calcare le stesse strade, gli stessi boschi e gli altri stupendi luoghi teatro degli avvenimenti del romanzo.

Il romanzo contiene anche molti riferimenti alla storia delle emigrazioni sull’isola, alle condizioni sociali degli abitanti del posto, ai benefici che hanno i cittadini francesi che decidono di continuare a vivere nell’Isola. La popolazione locale è caratterizzata per essere un mix multietnico dove dal 1600 vivono in modo pacifico persone bianche, nere, cristiane, musulmane ed ebree, con una moschea che sorge non distante da una statua della Vergine. Tutte queste cose hanno una rilevanza nella trama e nella riuscita del romanzo. La storia è un continuo colpo di scena e cambio di situazione, dove non ci sono certezze, tutto è in divenire, tutto sarà diverso da come viene descritto. La storia viene raccontata da vari protagonisti ed i diversi punti di vista descrivono fatti e personaggi in modo da contribuire a depistare il lettore. Un thriller scritto in modo brillante, una trama forte e ben costruita, personaggi intriganti ed empatici, una storia che dimostra cosa può fare una persona per amore e le conseguenze terribili di un dolore troppo grande.

La ragazza di Brooklyn – Guillaume Musso

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Titolo: La ragazza di Brooklyn

Autore: Guillaume Musso

Editore: La nave di Teseo

Traduzione: Sergio Arecco

Raphael è un giovane scrittore che dopo un grande successo di vendite è andato in crisi e non riesce più a scrivere. Vive con un figlio di tre anni, avuto in un precedente matrimonio che è naufragato subito dopo la nascita del bambino e che è rimasto con il padre per scelta della madre, che ha preferito seguire la sua carriera ed abbandonare Parigi per vivere negli Stati Uniti. Raphael si sta per sposare con Maria, una donna di 25 anni, bella, intelligente, apparentemente senza difetti. Durante una serata di un week end romantico in Costa Azzurra, una banale discussione tra i due innamorati diventa uno scontro irreparabile che provoca la fuga di Maria  dalla casa, in piena notte, dopo che lei ha mostrato a lui una foto, dal contenuto terribile. La mattina dopo Raphael si mette alla ricerca di Maria, scopre che è partita per Parigi, dove entrambi risiedono. Raphael, arrivato a Parigi, va subito a casa di Maria ma non la trova. Sembra sparita, anzi rapita. Nel suo appartamento trova una borsa con una cifra considerevole in contanti. I soldi, la fuga, la foto mostrata la sera prima, Rapahel ha la certezza che la donna che ama ha un passato che lui non conosce e che lei sta cercando a tutti i costi di non mostrare.

Inizia una avventura mozzafiato con Raphael che da scrittore di gialli diventa investigatore, per andare alla ricerca della sua amata Maria. Nelle ricerche Raphael si fa aiutare da un vicino di casa, un ex poliziotto, Marc Caradec, che avrà un ruolo centrale nella storia. Un libro scritto tra Parigi e New York, in cui convivono le ricche abitudini del giovane scrittore, con le meno fascinose condizioni di vita di persone con storie dolorose alle spalle che non hanno raggiunto nessun successo nella vita. La trama è una continua alternanza di progressi nelle indagini e scoperte di cose che riguardano persone che apparentemente non sono coinvolte in alcun fatto criminale. Un romanzo con una serie di colpi di scena infinita, con i fatti raccontati da diversi punti di vista dai vari protagonisti, per dare completezza e varietà al racconto. Bisogna seguire con attenzione la scala temporale in cui i vari capitoli si susseguono per non perdersi nei meandri della storia. La scrittura di Musso scorre veloce, gli eventi si susseguono senza pausa, le cose cambiano in continuazione. Una lettura appassionante e piacevole che assicura divertimento e relax.

Le sigarette del manager – Bruno Morchio

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Titolo: Le sigarette del manager

Autore: Bruno Morchio

Editore: Garzanti

Bacci Pagano è un investigatore privato di Genova. La città è ancora sotto shock per il crollo del ponte Morandi, una ferita che non potrà mai essere guarita. Oreste Mari è un imprenditore che è scomparso da qualche mese, lasciando la sua azienda in bancarotta. Le indagini vanno a rilento, non ci sono indizi di una fine violenta, anzi, alcune voci lasciano pensare che il Mari se ne stia in qualche paradiso esotico a godersi i soldi sottratti al fisco. La moglie di Mari chiede aiuto a Bacci Pagano per trovare suo marito. La donna vive con grandi difficoltà. Lavora come donna di servizio per guadagnare pochi soldi al mese necessari per sopravvivere. Non ha soldi per pagare l’investigatore ma ha bisogno di sapere che fine ha fatto suo marito e confida sulla sua generosità. Bacci Pagano è attratto dalla storia, capisce la situazione drammatica in cui si trova la donna, senza mezzi, con il rischio di vedersi sequestrata la casa e le poche cose che le sono rimaste. Decide di accettare l’incarico della donna, anche se non sarà pagato, per una volta se lo può permettere, in fondo la sua agenzia investigativa guadagna a sufficienza per accettare un incarico gratuito.

La storia della scomparsa di Oreste Mari è l’occasione per Bruno Morchio di raccontare gli ultimi decenni di storia della citta di Genova, dalle speranze del dopoguerra, alle prime chiusure delle grandi aziende, alla crisi economica degli ultimi anni, culminata con l’evento epocale del crollo del ponte Morandi. Bacci Pagano racconta i cambiamenti della città, il degrado, l’immigrazione clandestina, lo spaccio di droga, l’evoluzione sociale ed economica, l’infiltrazione della mafia in tutte le attività produttive, di come i soldi sporchi frutto di ogni tipo di attività illecita vengano riciclati nell’economia quotidiana, con pesanti conseguenze nella vita della gente comune. Morchio racconta Genova, l’evoluzione territoriale, il cambiamento dovuto alla quasi sparizione della classe operaia, un tempo cuore pulsante della città. Ma la storia del declino di Genova è anche la storia dell’Italia contemporanea. Un Paese ed un Popolo incapaci di affrontare la modernità ed il futuro, una società incapace di muoversi agilmente perché appesantita dalla zavorra rappresentata dagli errori del passato, per colpa di generazioni che non hanno saputo lavorare per costruire e garantire il futuro del nostro paese. Una analisi cruda ma realistica, un messaggio chiaro, un invito a fare per chi ha voglia di costruire un nuovo futuro per Genova e per il nostro Paese basato sulla legalità, modernità, giustizia ed equità. Una spinta a smettere di guardare con nostalgia ad un passato che sembra sempre migliore del presente, ma che forse non è stato così bello. Un bel libro, piacevole e a tratti divertente, con un invito a riflettere su cosa siamo diventati e cosa possiamo fare per avere un futuro migliore.

Oxen Gli uomini oscuri – Jens Henrik Jensen

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Titolo: Oxen – Gli uomini oscuri

Autore: Jens Henrik Jensen

Editore: Salani

Traduzione: Margherita Podestà Heir

Niels Oxen è un ex soldato pluridecorato, tante medaglie al valore ma anche tanti disturbi da stress post traumatico, ossessioni ed incubi. E molti nemici che lo vogliono far fuori. Vive sotto una falsa identità, si nasconde da tutto e da tutti. Non ha amici ed alleati, solo la la sua amica Margrethe Franck, una agente dei servizi segreti che cerca di aiutarlo quando è possibile. I nemici di Oxen appartengono ad una associazione segreta e criminale, la Danehof, che vede tra i suoi adepti alcuni tra le principali figure politiche della Danimarca. Oxen è in possesso di filmati e documenti che se divulgati provocherebbero una crisi politica senza precedenti. Ha stipulato una specie di assicurazione sulla sua vita facendo in modo che in caso di sua morte per mano dei suoi nemici, il materiale in suo possesso fosse divulgato alla stampa ed alle televisioni di tutto il mondo, rovinando per sempre alcuni uomini politici aderenti alla Danehof. In passato la cosa aveva funzionato ma la situazione stava cambiando velocemente e qualcuno molto in alto aveva deciso di fare fuori Oxen in ogni caso. Senza alleati e nessun tipo di appoggio, Oxen si troverà da solo a combattere contro un nemico dalle risorse tecnologiche immense e con collaboratori ovunque.

Questo libro, Oxen gli uomini oscuri, è il secondo della serie. Il primo volume, Oxen La prima vittima, è uscito nel 2019 e recensito lo scorso 27 agosto. Oxen è un uomo rude, addestrato alla vita negli ambienti ostili, alla solitudine, vivere nascondendosi non gli pesa, per lui è ormai una condizione di vita normale. In questo secondo capitolo, Oxen continua la sua fuga solitaria, trascorre la  vita vagando per boschi e foreste, alla ricerca di rifugi e posti dove può vivere senza essere visto. Non ha contatti con la madre, con la sorella, con nessun membro della sua famiglia. Ma la sua è una vita nascosta solo in apparenza, i suoi nemici sono sempre in agguato e la sua vita è un continuo fuggire e proteggersi da chi lo vuole morto. Oxen combatte i suoi nemici che sono nemici della liberta e delle persone normali. Il quadro della situazione politica danese che viene descritto nel libro non è proprio confortante. Corruzione, violenze, interessi privati anteposti al bene comune. Società segrete con collaboratori in tutte le istituzioni dello stato danese, con disponibilità illimitate e con mezzi tecnici ed uomini come e meglio di un esercito nazionale, che controllano tutto e condizionare la vita della nazione. Un libro coinvolgente, con un protagonista unico e carismatico, che combatte da solo contro nemici occulti non solo suoi ma di tutti i cittadini.

La casa sulla scogliera – Emma Rous

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Titolo: La casa sulla scogliera

Autore: Emma Rous

Editore: Sperling & Kupfer

Traduzione: Roberta Zuppet

Seraphine è una ragazza di 25 anni, ha un fratello gemello e un fratello maggiore. Una infanzia segnata da un tragico evento, il suicidio della madre il giorno stesso in cui ha messo alla luce Seraphine e suo fratello, lanciandosi dalle scogliere vicine a Summerbourne, la casa di famiglia sulla costa del Norfolk. Sono passati 25 anni da quel tragico giorno ed il padre dei tre ragazzi muore improvvisamente in un incidente domestico. Seraphine, pur sconvolta per la perdita, è costretta a tornare a Summerbourne per sistemare alcune pratiche burocratiche e per mettere ordine alle cose del padre. Sistemando vecchie carte e documenti, trova una fotografia che mostra la madre con in braccio un bambino. La foto è stata scattata il giorno della nascita di Seraphine. Nella foto appare una donna ben vestita e pettinata, il volto raggiante di una donna fiera di tenere in braccio il suo bambino appena nato, nulla che possa far credere che di lì a poco la stessa donna si possa essere suicidata. Seraphine è sconvolta dalla scoperta della foto. Perché la madre ha in braccio un solo bambino e non entrambi i gemelli? Dove stava il gemello mancante? E perché proprio quel bambino stava in grembo alla madre? Perché la foto era stata tenuta nascosta per tutti quegli anni? Quale mistero si nasconde dietro quella foto? Seraphine decide di scoprirlo.

Ha inizio una avventura raccontata su due piani temporali, quello dell’anno della nascita dei due gemelli, raccontato da Laura, la ragazza alla pari che stava nella famiglia di Seraphine ed il secondo, quello attuale, raccontato da Seraphine stessa. I capitoli si alternano e gli eventi del passato piano piano vanno a definire le risposte che Seraphine sta cercando. Un romanzo incentrato sull’importanza che la famiglia ha per le persone e della perdita dei riferimenti se l’appartenenza alla famiglia vien emesse in discussione da un passato nascosto e diverso da quello che si è creduto di aver vissuto. Ma oltre che un riferimento, la famiglia è anche il centro attorno al quale avvengono cose impensabili, i cui effetti devastanti fanno ancora danni a distanza di tanti anni. Un romanzo crudele ma appassionante, con una trama ben costruita, forse con un finale che poteva essere scritto in modo più accurato. I continui salti avanti ed indietro nel tempo sono ben distribuiti e non intaccano il piacere della lettura.

L’isola dei fucili – Amitav Ghish

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Titolo: L’isola dei fucili

Autore: Amitav Ghish

Editore: Neri Pozza

Traduzione: Anna Nadotti e Norman Gobetti

Il protagonista e voce narrante del romanzo è un indiano, che vive da anni a Brooklyn ed è un commerciante di libri e di oggetti antichi, di nome Dinanath Datta, detto Deen. Una volta all’anno, Deen lascia l’America per tornare in India, sia per i suoi affari che per rivedere amici e parenti. Durante l’ultimo suo viaggio in India viene a conoscenza della legenda di Bonduki Sadagar, un mercante di fucili, che fece costruire un tempio nel Bengala dedicato alla dea Manasa Devi, nella foresta di mangrovie più grande del mondo, Le Sundarban. Tale foresta si estende in una delle aree più povere del mondo, alla congiunzione dei fiumi Gange e Brahmaputra. E’ una zona simbolo dell’ecologismo indiano, patrimonio dell’Unesco, ospita una numero enorme di animali tra cui la famosa tigre del Bengala. I frequenti cicloni e il forte sfruttamento industriale ne condizionano la sopravvivenza. Per una serie di circostanze fortuite, alcuni conoscenti di Deen organizzano un viaggio al tempio costruito da Bonduki Sadagar. Inizia una avventura del tutto inaspettata e dall’esito imprevedibile, in un ambiente ostile e non proprio adatto ad un cittadino americano come è ormai diventato Dinanath. L’atmosfera del racconto è quella tipica indiana, in cui convivono culture antiche, povertà estrema con la diffusione capillare di internet e l’abilità nel suo uso anche da parte delle persone poverissime. Il racconto contiene visioni, divinità e demoni, storie, leggende e credenze varie che si mescolano per creare idee e convinzioni a cui le persone si affidano per comprendere e in qualche modo determinare il loro destino, sempre affidato alla fede, secondo modalità molto personali. La prima parte del libro parla di emigrazione e del bisogno delle popolazioni più povere di sognare di vivere nei paesi occidentali, ricchi, confortevoli, apparentemente accoglienti.

La seconda parte è ambientata a Venezia dove gli stessi protagonisti si ritrovano, grazie ad una serie di circostanze uniche, nella città storica più famosa del mondo. E si continua a parlare di ecologia, delle sorti del pianeta e di immigrazione clandestina.

Per essere un romanzo scritto da un indiano, sorprende per la conoscenza di molti aspetti della cultura occidentale, della situazione politica, soprattutto nei confronti dell’immigrazione. Mi ha sorpreso particolarmente l’introduzione nel racconto di riferimenti al libro Hypnerotomachia Poliphili di Francesco Colonna, edito nel 1499. Tale testo, pur di grande importanza letteraria ed artistica non credo sia molto conosciuto e il fatto che un indiano abbia ritenuto di inserirlo in un romanzo tipicamente indiano lo trovo un grande riconoscimento alla nostra cultura. Tutti i riferimenti ai cambiamenti climatici ed alla salvaguardia del pianeta sono trattati in modo molto vicino al modello occidentale. Buona parte del piacere della lettura di questo libro consiste nel fatto che la mentalità indiana e i loro modi di fare sono mescolati con punti di vista e visioni del mondo molto vicine al punto di vista occidentale.