Il sospetto – Fiona Barton

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Titolo: Il sospetto

Autore: Fiona Barton

Editore: Einaudi

Traduzione: Carla Palmieri

Alex e Rosie sono due ragazze inglesi di 18 anni, hanno appena finito le scuole superiori e sono partite, zaino in spalla, per il viaggio dei loro sogni, destinazione Bangkok e Taliandia, in testa solo voglia di libertà e di divertirsi. Le due ragazze sono regolarmente in contatto con le famiglie, messaggi quotidiani per rassicurare, trasmettere affetto e gratitudine per aver permesso la realizzazione di un desiderio. Poi una settimana di silenzio provoca nelle famiglie angoscia e disperazione. Giunge la notizia che proprio a Bangkok, in un ostello per giovani, c’è stato un incendio che ha provocato la morte di due ragazze non ancora identificate. Le famiglie partono per la Tailandia per il riconoscimento dei cadaveri.

Kate Waters è una giornalista e si sta occupando del caso delle due ragazze scomparse in Tailandia. Lei sa cosa stanno provando i genitori delle giovani, anche suo figlio è da diversi mesi che non dà più sue notizie alla famiglia ed anche lui si trova in Tailandia. Quando Kate riceve la notizia dell’incendio dell’ostello parte subito per la Bangkok, sia per continuare a seguire il caso che per il desiderio di provare a rintracciare suo figlio.

Le storie delle due ragazze, di Kate e delle rispettive famiglie si uniranno dando vita agli eventi della trama del libro, molto ben concepita e costruita. La narrazione si svolge su due piani temporali, la cronaca delle indagini e gli eventi di Bangkok con le due ragazze protagoniste. Il titolo di ogni capitolo introduce il protagonista con Kate che interviene di volta in volta come madre o come giornalista. La narrazione prevede continui cambi di punti di vista sui fatti narrati e continui cambi di ambientazione, con un ritmo impetuoso e accattivante.

“Il sospetto” è un ottimo thriller, scritto in modo lineare e brillante, che indaga sui rapporti tra figli e genitori, sui modi sbagliati che hanno i giovani d’oggi di concepire la libertà ed il divertimento, di come i genitori prestino poca attenzione a conoscere veramente i propri figli, di come una madre integerrima può fare di tutto per aiutare il proprio figlio che si trova coinvolto in una storia enorme e dolorosa. Ma sono ben descritti anche i sensi di colpa dei genitori che per ambizione mettono troppa pressione sui loro figli, oppure la loro incapacità di assecondare la vera natura dei ragazzi, oppure i danni che divorzi e separazioni provocano sulla stabilità emotiva dei figli. Le descrizioni degli ambienti in cui si svolgono i fatti sono molto realiste ed efficaci. L’immagine della Tailandia, in particolare di Bangkok, come di un posto dove un certo tipo di turismo possa trovare soddisfazione a molti vizi e perversioni è molto veritiera ed è mostrata senza alcun tipo di indulgenza o giustificazione, anzi accentuando la disperazione e lo squallore di tali comportamenti che poco o nulla hanno a che fare con il divertimento. Una lettura coinvolgente ed interessante, per una storia che in fondo è l’incubo che ogni genitore spera di non dover vivere, tutte le volte che i figli partono per una vacanza lontano da casa.

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