Il gioco del mai – Jeffery Deaver

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Titolo: Il gioco del mai

Autore: Jeffery Deaver

Editor: Rizzoli

Traduzione. Sandro Ristori

Colter Shaw si guadagna da vivere incassando le ricompense offerte dai familiari delle persone scomparse. Non è un ex poliziotto o un ex militare, anche sa ha ricevuto dal padre una educazione dura che gli ha insegnato come sparare, sopravvivere in ambienti ostili, scalare montagne e superare difficoltà di ogni genere. La sua principale abilità è sempre stata quella di saper seguire le tracce. Degli animali da ragazzo e delle persone scomparse ora che lo fa per professione. Il suo ultimo incarico, ha portato Colter in California, alla ricerca di una studentessa universitaria scomparsa. Le indagini a poco a poco scoprono che il rapitore si sta comportando come se stesse giocando una partita di un popolare videogioco. Le ricerche della ragazza procedono ma il caso ha altre connessioni, altre vittime e Colter si ritrova al centro di una avventura sempre più complessa dall’esito imprevedibile.

La principale novità del libro è che c’è un nuovo personaggio come protagonista. Jeffery Deaver è solito essere uno scrittore seriale ma questa volta Lincoln Rhyme non entra in azione e New York non è la città dove è ambientata la storia. Difficile dire se Colter Shaw saprà sostituire Lincoln, per ora sembra che l’esordio sia promettente. Con questo libro “Il gioco del mai” Jeffery Deaver si conferma essere uno dei migliori scrittori di thriller americani. Il romanzo ha una trama fitta di avvenimenti, continui cambi di scena, indizi fuorvianti sui colpevoli e sull’esito finale della storia. Deaver descrive tulle le scene con grande accuratezza e precisione, anche se non è la prima volta che affronta temi legati ai videogiochi ed alla sua industria. In questo “Il gioco del mai”, Deaver ci mostra una Silicon Valley inedita, evidenziando non solo lo splendore delle grandi aziende informatiche, ma anche il lato meno noto, famoso e maltrettanto redditizio degli affari delle aziende dei video game e di come utilizzano la tecnologia per creare prodotti apparentemente innocenti, per raccogliere dati sulle persone che li utilizzano e per influenzarne le decisioni. Ovviamente è tutta finzione, ma le cronache quotidiane ci raccontano di una quantità di crimini che avvengono a nostra insaputa e di cui siamo sempre noi le vittime inconsapevoli, Non solo thriller, ma anche un modo originale e critico di fare luce sui pericoli nascosti delle tecnologie  e sul modello industriale della enorme e potentissima industria informatica americana, capace di produrre utili difficili da quantizzare ma anche incapace di distribuire in modo omogeneo e corretto anche solo una piccola parte di tale enorme ricchezza, con molte categorie di lavoratori, che pur hanno ruoli determinanti nella produzione dei sistemi che tanta ricchezza generano, sottopagate e costrette a dormire in macchina perché non si possono permettere di vivere in un appartamento in affitto a causa dei costi troppo alti e degli stipendi troppo bassi. Un libro avvincente e pieno di azione, sorprese e colpi di scena, che mette alla luce aspetti inediti e poco conosciuti dell’America. Una lettura rilassante e divertente, con qualche spunto per fare qualche riflessione sui legami tra industria e politica, interessi privati e strategie nazionali.

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