La casa delle voci – Donato Carrisi

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Titolo: La casa delle voci

Autore: Donato Carrisi

Editore: Longanesi

“La casa delle voci” è l’ultimo romanzo di Donato Carrisi, molto atteso dai suoi lettori dopo i brillanti esiti delle sue prove come regista cinematografico.

Questa volta il protagonista del romanzo è uno psicologo specializzato nel trattamento dei bambini con l’ipnosi, Pietro Gerber, soprannominato “addormentatore di bambini. Pietro riceve una telefonata da una collega australiana che gli chiede di seguire una paziente adulta che si trova proprio a Firenze, la città dove lavora Pietro, Hanna Hall, una persona che rivive in continuazione un ricordo che se reale potrebbe essere la prova di un omicidio commesso molti anni fa. Pietro accetta l’incarico dopo molte perplessità, per il fatto che la paziente è adulta e non rientra nel suo campo solito di attività e teme di non essere in grado di dare un contributo positivo alla scoperta della verità. Ma dopo molti dubbi e date le insistenze della sua collega australiana, accetta l’incarico. Inizia per Pietro una avventura sconvolgente attraverso la storia di Hanna Hall che avrà grandi conseguenze, del tutto inaspettate, sulla sua vita.

Il libro cattura il lettore fin dalle prime righe, la scrittura magnetica di Carrisi si manifesta subito, si rimane subito invischiati nella rete senza possibilità di liberarsi, l’unica possibilità è finire il libro. Carrisi si dimostra ancora una volta un profondo conoscitore delle parti più oscure e nascoste dell’animo umano ed in particolare in questo libro, della psicologia dei bambini. La storia è ambientata a Firenze che si presta ad offrire un ottimo sfondo alla storia senza risultare troppo invadente. La trama del romanzo è meno complicata rispetto ad altri libri di Carrisi, per una lettura più veloce e rilassata, anche se piena di emozioni, paure ed ambiguità. L’autore riesce di continuo a sorprendere il lettore, portandolo fuori strada per poi ingannarlo di nuovo, in un continuo gioco di sorprese e di imprevisti. Donato Carrisi affronta nel libro la complessità delle relazioni familiari e la delicata situazione in cui si trovano i bambini che crescono senza saper distinguere il bene dal male, con gli affetti e le abitudini che spesso giocano brutti scherzi. Lo fa sfruttando i punti di forza della sua scrittura, un mix unico di psicologia, follia criminale e genialità.

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