Bassa marea – Enrico Franceschini

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Titolo: Bassa marea

Autore: Enrico Franceschini

Editore: Rizzoli

Un giornalista in pensione anticipata, un medico primario, un bibliotecario ed un ingegnere. 4 amici inseparabili che vivono a Borgomarina, Romagna. Mare, sole, piadina, gente simpatica e molti vitelloni. Siamo in bassa stagione, un periodo in cui le spiagge non hanno ancora l’aspetto curato e ammaliante della stagione estiva. Si respira aria buona, ideale per una vita tranquilla. Il giornalista, soprannominato Mura, ha solo 60 anni e gli pesa il fatto di essere stato pensionato anticipatamente. Si sente messo da parte troppo presto, la cosa non gli va giù, anche se non tornerebbe indietro. Ma il suo lavoro di inviato speciale, sempre in giro per il mondo, gli manca. Dorme poco e la mattina presto, tutti i giorni, si concede una corsetta lungo la spiaggia, tanto per tenersi in forma. Una mattina sulla riva vede un corpo di donna. Sembra morta ma respira ancora. La prende in braccio e con uno sforzo sovrumano la porta a casa, cercando di non essere visto. La donna è in cattive condizioni, sembra svenuta e non dà segno di riprendersi. Appena si riprende, Mura scopre che la donna è russa, non si ricorda come mai è caduta in acqua e per quanto tempo ha nuotato prima di arrivare a terra. Mura si rende conto che la faccenda potrebbe essere pericolosa. Ma non ha ancora idea di quanto è grande il guaio in cui si è cacciato. Inizia l’avventura di “Bassa marea”, un thriller romagnolo, in cui Enrico Franceschini scrive una storia piena di humor, ma con pesanti critiche al mondo del giornalismo, con una analisi storica dell’evoluzione della Romagna dal dopoguerra ad oggi e di come sia diventata la principale area per il divertimento estivo in Italia. Un quadro della situazione economica e delle infiltrazioni malavitose, attratte dai facili guadagni e dal giro enorme di prostituzione, piuttosto evidenti e preoccupanti. Tutto questo in un racconto divertente, in una atmosfera goliardica alla “Amici miei”, con i 4 amici che pur nelle differenze economiche, sociali e sentimentali, antepongono la loro amicizia a tutto il resto. Una specie di 4 moschettieri, non al servizio del re, ma della regina del divertimento, la Romagna.

 

 

 

 

L’assassinio del commendatore – Murakami Hanuri

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Titolo: L’assassinio del Commendatore parte prima e parte seconda

Autore. Murakami Hanuri

Editore: Einaudi

Traduzione: Antonietta Pastore

Un libro uscito inizialmente in due volumi e solo successivamente in un unico volume. Una storia moderna e attuale nella prima parte, mentre la seconda parte presenta diverse escursioni nel mondo fantastico e visionario di Murakami.

Il protagonista è un artista, un pittore specializzato in ritratti, che narra la vicenda in prima persona. Improvvisamente la moglie gli comunica che non lo ama più e che vuole divorziare. I due sono sposati da 6 anni e non hanno figli. Il pittore preso dallo sconforto parte per un viaggio in auto senza meta, riconoscendo alla moglie il diritto a divorziare se questo è quello che vuole. Dopo qualche settimana di vagabondaggio, riceve l’offerta di un suo amico per andare ad abitare nella casa del padre che è stato ricoverato in una clinica per malati di demenza senile. Il pittore accetta l’offerta che è molto conveniente. Il padrone di casa è uno dei più importanti pittori giapponesi contemporanei e per il protagonista, anche lui aspirante pittore, è una occasione allettante per vivere nella casa che fu di un grande artista. Il trasferimento nella casa del grande artista coincide con una serie di eventi che cambieranno per sempre la vita del protagonista. Accadranno fatti misteriosi e inspiegabili con la razionalità. La casa pur essendo isolata, consente al protagonista, di conoscere un vicino di casa molto ricco che gli commissiona un suo ritrattato, una ragazzina di 13 anni, Marie, la zia di Marie, una donna affascinante e misteriosa oltre ad una serie di protagonisti misteriosi e fantastici che fanno parte di un universo parallelo a quello della vita reale del protagonista.

Il romanzo è scritto in modo straordinario, con protagonisti sorprendenti, ciascuno con un fascino diverso. La trama è lineare e ben costruita, le descrizioni dei paesaggi, dei luoghi e dei personaggi sono armoniose e delicate. I continui riferimenti musicali aumentano l’atmosfera incantata che caratterizza il romanzo. La seconda parte del romanzo presenta molte intrusioni nel mondo fantastico, con personaggi frutto delle visioni dei protagonisti, le idee e le metafore richiamate nei titoli, secondo lo stile tipico e caro a Murakami, abile come pochi a creare storie piene di enigmi e personaggi tra il sogno e la visione. Il protagonista compie un viaggio tra il reale ed il visionario sulle colpe e le responsabilità, della storia e delle singole persone, per approdare alla fine ad una nuova consapevolezza di come possa essere possibile sconfiggere le nostre paure, costruendo un futuro dopo di noi, prendendo a cuore il futuro della nostra discendenza. Murakami con “L’assassinio del commendatore” ha scritto un bel libro, da leggere con calma, immergendosi completamente nel mondo creato dall’autore, lasciandosi trasportare dalla magia.

La confraternita dei mancini – Hakar Nesser

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Titolo: La confraternita dei mancini

Autore: Håkan Nesser

Editore: Guanda

Traduzione: Carmen Giorgetti Cima

Un tempo essere mancino era considerato un difetto da correggere nelle prime classi di scuola. Non esistevano le penne biro, si scriveva con le stilografiche ed essere mancino voleva dire passare con la mano sull’inchiostro fresco, quindi macchiare il foglio. Alcuni compagni di scuola fondarono la Confraternita dei mancini, un club riservato a coloro che erano nati con tale “difetto”. Ne facevano parte 5 ragazzi, che divennero molto più che amici, che condivisero alcune esperienze che ebbero pesanti conseguenze nella loro vita. Dopo qualche anno si persero di vista ed ognuno proseguì per la sua strada. Nel 1991 fu organizzata una cena tra gli iscritti alla confraternita, una occasione per rivedersi, per riparlare delle esperienze del passato. L’appuntamento era stato fissato presso la “Pensione Molly”. Durante la cena avvenne un fatto tragico. Un incendio distrusse il locale in cui la confraternita si era riunita e tutti i presenti morirono. Le indagini mostrano subito che c’èra qualcosa di strano. Gli iscritti alla confraternita erano 5 ma furono ritrovati solo 4 cadaveri. Gli investigatori pensarono che fu il quinto confratello mancante a dare fuoco al locale del ritrovo e che fosse riuscito a fuggire.

Nel 2012 viene ritrovato un cadavere nei pressi della zona in cui sorgeva l’edificio che ospitava la “Pensione Molly”. Si tratta del corpo del quinto iscritto alla confraternita. Il caso viene riaperto e l’ex commissario Van Veeteren, in pensione da tempo, viene coinvolto nelle nuove indagini, costringendolo ad interrompere l’attività di libraio intrapresa con l’andata in pensione. Le indagini di Van Veeteren sono affiancate a quelle dell’ispettore Barbarotti, che sta indagando su un omicidio compiuto in Svezia che alcuni indizi sembrano collegarlo con il caso del 1991.

La struttura del romanzo è divisa in tre periodi storici diversi, ogni capitolo ha nel titolo l’anno a cui è dedicato e si passa dalla fine degli anni 50 ai primi anni 60 per poi passare ai fatti del 1991 e del 2012. Il romanzo è un continuo saltare da un periodo all’altro, in ogni capitolo ci sono piccole tracce del passato che spiegano a poco a poco gli eventi successivi, in un continuo va e vieni dal passato al presente. L’autore presta molta attenzione al carattere e personalità dei personaggi del romanzo e queste caratteristiche si evidenziano dai dialoghi dei personaggi stessi, senza lunghe analisi introspettive, a vantaggio della lettura che scorre piacevolmente. Il segreto della confraternita sarà svelato a poco a poco e solo alla fine tutto il quadro investigativo sarà chiaro.  Le ultime indagini, quelle del 2012, sono raccontate sotto forma di dialogo tra il commissario Van Veeteren e sua moglie e questa si dimostra essere una scelta indovinata. In una sua intervista recente, Håkan Nesser ha dichiarato di non essere un amante del sangue e che nei suoi romanzi preferisce non descrivere scene violente. “La confraternita dei mancini” conferma questa linea dell’autore che per scrivere questo romanzo si è affidato alla psicologia dei personaggi piuttosto che all’azione, realizzando un ottimo thriller psicologico dal ritmo costante ed appassionante. L’incontro tra l’anziano commissario Van Veeteren con il più giovane Barbarotti dà luogo ad una felice collaborazione tra due ottimi investigatori che con metodi diversi contribuiscono in modo determinante alla soluzione di un caso intricato e difficile.

Il manoscritto – Franck Thilliez

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Titolo: Il manoscritto

Autore: Franck Thilliez

Editore: Fazi

Traduzione: Federica Angelini

Un prologo misterioso che parla di un romanzo incompleto, opera di Caleb Traskman, morto suicida senza completare quello che sarebbe diventata la sua migliore opera. Il manoscritto viene ritrovato dal figlio dell’autore che d’accordo con l’editore del padre, si mette al lavoro per completare il romanzo. Il lettore non riuscirà a capire se quello che sta leggendo è l’opera di Caleb oppure una storia collegata al libro incompleto, catturato da un romanzo come “Il manoscritto”, con una trama costruita a regola d’arte che racconta una storia terribile e complicata, con una serie di delitti inspiegabili senza alcun collegamento apparente tra loro.

Una ragazza francese di 18 anni, di nome Sarah, viene rapita e dopo 4 anni la sua sorte è ancora avvolta nel mistero. Il rapimento è stato attribuito ad un serial killer anche se il suo corpo non è stato mai trovato. La scomparsa di Sarah ha distrutto la vita ed il matrimonio dei suoi genitori. La madre è Leane Morgan, una scrittrice di thriller che firma i suoi libri con uno pseudonimo per proteggere la sua privacy. Suo marito Jullian ha scelto di condurre una vita solitaria nella villa di famiglia vicino al mare, nel Nord della Francia. Leane ha scelto invece di vivere nell’appartamento di Parigi, al riparo dai ricordi che collegano la villa del mare con la figlia Sarah. Jullien conduce una vita solitaria, ossessionato dalla ricerca della verità riguardo la scomparsa della figlia. Si è lasciato andare, beve in modo esagerato, sconvolto e distrutto dalle vicende familiari. Una sera Jullian viene aggredito nei pressi della villa e colpito violentemente alla testa. L’uomo viene ricoverato in ospedale e Leane è costretta a correre in aiuto del marito per scoprire che Jullian ha perso completamente la memoria. Leane cerca di aiutare il recupero della memoria del marito ed inizia una indagine personale per capire cosa avesse scoperto il marito riguardo il rapimento della figlia che possa aver provocato l’aggressione al marito. La vicenda scorre su due racconti paralleli, da una parte la storia di Leane e Jullian, dall’altra il racconto delle indagini della polizia che hanno inizio con un inseguimento alla dogana di Grenoble dove un’auto rubata fugge ai controlli e nella fuga finisce in un burrone. All’interno del bagagliaio c’è un cadavere di una giovane donna a cui è stato asportato il volto. Alle indagini partecipa un poliziotto, Vic Altran, che ha il dono di una memoria prodigiosa che darà gli impulsi all’indagine, che avrà una risoluzione inaspettata e imprevedibile.

Il manoscritto di Franck Thillez è un thriller con contorni noir e qualche sconfinamento nell’horror, la scrittura è molto fluida e scorrevole, la trama complessa e intricata, bella e originale, piena di falsi indizi, enigmi e segnali contrastanti, per non dare al lettore alcuna possibilità di prevedere gli eventi che si stanno per scatenare. Molto definiti i personaggi che mostrano lati diversi della loro personalità, inaspettati e imprevedibili. Franck Thillez indaga nel fondo dell’animo umano e nelle profondità degli abissi della crudeltà che alcune persone riescono a raggiungere, scoprendo comportamenti e realtà terrificanti. Il manoscritto è un gran libro scritto da uno scrittore che va ad allungare l’elenco di scrittori ingegneri (Thillez è un informatico), categoria a cui sono molto affezionato.

Il sospetto – Fiona Barton

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Titolo: Il sospetto

Autore: Fiona Barton

Editore: Einaudi

Traduzione: Carla Palmieri

Alex e Rosie sono due ragazze inglesi di 18 anni, hanno appena finito le scuole superiori e sono partite, zaino in spalla, per il viaggio dei loro sogni, destinazione Bangkok e Taliandia, in testa solo voglia di libertà e di divertirsi. Le due ragazze sono regolarmente in contatto con le famiglie, messaggi quotidiani per rassicurare, trasmettere affetto e gratitudine per aver permesso la realizzazione di un desiderio. Poi una settimana di silenzio provoca nelle famiglie angoscia e disperazione. Giunge la notizia che proprio a Bangkok, in un ostello per giovani, c’è stato un incendio che ha provocato la morte di due ragazze non ancora identificate. Le famiglie partono per la Tailandia per il riconoscimento dei cadaveri.

Kate Waters è una giornalista e si sta occupando del caso delle due ragazze scomparse in Tailandia. Lei sa cosa stanno provando i genitori delle giovani, anche suo figlio è da diversi mesi che non dà più sue notizie alla famiglia ed anche lui si trova in Tailandia. Quando Kate riceve la notizia dell’incendio dell’ostello parte subito per la Bangkok, sia per continuare a seguire il caso che per il desiderio di provare a rintracciare suo figlio.

Le storie delle due ragazze, di Kate e delle rispettive famiglie si uniranno dando vita agli eventi della trama del libro, molto ben concepita e costruita. La narrazione si svolge su due piani temporali, la cronaca delle indagini e gli eventi di Bangkok con le due ragazze protagoniste. Il titolo di ogni capitolo introduce il protagonista con Kate che interviene di volta in volta come madre o come giornalista. La narrazione prevede continui cambi di punti di vista sui fatti narrati e continui cambi di ambientazione, con un ritmo impetuoso e accattivante.

“Il sospetto” è un ottimo thriller, scritto in modo lineare e brillante, che indaga sui rapporti tra figli e genitori, sui modi sbagliati che hanno i giovani d’oggi di concepire la libertà ed il divertimento, di come i genitori prestino poca attenzione a conoscere veramente i propri figli, di come una madre integerrima può fare di tutto per aiutare il proprio figlio che si trova coinvolto in una storia enorme e dolorosa. Ma sono ben descritti anche i sensi di colpa dei genitori che per ambizione mettono troppa pressione sui loro figli, oppure la loro incapacità di assecondare la vera natura dei ragazzi, oppure i danni che divorzi e separazioni provocano sulla stabilità emotiva dei figli. Le descrizioni degli ambienti in cui si svolgono i fatti sono molto realiste ed efficaci. L’immagine della Tailandia, in particolare di Bangkok, come di un posto dove un certo tipo di turismo possa trovare soddisfazione a molti vizi e perversioni è molto veritiera ed è mostrata senza alcun tipo di indulgenza o giustificazione, anzi accentuando la disperazione e lo squallore di tali comportamenti che poco o nulla hanno a che fare con il divertimento. Una lettura coinvolgente ed interessante, per una storia che in fondo è l’incubo che ogni genitore spera di non dover vivere, tutte le volte che i figli partono per una vacanza lontano da casa.

L’istituto – Stephen King

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Titolo: L’Istituto

Aurore: Stephen King

Editore: Sperling & Kupfer

Traduzione: Luca Briasco

Luke Ellis è un ragazzino molto intelligente con capacità cognitive del tutto anormali. Sta per andare al college a soli 12 anni, i suoi genitori sono pronti a cambiare la propria vita per sostenere gli studi del loro figlio.

Tim Jamieson è comodamente seduto su un volo che da Tampa per New York. L’aereo è pieno e un agente federale deve salire a bordo. Il personale di volo annuncia ai passeggeri che chi lascerà il suo posto all’agente federale, riceverà un buono per dormire in hotel ed una congrua cifra in contanti. Dopo qualche rilancio economico, Tim si accorda per 2.000 dollari, lascia il posto all’agente ed abbandona l’aereo. Decide di rinunciare al volo del giorno successivo e di avviarsi verso New York facendo l’autostop. Il suo viaggio si fermerà a DuPray in Sud Carolina, in modo del tutto casuale, dove inizierà a lavorare come guardia notturna.

Una sera un gruppo di persone entra in casa di Luke Ellis e lo rapiscono dopo aver ucciso i suoi genitori. Luke viene narcotizzato e caricato a bordo di un SUV. Si risveglierà in una stanza simile alla stanza di casa sua, con i suoi vestiti, ma senza finestre. Luke troverà nel posto in cui si trova, altri ragazzi come lui, ciascuno con poteri e caratteristiche speciali, rapiti e rinchiusi in quello che scoprirà chiamarsi l’Istituto. Qui i ragazzi vengono regolarmente sottoposti ad esami ed analisi per scoprire la provenienza dei loro poteri. Le vite di Luke a Tim sono destinate ad incontrarsi nei drammatici ed imprevedibili eventi di questo romanzo, l’Istituto, ultima opera in ordine di tempo di Stephen King.

La storia è originale e densa di mistero, lo stile di King è coinvolgente, la tensione alta, ma ho trovato la trama lenta ed a tratti il dilungarsi di alcune descrizioni rallenta ulteriormente il racconto e diluisce la tensione anche quando non sarebbe necessario. I temi della lotta tra il bene ed il male e quello dell’amicizia sono la base portante della storia. I bambini e le loro doti sono al centro del romanzo ed i loro comportamenti, emozioni e sentimenti rappresentano la parte migliore del libro. Il male è rappresentato dagli adulti e dai molti modi che possono escogitare per far soffrire prossimo. Il libro rappresenta anche una critica feroce alla politica mondiale ed americana che sempre più spesso tende a considerare le persone come numeri e quindi a ritenere i loro sacrifici come inevitabili e necessari per garantire la sopravvivenza del resto della popolazione. Un libro che tratta temi attuali e che riporta alla memoria gli orrori compiuti dal nazismo con la scusa del progresso scientifico. Un buon thriller che forse lascerà scontenti i fan di Stephen King vecchia maniera.

 

Tutto questo ti darò – Dolores Redondo

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Titolo: Tutto questo ti darò

Autore: Dolores Redondo

Editore: DeA

Traduzione: Ascanio Temonte

Manuel è uno scrittore di successo che sta completando un libro, è chiuso in casa, nessuno deve disturbarlo. Ma una coppia di agenti di polizia bussa alla porta in modo perentorio, quasi arrogante. Manuel capisce subito che è successo qualcosa di grave al suo compagno Alvaro, suo sposo da diversi anni. Le sue paure sono subito confermate, Alvaro è deceduto in un incidente stradale, apparentemente inspiegabile, avvenuto in Galizia. Alvaro è uscito fuori strada, nessuna altra macchina coinvolta nell’incidente, probabilmente per un colpo di sonno. Manuel non vuole credere che la notizia sia vera, Manuel doveva trovarsi a Barcellona per alcuni incontri di lavoro, non poteva essere in Galizia. Ma i poliziotti confermano tutto e mostrano prove inconfutabili che si tratta proprio di Alvaro. Manuel parte subito in auto per la Galizia per il riconoscimento del cadavere e si ritrova in una situazione incredibile. Scope che suo marito gli aveva nascosto di essere un nobile appartenente ad una importante e ricca famiglia, proprietaria di terreni, vigne, aziende e immobili. Il notaio che ha l’incarico di applicare la volontà del deceduto, rivela a Manuel che secondo le disposizioni testamentarie, lui sarà l’erede di tutti i beni della famiglia, per una serie di circostanze patrimoniali, del tutto legittime e dovute ai comportamenti virtuosi di Alvaro. Il dolore per la scomparsa del suo compagno è sopraffatto dalla scoperta della vita segreta di Alvaro, che gli era sempre stata nascosta e di cui nonaveva mai sospettato nulla. Inizia per Manuel un avventuroso e doloroso viaggio alla scoperta dei segreti della vita di Alvaro, la sua famiglia, la sua giovinezza e adolescenza, i suoi parenti e amici più stretti. Scopre un ambiente pieno di tensioni, segreti, misteri, a cui si aggiungono i dubbi sulle vere cause della morte di Alvaro, che sembra essere stato un incidente d’auto, ma in realtà potrebbe trattarsi di un omicidio, secondo i sospetti che un tenente della polizia rivela a Manuel.

Un romanzo con una trama appassionante, un gran numero di personaggi, ambientazioni naturali magnifiche e ben descritte, un contesto sociale differenziato e complesso, personaggi che rappresentano in modo vario e colorato tutte le sfumature dei comportamenti umani. Il romanzo evidenzia come i pregiudizi abbiamo ancora una importanza primaria nel determinare i comportamenti delle persone a difesa di segreti e storie compromettenti, contro ogni senso morale e di giustizia. Questo libro potrebbe essere definito un giallo o un noir ma in realtà è anche un romanzo d’amore, oltre che la storia di una famiglia nobile che un destino drammatico ed imprevedibile ha costretto a venire alla luce. Questo romanzo “Tutto questo ti darò” dimostra una grande capacità da parte di Dolores Redondo di catturare l’attenzione del lettore fin dalle prime pagine ed una grande abilità nel costruire trame complesse ed appassionanti in grado di soddisfare lettori con gusti diversi.