Macchine come me

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Titolo: Macchine come me

Autore: Ian McEwan

Editore: Einaudi

Traduzione: Susanna Basso

La storia è ambientata nel 1982 di un tempo diverso da quello attuale. Ci sono già i telefoni cellulari, c’è internet ed i computer dominano la vita quotidiana. Sempre in questo tempo inventato, i Beatles stanno per uscire con un nuovo disco ed Alan Turing non è morto anzi sta lavorando intensamente allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Sono stati immessi sul mercato 25 robot antropomorfi, dall’aspetto decisamente realistico, tredici donne chiamate Eva e dodici uomini chiamati Adam. I robot sono in grado di sviluppare la propria personalità e la propria coscienza, propri gusti personali, esattamente come gli umani. La differenza principale è che lo fanno con una velocità superiore grazie alla potenza degli algoritmi che li governano.  Charlie Friend è un trentaduenne che decide di acquistare uno degli Adam disponibili, per usarlo alla stregua di un “animale da compagnia”. Anche Alan Turing ne acquista uno identico e Charlie riuscirà ad entrare in contatto con lui per scambiare le proprie esperienze con i robot. Charlie ha una vicina di casa, Miranda, di cui è innamorato. Charlie e Miranda si ritroveranno a vivere una serie di esperienze di vita condivise con Adam, che come gli altri robot in commercio si ritroveranno ad evolversi al di là delle previsioni dei loro programmatori, arrivando non solo a sviluppare comportamenti logici e razionali, ma anche sviluppando senso etico e coscienza di sé. I risultati dell’evoluzione andranno ben al di là degli intenti dei loro programmatori. Qualcuno di loro arriverà addirittura a chiedersi quale fosse il senso della loro vita, arrivando a risposte e comportamenti del tutto analoghi a quelli di tanti umani.  Ian Mc Ewan ha scritto questo libro inventando molti eventi, cambiandone la datazione in alcuni casi, raccontando cose vere in altri. Una specie di riscrittura del tempo passato, di come poteva essere stato se alcune cose fossero andate diversamente. Il romanzo “Macchine come me” descrive come potrebbero comportarsi robot molto evoluti vivendo a stretto contatto con gli umani. Tali tipologie di robot potrebbero essere il risultato estremo della ricerca che sta sviluppando programmi di intelligenza artificiale sempre più evoluti, in grado di simulare i comportamenti umani. Nel romanzo sono addirittura capaci di sviluppare una sorta di inconscio simile a quello umano quando di notte si ricaricano e viaggiano negli spazi infiniti di internet alla ricerca di chissà cosa, esattamente come la mente umana durante le fasi di sonno. Difficile definire il genere del libro. Potrebbe essere di fantascienza ma in realtà è più una storia di una umana vendetta e relative conseguenze legali. La presenza e la partecipazione diretta di Adam alle vicende, comporta alcuni problemi imprevisti per Charlie e Miranda, che si troveranno alle prese delle conseguenze delle scelte di Adam. Il romanzo ruota attorno ad un problema morale che vede coinvolti tutti i protagonisti, con robot ed umani dai comportamenti simili che si distinguono con difficoltà. Cosa caratterizza gli umani e cosa caratterizza i robot? E se i robot possono provare sentimenti o avere concetti etici, chi può essere più calcolatore tra un umano ed un robot? Qualora l’intelligenza artificiale dovesse diventare anche una coscienza artificiale, il suo proprietario avrebbe i diritto di spegnerla come fosse un elettrodomestico qualsiasi?

 

10 pensieri su “Macchine come me

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