Quel che sa la notte

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Titolo: Quel che sa la notte

Autore: Arnaldur Indridason

Editore: Guanda

Traduzione: Alessandro Storti

Un gruppo di turisti tedeschi è in gita al famoso ghiacciaio Langjökull, il più grande di Islanda. Mentre la guida illustra le meraviglie del ghiacciaio e mostra i segnali di sofferenza dovuti al riscaldamento globale, appare il corpo di un uomo congelato in ottimo stato di conservazione. Si tratta di un imprenditore scomparso da oltre trent’anni in circostanze mai chiarite. Il medico legale che riconosce il cadavere si ricorda che il caso era stato seguito da un suo amico, un poliziotto ora in pensione, Konrað. Ai tempi della scomparsa, le indagini erano state orientate sul socio di affari del morto, ma in mancanza di prove il caso era rimasto irrisolto. Il ritrovamento del cadavere rimette tutto in discussione e proprio l’ex poliziotto Konrað riprende le indagini in modo non ufficiale, aiutato dai suoi colleghi ancora in attività.

Il romanzo “Quel che sa la notte” è completamente ambientato in Islanda, una terra dalla natura impetuosa e ricca, ma anche dura e avversa all’uomo, che per viverci deve abituarsi al freddo ed alle tante difficoltà. L’ambiente avverso è una costante importante della vita islandese e la sua conoscenza è condizione necessaria per apprezzare il libro in tutte le sue sfumature. La storia racconta la trama del thriller ma è anche l’occasione per l’autore di  parlare delle condizioni di vita dei protagonisti, persone normali che vivono a Reykjavik, tra difficoltà ambientali e climatiche ma anche in condizioni sociali non proprio invidiabili, almeno per noi mediterranei. Il thriller è ben costruito, complesso, con sempre nuove figure che compaiono nel racconto, che rendono la storia sempre più complessa e apparentemente senza soluzione. Come spesso accade l’indagine e il crimine sono la base su cui raccontare la vita degli islandesi, quando alcool e solitudine sono le armi disponibili per rendere apparentemente forti persone fragili e dove una certa freddezza nei rapporti umani rende le vite malinconiche e vissute generalmente senza passioni. Lo stile di Arnaldur Indridason qualche volta si lascia andare ad una certa lentezza, ma è preciso e lineare, porta il lettore verso la soluzione senza grossi scossoni che sono più congeniali ad altre ambientazioni. Il fascino dei luoghi e una certa rassegnazione dei protagonisti caratterizza il libro che analizza in modo distaccato e senza alcun pudore i limiti ed i difetti della società islandese. Un libro affascinante ed originale, che mette insieme storie criminali, storie d’amore interrotte tragicamente, solitudine e caparbietà umana. C’è di tutto in questo libro, tranne l’umorismo. Ma non se ne sente la mancanza e la necessità.

3 pensieri su “Quel che sa la notte

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