Miss Islanda

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Titolo: Miss Islanda

Autore: Auður Ava Ólafsdóttir

Editore: Einaudi

Traduzione: Stefano Rosatti

Miss Islanda è l’ultimo romanzo scritto da Auður Ava Ólafsdóttir. A parte un brevissimo prologo del 1942, la storia ha inizio nel 1963. Hekla è una ragazza che ha un sogno, diventare scrittrice. Il suo nome è quello di un vulcano che dopo un secolo di silenzio, nel 1947 si svegliò con una eruzione imponente a cui Hekla assistette, accompagnata dal padre. Lo spettacolo dell’eruzione segnò Hekla, le insegnò a guardare in alto, a trovare nel cielo idee meravigliose, fonti di ispirazione per i sogni da realizzare nella vita. E lei continuò a guardare in alto, lontano, per sognare una vita migliore di quella che poteva offrirle un paese dalla natura impetuosa ma poco ospitale come l’Islanda. Hekla a ventun anni si trasferisce a Reykjavik per trovare un lavoro, per mantenersi lavorando con la possibilità di frequentare gli ambienti degli scrittori, per contattare le case editrici, per tentare di realizzare il suo sogno. Hekla va a vivere a casa di un suo amico di infanzia, DJ Johnsson, con cui ha condiviso anni di amicizia adolescenziale ed ora condivide la voglia di libertà e di cambiare vita. L’Islanda di quel periodo è descritta come un paese gretto e retrogrado, maschilista e omofobo, dove le donne non possono fare le scrittrici dato che sono destinate solo a sposarsi e fare le mamme e le mogli, mentre DJ, omosessuale, non ha un posto in una società che disdegna ed emargina i diversi, “gli invertiti”. Hekla è molto bella e da più parti le propongono di partecipare al concorso di Miss Islanda, ma lei rifiuta, con determinazione e coraggio. Non vuole essere quello che tutti le chiedono, lei vuole diventare una scrittrice, è quello che vuole fare e lo farà, con tutta la determinazione e il coraggio che dimostrerà di avere.

Miss Islanda descrive una società molto distante da quella attuale, che vede le differenze tra uomini e donne ridotte al minimo. “Miss Islanda” descrive una società arretrata e piena di pregiudizi, dove le donne come Hekla, da cameriera di un hotel, deve subire quotidianamente molestie fisiche e verbali, da parte di clienti abituati a trattare le donne senza rispetto. Ma Hekla non si cura di loro, va avanti per la sua strada, lascia l’impiego all’hotel e si fidanza con un giovane aspirante poeta, che rimane vittima della personalità e della volontà di Hekla. Anche lui sarà lasciato da Hekla che sceglierà di raggiungere DJ nella sua fuga dalla società Islandese. Il libro racconta la straordinaria forza di volontà della protagonista e la sua determinazione a diventare scrittrice ma anche una straordinaria storia di amicizia e di amore tra Hekla e DJ. Un amore che prescinde dai rapporti fisici, che non ci saranno mai data l’omosessualità di DJ, ma proprio dall’anomalia della relazione scaturisce il vero amore tra due persone che decidono di affrontare insieme le difficoltà della vita, sostenendosi a vicenda. Un amore senza sesso ma di grande intensità, pieno di sentimenti. Hekla e DJ non potrebbero essere più diversi, lui fragile e segnato dalla sua diversità, lei coraggiosa e determinata, entrambi contano sulla loro amicizia come punto fermo delle rispettive vite. Una storia di due persone capaci di scelte coraggiose e che sono disposte a tutto  per vedere i propri sogni realizzati. Un libro contro i pregiudizi e le discriminazioni ed un inno al coraggio di intraprendere scelte controcorrente alla ricerca della vita che si desidera vivere.

Presenza oscura

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Titolo: Presenza oscura

Autore: Wulf Dorn

Editore: Corbaccio

Traduzione: Alessandra Petrelli

Siamo in Germania. Nikka è una ragazzina di 16 anni che era andata ad una festa con la sua amica Zoe. Era la sera di Hallowin, tutti in maschera, un locale affollato, musica a tutto volume e tanti bicchieri con dentro alcool ma anche tanta droga. Nikka si risveglia in ospedale, dopo essere stata in coma ma soprattutto dopo ventuno minuti in cui il suo cuore si era fermato. Nikka ha qualche vago ricordo. Un tunnel lungo e buio, con una luce in fondo. Non ricorda altro. Al risveglio in ospedale  scopre che Zoe è sparita la sera della festa e non è più tornata a casa.

“Presenza Oscura” e’ il primo libro che leggo di Wulf Dorn. È un autore di thriller psicologici, ma i suoi romanzi potrebbero far parte della sezione horror senza sfigurare. La protagonista è Nikka, che racconta in prima persona l’avventura incredibile cha ha vissuto, prima con la sua esperienza di pre-morte e poi con le ricerche per ritrovare la sua amica Zoe. Il racconto sembra rivolto ai giovani per l’età dei protagonisti e per alcuni dei temi trattati, come la dipendenza da social o gli abusi di alcol e droghe, ma nel suo svolgimento ci sono anche molti spunti di interesse per le persone adulte in quanto il racconto mostra la gamma completa di brutture che l’animo umano può concepire, rendendo la storia adatta a tutti gli appasionati del genere thriller – horror. Il libro ha una trama molto ben definita, che conduce il lettore verso direzioni inaspettate ed ogni volta diverse. Inizialmente il tema della pre-morte ha il sopravvento e Nikki sembra la versione horror della serie televisiva “Ghost Whisperer” con Nikka novella Melinda Gordon, che può comunicare con gli spiriti delle persone morte. Poi la storia prende una piega inaspettata, spariscono i fantasmi e comincia la parte del libro più tradizionale, dove si ha a che fare con la malvagità umana ed i suoi progetti imprevedibili.

Wulf Dorn è uno scrittore che conosce molto bene come catturare l’attenzione dei suoi lettori e come sorprenderli in modo sempre diverso, giocando con la tensione o la parte horror o giocando la carta dell’imprevisto con molta capacità. Nikka è una voce narrante giovane, determinata e coraggiosa ed è pronta a qualsiasi sacrificio pur di salvare la sua amica Zoe che invece è vittima di una serie di circostanze del tutto imprevedibili. La scelta di raccontare la storia utilizzando una giovane protagonista come Nikka, è una scelta indovinata. Solo una persona giovane più credere così tanto nell’amicizia per arrivare a fare quello che Nikka fa per salvare la vita di Zoe ed anche per riuscire a superare un trauma così grande come quello vissuto dalla giovane la sera in discoteca, quando è morta per ventuno minuti. Molti riferimenti musicali nel libro, molte citazioni musicali, alcune di ottimo livello.

Ossigeno

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Titolo: Ossigeno

Autore: Sacha Naspini

Editore: Edizioni e/o

Laura era una bambina di otto anni quando è stata rapita. Per quattordici anni è stata tenuta relegata in un container da un uomo crudele.  Luca è figlio del famoso professore Balestri, docente universitario, antropologo noto in tutto il mondo. Una sera Luca vede suo padre arrestato e portato via da casa con ancora il boccone della cena che stava consumando in bocca. Quella sera Luca scopre che suo padre ha rapito una ragazzina di otto anni e per quattordici anni la ha tenuta prigioniera.

Le vite di Laura e Luca saranno per sempre condizionate dal trauma tremendo che hanno vissuto, sia pure con ruoli molto diversi. Anche la vita della madre di Laura cambierà per sempre, con il quasi rifiuto di accettare il ritorno a casa della figlia, come pure la vita della migliore amica di Laura cambierà per sempre per il senso di colpa di aver chiesto con insistenza alla sua amichetta di uscire quel giorno del rapimento.

Il romanzo racconta quello che succede alle vittime di eventi terribili, come possano superare il trauma vissuto, come le personalità delle persone vengano modificate e come possa essere possibile ritrovare un equilibrio.

“Ossigeno” è un libro scritto in modo diretto e lineare. I pensieri dei protagonisti sono descritti in modo esemplare, riuscendo a esprimere emozioni forti e fatti tragici, tenendo alta l’attenzione del lettore senza terrorizzarlo. Il libro non dedica una parola al perché un antropologo possa avere rapito una bambina, il libro non si occupa del perché certe cose possano accadere. Il libro tratta solo come sia possibile ritornare alla propria vita dopo aver vissuto traumi e violenze così grandi come quello che ha subito Laura.

Sacha Naspini riesce ad entrare nelle menti dei protagonisti in modo molto efficace, riuscendo a descrivere sentimenti e problemi, indagando nel profondo, dove c’è solo il buio, senza alcun spiraglio di luce.

Quel che sa la notte

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Titolo: Quel che sa la notte

Autore: Arnaldur Indridason

Editore: Guanda

Traduzione: Alessandro Storti

Un gruppo di turisti tedeschi è in gita al famoso ghiacciaio Langjökull, il più grande di Islanda. Mentre la guida illustra le meraviglie del ghiacciaio e mostra i segnali di sofferenza dovuti al riscaldamento globale, appare il corpo di un uomo congelato in ottimo stato di conservazione. Si tratta di un imprenditore scomparso da oltre trent’anni in circostanze mai chiarite. Il medico legale che riconosce il cadavere si ricorda che il caso era stato seguito da un suo amico, un poliziotto ora in pensione, Konrað. Ai tempi della scomparsa, le indagini erano state orientate sul socio di affari del morto, ma in mancanza di prove il caso era rimasto irrisolto. Il ritrovamento del cadavere rimette tutto in discussione e proprio l’ex poliziotto Konrað riprende le indagini in modo non ufficiale, aiutato dai suoi colleghi ancora in attività.

Il romanzo “Quel che sa la notte” è completamente ambientato in Islanda, una terra dalla natura impetuosa e ricca, ma anche dura e avversa all’uomo, che per viverci deve abituarsi al freddo ed alle tante difficoltà. L’ambiente avverso è una costante importante della vita islandese e la sua conoscenza è condizione necessaria per apprezzare il libro in tutte le sue sfumature. La storia racconta la trama del thriller ma è anche l’occasione per l’autore di  parlare delle condizioni di vita dei protagonisti, persone normali che vivono a Reykjavik, tra difficoltà ambientali e climatiche ma anche in condizioni sociali non proprio invidiabili, almeno per noi mediterranei. Il thriller è ben costruito, complesso, con sempre nuove figure che compaiono nel racconto, che rendono la storia sempre più complessa e apparentemente senza soluzione. Come spesso accade l’indagine e il crimine sono la base su cui raccontare la vita degli islandesi, quando alcool e solitudine sono le armi disponibili per rendere apparentemente forti persone fragili e dove una certa freddezza nei rapporti umani rende le vite malinconiche e vissute generalmente senza passioni. Lo stile di Arnaldur Indridason qualche volta si lascia andare ad una certa lentezza, ma è preciso e lineare, porta il lettore verso la soluzione senza grossi scossoni che sono più congeniali ad altre ambientazioni. Il fascino dei luoghi e una certa rassegnazione dei protagonisti caratterizza il libro che analizza in modo distaccato e senza alcun pudore i limiti ed i difetti della società islandese. Un libro affascinante ed originale, che mette insieme storie criminali, storie d’amore interrotte tragicamente, solitudine e caparbietà umana. C’è di tutto in questo libro, tranne l’umorismo. Ma non se ne sente la mancanza e la necessità.