Punizione

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Titolo: Punizione

Autore: Elizabeth George

Editore: Longanesi

Traduzione: Annamaria Biavasco e Valentina Guani

Punizione è il ventesimo romanzo di Elizabeth George con protagonista l’ispettore Lynley, ancora una volta in coppia con il sergente Barbara Hayers.

Ian Druitt è un diacono di Ludlow che viene trovato cadavere nel commissariato di zona, dove era trattenuto in custodia cautelare. Era accusato di un crimine tra i più disumani che possano esistere, eppure tanto diffuso negli ambienti ecclesiastici. Le indagini hanno archiviato il caso come suicidio, ma la famiglia Druitt, facoltosa e molto ben inserita in ambienti politici che contano, rifiuta di credere che il figlio si possa essere suicidato e soprattutto che possa essere coinvolto in atti di pedofilia. Le pressioni della famiglia ottengono che New Scotland Yard si occupi del caso con molta cura e dedizione. Vengono inviate sul posto ad indagare il sergente Barbara Hayers e il suo capo Isabelle Ardery. Il supplemento di indagine non porta a novità di rilievo e le due inviate tornano a casa senza novità di rilievo, almeno apparentemente. Sarà grazie all’intuito e alla determinazione di Barbara se l’indagine riuscirà ad incanalarsi nella giusta direzione ed individuare la fitta rete di intrecci che si nascondono dietro la morte di Druitt.

Il romanzo è scritto in modo impeccabile, con descrizioni dei luoghi e delle situazioni molto accurate e dettagliate, con i caratteri dei personaggi ben definiti. La trama come al solito nel romanzi di Elizabeth Geroge è molto complessa e le connessioni tra i vari personaggi e le diverse storie non sono semplici da capire in anticipo, bisogna arrivare quasi alla fine della storia per riuscire a collegare il tutto. I rapporti personali tra i vari protagonisti del gruppo di investigatori tengono banco quasi come il procedere dell’inchiesta e costituiscono una parte significativa della storia, in particolare la situazione personale di Isabelle Ardery, costretta ad affrontare un periodo molto difficile della sua vita, tra il divorzio, i problemi di alcool e le difficoltà professionali. Un bel thriller, da leggere quando si ha qualche giorno libero, altrimenti la lettura si prolungherebbe per troppo tempo, 682 pagine non sono uno scherzo.

5 pensieri su “Punizione

  1. Caro Roberto. Sono stata piuttosto innamorata di Elizabeth George. Diciamo che ho letto un sacco, ma un sacco, dei suoi romanzi. Ho “conosciuto intimamente” l’ispettore Lynley, Barbara Havers con la sua casetta in fondo al giardino, Helen, la moglie di Lynley, l’amico zoppo che collabora con Scotalnd Yard, ecc.ecc. Poi ho cambiato casa, e sono stata costretta a fare delle scelte rispetto ai libri: quali tenere? quali dare via? mi sono trovata senza spazio… Sono tuttora senza spazio, la metà più o meno dei libri che posseggo sta ancora dentro scatoloni nel solaio, perché nella casa nuova – ci sono da natale scorso – c’è molto meno spazio. Anyway: Di Elizabeth George ho tenuto un romanzo solo: “What came before he shot her”. Forse l’hai letto, è la storia del ragazzino che uccide Helen, amatissima, e incinta, moglie di Thomas Lynley. Dopo questo romanzo Lynley diventa quasi un personaggio di secondo piano, Barbara ha la meglio, Isabelle, il collega di Barbara forse.
    Questo romanzo “What came ecc etc” è un vero romanzo: forse l’unico romanzo che la George abbia mai scritto, secondo me. Per come i protagoniste parlano, si raccontano e vengono raccontati, per Londra, per i temi che vengono affrontati. Per i sentimenti che la lettura suscita, al di là del genere: che poi questo romanzo non è neanche un thriller, ma anche se lo fosse, suscita movimenti interiori reali, emozioni, ecco. Rabbia, paura, l’accurata descrizione di ciò che accade, dentro e fuori.
    Il problema è stato che questi bei thriller, come hai giustamente detto tu, ben scritti, complessi, a volte forse un po’ deboli sia nella storia (hai letto quello ambientato in Toscana? oddio, no e poi no!) e anche nella caratterizzazione dei personaggi, mi hanno stancato. Nulla da dire: c’è molto di peggio in giro, e Elizabeth George mi ha intrattenuto per giorni (complessivamente): peraltro leggendo in inglese, mi hanno permesso di rotolarmi nella mia amata seconda lingua senza troppa fatica. Però, concordo: troppo lunghi, questi romanzi, troppe parole, un po’ troppe ripetizioni …. mai come la saga dei vampiri adolescenti o di 50 shades of Grey, per carità, però la qualità è di sicuro medio/scarsa.
    Per quanto mi riguarda meglio Adamsberg (Fred Vargas).
    PS: in merito alla recensione del romanzo dello scrittore che ha ambientato i suoi romanzi nelle Outer Hebrides, Peter May, io ho letto solo il primo: ma non mi è piaciuto. Ho letto di sfuggita la tua recensione, ma secondo me il romanzo è debole, e non è così vero che il paesaggio la fa da padrone: non davvero. Magari però gli altri romanzi che ha scritto sono meglio.
    PS 2: conosci John Connolly?

    Piace a 1 persona

    • Ciao Sail. Le serie quando sono troppo lunghe perdono di originalità e il rischio di ripetersi è molto alto. La George è molto prolissa, forse troppi dettagli, comunque scrive sempre romanzi molto lunghi che potrebbero essere più brevi senza perdere di efficacia. Fred Vargas mi piace molto. Non conosco John Connolly ma a questo punto non posso che rimediare alla lacuna. Grazie per il commento e buona lettura.

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  2. Ho letto quasi tutti i romanzi di Elizabeth George. Mi sono innamorata di Lynley, di Barbara, di Helen e Deborah… alcune storie sono molto belle, altre meno, alcuni romanzi sono un po’ troppo lunghi, ma la serie è formidabile. Piano piano, però, come succede quasi a tutti (eccetto che a Simenon) la vena si è un po’ esaurita, l’ispirazione è venuta a mancare, e così le ultime fatiche della brava scrittrice non sono all’altezza delle precedenti

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