Una banda di idioti

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Titolo: Una banda di idioti

Autore: John Kennedy Toole

Editore: Marcos Y Marcos

Traduzione: Luciana Bianciardi

Ho scoperto questo libro per caso, sentendone parlare durante la pausa pranzo di una calda giornata lavorativa. Ho ascoltato per caso il dialogo tra due colleghe che parlavano delle loro letture del momento ed ho sentito per la prima volta il titolo “Una banda di idioti”. Ho scoperto che è un libro uscito nel 1980, undici anni dopo il suicidio dell’autore, grazie agli sforzi della madre di Toole che riuscì a fare pubblicare il libro dopo numerosi rifiuti degli editori. Il libro ebbe un grande successo e vinse anche il premio Pulitzer per la narrativa nel 1981. Non potevo non comprare subito un libro con una storia del genere.

La trama è ambientata a New Orleans negli anni sessanta. Il protagonista è Ignatius Reilly, un grosso, grasso ed inetto fannullone, che a trent’anni vive ancora con la madre senza nessuna intenzione di cercarsi un lavoro. Non ha mai lasciato New Orleans, solo una volta ha viaggiato con la corriera ed è stata una avventura per lui da non ripetere mai più nella vita. La madre di Ignatius, Irene Reilly, alla guida della sua vettura, distrugge parte di una abitazione e l’ammontare dei danni provocati dall’incidente, mette in crisi le scarse finanze della famiglia. Irene convince il più che riluttante Ignatius a cercarsi un lavoro per aumentare le entrate della famiglia ed evitare il pignoramento della loro abitazione. Inizia la grottesca ed esilarante avventura nel mondo del lavoro di Ignatius. Descrivere la personalità del protagonista non è affatto semplice. Grande ammiratore della filosofia medioevale, in particolare del filosofo Boezio, lamenta la mancanza di teologia e di geometria del mondo moderno, è convinto di essere nato nel momento sbagliato e che i continui fallimenti della sua vita siano solo il risultato di un disegno del destino a lui avverso. Mangia in quantità smodate ingrassando continuamente, vestendosi in modo anacronistico, con scarsa igiene personale ed una continua emissione di effluvi gassosi che fuoriescono dalla bocca (rutti). In pratica una persona insopportabile e impresentabile. Ignatius si sente circondato da idioti mediocri incapaci di riconoscere il suo genio e quando i continui inevitabili fallimenti che accompagnano le sue azioni quotidiane si manifestano lui è sempre più caparbiamente convinto di non esserne responsabile, attribuendo la colpa al destino avverso e comunque all’idiozia dei comportamenti altrui. Gli altri personaggi del libro che condividono le avventure con Ignatius, sono tutte figure inette e improbabili, come la madre Irene, l’amica epistolare Myrna vera e propria istigatrice di molti comportamenti assurdi di Ignatius, i vari colleghi di lavoro, i poliziotti, i vicini di casa. Tanti idioti che partecipano alle avventure dell’idiota più grande di tutti, con comportamenti esagerati e paradossali, quasi a rappresentare i possibili estremi dell’indole umana.

Un romanzo grottesco, con alcuni comportamenti dei protagonisti talmente fuori di testa da risultare quasi irritanti, ma che nel contesto della storia risultano quasi naturali. Ignatius è un eterno ragazzo, viziato e cresciuto in un ambiente troppo protettivo e pronto a giustificare tutti i suoi insuccessi, con una madre incapace di troncare il legame ossessivo ed esagerato con un figlio che alla fine neanche apprezza tutti gli sforzi materni. Ignatius non vuole confrontarsi con il mondo esterno e trova comodo rifugio nella casa materna, dove può fare tutto quello che vuole, senza dover rendere conto a nessuno, trovando sempre la madre pronta a giustificare ogni sua corbelleria. Ma prima o poi il mondo va affrontato e per le persone normali inizia una fase di crescita e di cambiamento ma non per Ignatius, che nonostante una lunghissima serie di disavventure e di disastri da lui provocati, riesce sempre a rimanere identico a se stesso, ossia l’idiota per eccellenza.

John Kennedy Toole ha scritto un libro surreale, che ad alcuni non piacerà, ma che altri potranno considerare un vero capolavoro. Un libro critico nei confronti della società americana e in qualche modo profetico, dato che ha saputo anticipare ed immaginare alcuni fenomeni che ancora dovevano manifestarsi completamente all’epoca in cui è stato scritto. Un libro speciale, sia per la sua storia che per il contenuto, assolutamente da non perdere.

3 pensieri su “Una banda di idioti

  1. Ho avuto a che fare con Ignatius,” il nemico del popolo americano”: che romanzo grottesco, che strabiliante Festa dei folli. Grazie per avermi fatto riassaporare questa lettura attraverso la tua bella recensione.

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