Marie la strabica

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Titolo: Marie La Strabica

Autore: Georges Simenon

Editore: Adelphi

Traduzione: Laura Frausin Guarino

Questo romanzo di Georges Simenon fu pubblicato per la prima volta del 1952 ed ora Adelphi lo ripubblica con la traduzione di Laura Fraustin Guarino.

Sylvie e Marie sono le due protagoniste del libro “Marie la strabica”. La storia inizia con Sylvie diciassettenne e Marie 10 mesi più grande che lavorano alla pensione Les Ondines di Fouras, un piccolo centro di villeggiatura della Charente Marittima, nella regione della Nuova Aquitania, non lontano dalla più nota cittadina di La Rochelle. Le due ragazze sono cresciute insieme e apparentemente sono grandi amiche, anche se il loro rapporto è un sentimento di amore ed odio alimentato dalle grandi differenze caratteriali. Le due amiche non potrebbero essere più diverse una dall’altra. Marie è piccolina, bruttina, poco aggraziata, strabica, senza abilità particolari, senza nessuna ambizione o aspirazione, di grande onesta ed affidabilità, che conosce molto bene il carattere dell’amica. Sylvie invece è bella, estroversa, in particolare dotata di un seno prorompente che attira l’attenzione dei maschi, con una gran voglia di cambiare vita, di uscire dalla povertà in cui è costretta dalla nascita.

Durante il periodo trascorso insieme a servizio alla pensione Les Ondines, un ragazzo ritardato di nome Louis, si impicca dopo essere stato sorpreso di notte nei locali della pensione. Marie capisce subito che dietro questo episodio c’è coinvolta la sua amica Sylvie, che inizia così fin da giovane, ad utilizzare il suo corpo come strumento in grado di assicurarle quella salita della scala sociale a cui ambisce a tutti i costi. Le due amiche si promettono reciprocamente di affrontare il futuro insieme, con Sylvie che assicura Marie che una vota diventata ricca la avrebbe presa a lavorare per se e Marie le avrebbe pettinato i capelli tutte le mattine. Discorsi tra ragazze di diciotto anni, con tutta la vita davanti, una frase innocente detta senza malizia, anche se premonitrice di un futuro molto lontano. Alla fine della stagione estiva le due amiche si trasferiscono a Parigi, lontane dalle rispettive case, per trovare una vita migliore. Vivranno insieme per quasi dieci mesi quando Sylvie provocherà a Marie una ferita di quelle che non si possono rimarginare. Le due amiche si lasceranno e le loro vite prenderanno strade molto diverse. Marie continuerà la sua vita modesta facendo la cameriera e poi la badante di un anziano signore. Sylvie userà la sua esuberante femminilità per tentare quella scalata sociale a cui tanto ambiva. Si ritroveranno nel 1950 quando Sylvie, andrà a cercare la sua amica Marie per chiederle un favore, per aiutarla in una questione di eredità.

In questo romanzo Simenon si getta nell’impresa di voler analizzare il carattere delle donne, in particolare alcuni aspetti delle relazioni di amicizia tra le donne. Tutto il romanzo si basa sulla differenza di carattere delle due protagoniste, così diverse eppure così attratte una dall’altra, riuscendone a cogliere i contrasti e le affinità in modo profondo e ben definito. Con il suo stile che va dritto al punto, essenziale e deciso, Simenon riesce ancora una volta a sorprendere per la facilità con cui è passato da un genere all’altro senza mai sbagliare un colpo.

 

7 pensieri su “Marie la strabica

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