Ninfa Dormiente

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Titolo: Ninfa Dormiente

Autore: Ilaria Tuti

Editore: Longanesi

Il commissario Teresa Battaglia e l’ispettore Massimo Marini, insieme alla loro squadra investigativa, sono impegnati in una indagine che riguarda un omicidio avvenuto settanta anni prima, nel 1945. Il nipote del pittore Alessio Andrian ha ritrovato un dipinto dello zio che rappresenta un volto di donna, un quadro bellissimo ed inquietante, testimonianza di un delitto che sarebbe stato troppo facile attribuire all’artista. Il quadro risulterà disegnato non con inchiostro ma con sangue e tessuto cardiaco umano. Teresa Battaglia è incaricata dell’indagine che sembra impossibile da risolvere. Un delitto commesso settanta anni prima, senza alcun indizio sull’identità della vittima, testimoni o persone che possano aiutare a ricostruire i fatti. Il pittore Alessio Andrian è ancora in vita ma è ridotto ad uno stato vegetativo proprio dal 1945, quando fu ritrovato nei boschi della Val Resia in condizioni terribili, scambiato per un cadavere e salvato per miracolo dalla morte. L’indagine prende forma e porterà la squadra di investigatori a conoscere nel profondo l’antica civiltà che vive nella Val Resia, a combattere il male che si manifesta e si confonde con riti antichi e superstizioni recenti, tra realtà e tradizioni popolari. L’indagine diventa un viaggio complicato tra fatti storici, incidenti familiari e follia omicida, sullo sfondo della vita difficile e violenta degli anni che videro la fine della Seconda Guerra Mondiale, in una zona che ha subito grandi perdite umane e ferite ancora oggi non rimarginate. Teresa Battaglia e Massimo Marini dovranno combattere anche con i fantasmi del loro passato, ricordi di vite difficili che è impossibile dimenticare, con cui sono costretti a fare i conti. Questo libro rivela sui protagonisti Battaglia e Marini molto di più di quanto non abbia fatto il libro precedente dal titolo “I fiori sopra l’inferno”, mostrandoli nelle loro debolezze ed incertezze, per meglio chiarire le affinità che li avvicinano anche se apparentemente sembrano respingersi.

La protagonista indiscussa del libro è il Commissario Teresa Battaglia. Una persona provata dalla vita e dalle condizioni di salute che le creano non pochi problemi, ma che riesce con la volontà, determinazione e con la sua umanità molto particolare, ad andare avanti e guidare la sua squadra verso i successi investigativi. La scelta di inventare una protagonista di oltre sessant’anni, in condizioni precarie di salute, con un fisico fuori forma che non aiuta, è molto coraggiosa ma risulta una delle carte vincenti della produzione letteraria di Ilaria Tuti. Il libro mostra le sue parti migliori nelle descrizioni dei luoghi, molto precise e veritiere, nella storia e nelle usanze degli abitanti della Val Resia, piena di riferimenti e dettagli, a dimostrazione di un lavoro di ricerca approfondito ed accurato. I personaggi sono ben caratterizzati ed i loro pensieri e le loro emozioni sono rese molto bene nel racconto. La squadra investigativa è composta da persone normali e non da supereroi invincibili senza limiti e difetti, come a volte capita di leggere in altri thriller. La storia parte in modo originale ed intrigante, con un alone di mistero che sembra impenetrabile fino a quando le indagini prendono corpo ed inizia l’avventura nella storia recente della Val Resia. Nel 1945 sono accaduti fatti crudeli, la fine della guerra ha fatto dimenticare alcuni degli episodi che hanno dato origine alla trama del libro. Il nipote del pittore ha riportato alla luce alcuni eventi che dovevano restare segreti. C’è chi non vuole che la storia torni al centro dell’attenzione e farà di tutto per evitarlo. La trama svelerà tutto alla fine, come ogni thriller che si rispetti. La storia si svolge nel presente con frequenti flash-back nel 1945 che rivelano alcuni aspetti dei fatti avvenuti all’epoca, anche se la soluzione del caso sarà svelata solo alla fine del racconto quando il mistero sarà del tutto chiarito. L’epilogo del libro mi ha lasciato qualche perplessità. Come accade in cucina quando troppi ingredienti a volte non migliorano la pietanza, così nel finale di questo libro ci sono troppe cose. Forse sarebbe stato meglio semplificare.

3 pensieri su “Ninfa Dormiente

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