Il cadavere del lago

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Titolo: Il cadavere del lago

Autore: Danilo Pennone

Editore: Newton Compton Editori

Mario Ventura, commissario di polizia, è un uomo provato dalla vita. Ha da poco assistito al funerale della figlia, è rimasto vedovo molto presto, alla soglia dei sessant’anni ha un fisico provato da una certa dipendenza dall’alcol. E’ un musicista mancato, dopo 10 anni di studio al conservatorio non è riuscito a diplomarsi in pianoforte, la musica è rimasta uno dei suoi grandi rimpianti. Anche il lavoro non è mai stato prodigo di soddisfazioni. Nonostante tutte queste ingiustizie, è attaccato al suo lavoro, agli ideali di onestà e moralità che dovrebbero essere patrimonio comune di tutti gli esseri umani. La storia de “Il cadavere del lago” è ambientata tra i Castelli Romani e Roma. Questa ambientazione mi ha fatto comprare il libro senza leggere altro della trama. I gialli ambientati a Roma mi appassionano, mi interessano, mi piace leggere come gli autori vedono la città, come la raccontano. Mi piace avere un punto di vista diverso dal mio di normale cittadino che vede solo disservizi, sporcizia e maleducazione.

Una sera di inverno del 2013, viene ritrovato un cadavere vicino al lago di Albano. Si tratta di un giovane irlandese che frequentava un seminario poco distante dal luogo dove è stato ucciso. Il corpo viene ritrovato senza pantaloni e con evidenti segni di soffocamento. Si tratta di omicidio, senza alcun dubbio. Le indagini partono dal Seminario Apostolico d’Irlanda che si trova a Castel Gandolfo. Il seminarista ucciso è un giovane che aveva una condotta molto discutibile, con frequentazioni assidue di un giro di prostituzione omosessuale, non proprio consone ad un seminarista. Il Commissario Ventura si trova di fronte ad una indagine molto complicata, che vede alcuni giovani che si prostituiscono che sembrano essere coinvolti nell’omicidio, ma ci sono anche altri collegamenti tra la storia personale della vittima e la vita di alcuni alti prelati che dirigono il Seminario. Inizia una indagine molto impegnativa e difficile e Ventura sarà costretto ad indagare contro gli autori dell’omicidio ma anche contro istituzioni potenti e quasi intoccabili, coinvolte nell’omicidio o che vogliono solo evitare troppa pubblicità ai fatti criminali. Il commissario Ventura è una figura di uomo integerrimo, come ce ne sono molti per fortuna, che pur sconfitto dalla vita, continua a lavorare con passione e determinazione, per amore della verità e della moralità, pur trovandosi contro le istituzioni che invece di proteggerlo e tutelarlo, lo considerano carne da macello, l’elemento sacrificabile, per salvare la faccia di alcuni potenti immorali e indegni delle cariche che rivestono. Ventura è uno di noi, onesto e poco disposto ai compromessi con la sua coscienza, per questo non ha fatto carriera, mentre i furbi e gli opportunisti gli sono passati avanti tante volte.

Un libro ben scritto da Danilo Perrone che è riuscito a trattare argomenti delicati senza lasciarsi andare ad esagerazioni ideologiche, pur senza fare sconti a nessuno, scrivendo una trama avvincente e molto attuale. Il finale è amaro e non lascia molte speranze. Questa volta non arrivano i nostri e nessuno vivrà felice e contento. Forse è bene così. A certe storie non si addice il lieto fine.

7 pensieri su “Il cadavere del lago

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