La scuola

La scuola 01

Titolo: La scuola

Autore: Herman Koch

Editore: Neri Pozza

Traduzione: Stefano Musilli

“La scuola” è un romanzo di Herman Koch, romanziere olandese, scritto nel 1989 e recentemente pubblicato in Italia da Neri Pozza. Il romanzo racconta la storia di un ragazzo, figlio unico, nato in una famiglia benestante e progressista, che vive in un quartiere bene di Amsterdam e viene iscritto dalla famiglia in una scuola riservata ai figli di famiglie facoltose, che applica il metodo “Montanelli”. Chiaro il riferimento al metodo Montessori che nel romanzo cambia nome probabilmente per evitare qualche problema legale.

La famiglia del ragazzo si è traferita da poco nel quartiere. La situazione familiare del ragazzo non è serena. La madre è malata e morirà in breve tempo, il padre è un giornalista, ha una amante, la moglie è a conoscenza del tradimento, una situazione molto difficile da sopportare per tutti i membri della famiglia. Il ragazzo è la voce narrante del romanzo che contiene molti spunti autobiografici della vita di Koch. In pratica è Koch ragazzo che racconta, osserva con gli occhi del ragazzo che fu ma ragiona con la testa della persona che è diventato. La storia narra principalmente i fatti che accadono durante la giornata scolastica, con gli insegnanti insoddisfatti che fanno il loro lavoro senza molto impegno e soddisfazione, con i ragazzi che lavorano pigramente sapendo che dovranno impegnarsi poco per andare avanti. Il libro critica fortemente il metodo “Montanelli”, ritenuto troppo blando e troppo poco formativo. Ad accentuare la sfiducia nel metodo scolastico c’è l’arrivo di un nuovo studente, Jan Wildschut, un ragazzo un po’ ritardato, che agli occhi degli altri studenti, dà l’impressione di uno che si approfitta della sua condizione per fare pena ai professori ed ottenere la loro indulgenza. Questo provoca la reazione degli altri giovani che invece di essere così pazienti con lui lo prenderebbero a schiaffi, convinti che si stiam prendendo troppe libertà grazie alla sua condizione.

Il ragazzo esprime giudizi molto pesanti sulla scuola che frequenta a cominciare dal fatto che la retta è di 16 volte maggiore di quella delle scuole normali e soprattutto non concepisce come un metodo nato per favorire l’apprendimento scolastico di ragazzi di classi sociali povere, sia invece adottato in una scuola per ragazzi appartenenti a famiglie benestanti. Giudica la scuola un vero disastro educativo, autoreferenziale, senza risultati pratici, incapace di formare le persone. Il ragazzo Koch si rende conto che la formazione di una persona passa attraverso sacrifici e disciplina, che i risultati non sono frutto della fortuna ma dell’impegno. Ma qui l’io narrante non è tanto il ragazzo ma Koch adulto, che in ogni pagina del libro trova uno spunto per attaccare il modello sociale progressista benestante, il conformismo della società e la falsità delle relazioni della classe sociale a cui appartiene, sia nella finzione del romanzo che nella vita reale. Kock combatte la sua guerra contro l’ipocrisia con uno stile diretto e pungente, incurante di colpire duro. E’ così che si fa la guerra al nemico. In questo quadro di ribellione, l’attacco al metodo “Montanelli” rientra nella guerra all’ipocrisia ed al buonismo che non dà risultati ma crea solo disastri. Ci vuole altro nella vita.

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