Le parole di Sara

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Titolo: Le parole di Sara

Autore: Maurizio De Giovanni

Editore: Rizzoli

Sara Morozzi e Teresa Pandolfi hanno lavorato nella stessa unità dei Servizi. Sara ha abbandonato il lavoro dopo la perdita del marito e del figlio. Era stata una grande investigatrice, nessuno come lei sapeva interpretare il linguaggio del corpo. Sara ha rinunciato a tutto, preferendo vivere nell’oblio e nel ricordo del marito e del figlio, riservando tutto l’affetto di cui è capace verso il nipote Massimiliano, il bambino che suo figlio ha concepito con Viola prima di morire. Viola è una ragazza intelligente e capace, fotografa alle prime armi con un certo talento, che è riuscita ad instaurare con Sara un buon rapporto. Le due donne si aiutano a vicenda per superare la situazione difficile in cui si trovano e per dare al bambino tutto l’affetto possibile pur con i limiti della loro situazione famigliare. In questo è di aiuto l’ispettore Davide Pardo, che è molto affezionato al bambino e che prova a tutti i costi di far innamorare Viola, che però non vede il lui il suo uomo ideale. Viola aiuta Sara nelle sue rare indagini, quando qualcuno si ricorda delle sue abilità. Teresa è rimasta in servizio e per non avere intralci nella carriera ha preferito non sposarsi, vivendo avventure brevi, sfruttando la sua avvenenza e la sua posizione gerarchica per avere rapporti con uomini molto più giovani di lei, avventure da una notte, senza nessun coinvolgimento sentimentale. Ma l’ultima avventura di Teresa è stata diversa, si era innamorata di un giovane ricercatore che era stato inserito nell’Unità per uno stage, Sergio Minucci, che ad un certo punto sparisce senza lasciare traccia. Teresa si rivolge alla sua amica Sara per iniziare una personale indagine. Teresa sa che ha infranto delle regole ma vuole scoprire la verità prima che qualcuno insabbi tutto.

Maurizio De Giovanni, nonostante il grande successo del personaggio del Commissario Ricciardi e dei Bastardi di Pizzofalcone, ha deciso di lanciare una seconda serie di romanzi che vedono Sara Morozzi come protagonista. In questi libri lo stile narrativo è più semplice, la città di Napoli è solo uno sfondo, protagoniste indiscusse della storia sono Sara e Teresa, con i loro pensieri ed i loro problemi. Il libro tratta molti argomenti di estrema attualità come la collusione tra politica e malavita, l’immigrazione clandestina e lo sfruttamento degli immigrati da parte di imprenditori spietati e privi di umanità, il cattivo funzionamento della giustizia. Sara è uno dei poliziotti il cui senso della giustizia rimane indelebile nonostante non sia più in servizio e nonostante le vicende della vita la abbiano portata ad abbandonare tutto, ad estraniarsi, per scontare il senso di colpa per il figlio a cui non era riuscita a dare l’amore che avrebbe voluto e per convivere con l’immenso dolore dovuto alla morte del marito. Ma se c’è da aiutare i vecchi colleghi in qualche indagine particolare lei è sempre pronta ad entrare in azione. Le sue doti sono sempre le stesse, la capacità di mimetizzarsi, la lettura del linguaggio del corpo, l’intuito investigativo. Nei due libri dedicati a Sara, DeGiovanni mette in secondo piano l’aspetto investigativo per dare maggiore spazio ai sentimenti ed alle riflessioni dei protagonisti. Questo non è un limite del libro ma una diversa impostazione della trama che aiuta ad allargare l’interesse per il libro.

Suite 200

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Titolo: Suite 200 L’ultima notte di Ayrton Senna

Autore: Giorgio Terruzzi

Editore: RDS Mediagroup spa

Giorgio Terruzzi è un giornalista/scrittore conosciuto tra gli appassionati di corse automobilistiche e non. Era uno dei pochi giornalisti con cui Ayrton Senna aveva un vero rapporto di amicizia e di stima reciproca. Il libro “Suite 200” racconta la notte che precedette il Gran Premio di Imola del primo maggio 1994, una data indimenticabile per tutti gli appassionati di F1 e di sport in genere. La cronaca di quella notte è il pretesto per ripercorrere la vita di Senna, la sua carriera di pilota e la sua avventura umana al di fuori delle corse. Terruzzi è uno scrittore di grande sensibilità, capace di raccontare come pochi le persone, i segni distintivi del carattere, debolezze e punti di forza. In questo libro dà il meglio di sé, guidato ed ispirato dall’amicizia che lo legava ad Ayrton. Senna è stato un grande pilota di auto, forse il più grandi di tutti i tempi, di sicuro il più amato. Il suo incidente è stato uno degli eventi indimenticabili di quegli anni. Disse Lucio Dalla, che di Senna era un grande fan, che tutti si ricordavano cosa stessero facendo o dove fossero quel disgraziato primo maggio del 1994 quando l’auto di Senna si schiantò contro il muro. Se ad Ayrton Senna vivo erano riservate manifestazioni di amore e di affetto fuori del comune in ogni parte del mondo, alla salma di Ayrton sono stati tributati onori unici nella storia moderna. La bara avvolta nella bandiera brasiliana imbarcata in business class nell’ultimo volo verso casa, per non farlo stare nella stiva come una cassa di materiale qualsiasi. Il trasporto della salma dall’aeroporto di San Paolo alla Camera ardente dell’edificio dell’Assemblea municipale di San Paolo. 31 chilometri di strada tra due ali uniche di persone che piangevano ed applaudivano il loro eroe. Una dimostrazione di amore collettivo incredibile. Senna era amato dalla povera gente. Non era uno di loro, era nato in una famiglia ricca, ma la sua umanità e generosità lo resero un modello per coloro che cercavano nelle imprese altrui il riscatto da una vita povera e misera. Senna è stato uno dei principali fenomeni mediatici della storia dello sport. A renderlo grande è stato il suo coraggio e la sua forza come pilota sempre pronto a cogliere ogni sfida e ad alzare continuamente l’asticella allo scopo di dimostrare di essere il più grande di tutti, contrapposta alla sua fragilità di uomo, alle sue incertezze nella vita privata e sentimentale. Ayrton trovava nella fede in Dio la spinta per essere il migliore e l’ispirazione per comportarsi nel modo più adeguato. Io adoravo Senna pilota e mi emozionava Senna uomo. Il suo casco giallo e verde è stampato nella mia memoria, nel mio cuore. Sono passati 25 anni. E come tutti gli anni, alle 14,17 rivedrò lo schianto alla curva del Tamburello dell’autodromo di Imola ed alle 18,40 risentirò la dottoressa che nell’ultimo comunicato medico di quella giornata, ci disse che il nostro eroe ci aveva lasciato. Ha fatto bene Terruzzi a scrivere questo libro, uscito nel 2014 ed ora riapparso in edicola. Anche i miti hanno bisogno di qualcuno che continui a parlare di loro, per svelare qualche particolare inedito, per rinnovare un dolore ma soprattutto per alimentare il ricordo. E per commuoversi ancora una volta.

Il tempo della vendetta

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Titolo: Il tempo della Vendetta

Autore: Yrsa Sigurdardottir

Editore: Mondadori

Traduzione dall’inglese: Stefano Massaron

Il tempo della vendetta è l’ultimo libro scritto da Yrsa Sigurdardottir, ingegnere civile islandese che si è dedicata alla scrittura dopo alcuni anni di professione. Ho scritto un post sugli ingegneri scrittori, categoria che seguo con grande interesse e Yrsa è sicuramente un esempio moderno di come si possa diventare buoni scrittori dopo aver studiato discipline molto lontane da quelle letterarie.

Una bambina viene uccisa a Reykjavík, frequentava la scuola media. Dopo dodici anni, viene ritrovata una “capsula del tempo”, ossia una scatola in cui un gruppo di alunni, aveva inserito delle lettere in cui descrivevano come sarebbe stata l’Islanda nel 2016. Una lettera è diversa dalle altre, è anonima e riporta un messaggio terrificante “Le seguenti persone moriranno: K, S, BT, JJ, AV e I. Nessuno sentirà la loro mancanza. Io meno di tutti. Non vedo l’ora.” La macabra anticipazione fa scattare le indagini della polizia che vengono assegnate al detective Huldar ed alla collega psicologa Freya. I due come prima cosa cercano di definire il profilo dell’autore del messaggio. Tutto sembra confermare che la lettera è solo uno scherzo di cattivo gusto di qualche ragazzo in vena di scrivere stupidaggini, quando vengono ritrovate due mani violentemente segate dal corpo a cui appartenevano. Del corpo nessuna traccia. Le indagini portano ad identificare la vittima le cui iniziali sono comprese tra quelle del macabro messaggio trovato nella capsula del tempo. Seguiranno altri crimini le cui vittime hanno le iniziali comprese nell’elenco. Si scatena una vera e propria gara contro il tempo per fermare la carneficina.

La storia è narrata dalla Sigurdardottir con uno stile essenziale, un ritmo incalzante, una trama intricata, capace di affascinare il lettore e di sorprenderlo continuamente. Una storia di una serie di crimini commessi con freddezza e malvagità assoluta da parte di una mente che ha lo scopo principale di uccidere costringendo la vittima a provare il dolore giù grande possibile, unica giustificazione alle irrituali modalità con cui avvengono gli omicidi. I protagonisti sono personaggi privi di fascino particolare, persone normali, con i loro pregi e difetti, coinvolti in una storia crudele iniziata anni prima e che continua a generare violenza e vittime. Alcuni protagonisti hanno passati pesanti di violenze e sofferenze familiari in tenera età. Il libro traccia un quadro della società islandese non proprio idilliaco, con violenze domestiche molto più diffuse di quanto si possa immaginare, con pesanti ripercussioni sulle vite future delle vittime. La maggior parte dei romanzi che arrivano dai paesi nordici sono thriller e libri gialli che raccontano storie che spesso hanno origine da violenze subite dai protagonisti in famiglia o in età adolescenziale. Non che gli altri paesi non abbiano questo tipo di problemi, ma a leggere la produzione letteraria, sembra che in questi paesi la violenza domestica sia un problema irrisolto dall’innegabile progresso sociale che questi paesi hanno raggiunto.

km 123

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Titolo: Km 123

Autore: Andrea Camilleri

Editore: Mondadori

Il libro inizia con una telefonata senza risposta e prosegue con dei messaggi inviati con un cellulare. Ester prova a contattare il suo amante Giulio che non può rispondere dato che è ricoverato all’ospedale dopo uno strano incidente automobilistico. Ad avvisare Ester dell’incidente è la moglie di Giulio, Giuditta, che non conosce Ester, ma capisce subito di cosa si tratta. Inizia così il libro di Andrea Camilleri dal titolo “km 123”. Storie di infedeltà coniugali che si intrecciano con altre storie torbide, ambientate tra Roma, Grosseto e Fregene, che avranno come luogo simbolo dei vari eventi il chilometro 123 dell’Aurelia. Un testimone racconta che l’auto al cui volante c’era Giulio è stata volontariamente speronata da un grosso SUV e quindi quello che poteva sembrare un banale incidente è in realtà un tentativo di omicidio. I sospetti ricadono tutti su Giuditta, la moglie di Giulio, che da parte sua non fa nulla per celare la sua rabbia nei confronti del marito, colpevole di averla tradita.

Un libro breve che racconta una serie di relazioni coniugali, tradimenti e vendette che compongono una storia incalzante che si legge con facilità e con grande piacere. Il testo è scritto differenziando l’aspetto grafico a seconda che si tratti di un testo di un messaggio, di una e-mail, di un articolo di giornale, di una lettera interna al Commissariato di Polizia o di una parte del racconto tradizionale, utilizzando stili di scrittura diversi a seconda della tipologia di documento, quasi un esercizio di stile che aumenta piacere della lettura ed accelera il ritmo del racconto.  La storia è ambientata tra Roma e Grosseto ed ovviamente l’Aurelia, strada ben nota a chi si reca al mare in toscana dalla capitale. Il libro descrive fatti e personaggi facendoli sembrare quello che non sono facendo credere al lettore l’opposto di quella che sarà la realtà. Un abile gioco dell’autore che si diverte ad ingannare il lettore.

Sette brevi lezioni di fisica

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Titolo: Sette brevi lezioni di fisica

Autore: Carlo Rovelli

Editore: Adelphi

Sette brevi lezioni di fisica è un libro del 2015, edito da Adelphi, per la collana “Piccola Biblioteca”. Un libro breve, sole 88 pagine, piccolo nelle sue dimensioni. L’autore si chiama Carlo Rovelli, è un fisico teorico che insegna all’Università di Marsiglia ed è già stato autore di altri libri di divulgazione scientifica. Il libro riassume 7 brevi lezioni di fisica ognuna dedicata ai seguenti argomenti:

  • La teoria della relatività di Einstein
  • Meccanica Quantistica
  • Il cosmo e la sua architettura
  • Le particelle elementari
  • Gravità quantistica
  • La probabilità e il calore dei buchi neri
  • Ultimo capitolo dedicato all’Uomo.

Il libro è stato scritto con lo scopo di spiegare la fisica quantistica a persone che non hanno una formazione scientifica e riesce benissimo nel suo intento. Gli argomenti sono trattati in modo semplice e chiaro e soprattutto breve, senza perdersi in troppi dettagli e senza esempi ampiamente utilizzati in altre opere di divulgazione che non sempre sono riuscite a raggiungere l’obiettivo della chiarezza. Il libro contiene brevi riferimenti autobiografici sia dell’autore che degli scienziati nominati nei racconti e questi riferimenti rendono la lettura più appassionante.

Rovelli scrive con vera passione per gli argomenti che tratta e che ama e lo fa in modo poco scientifico ma ricorrendo ad una scrittura lineare e chiara con molti riferimenti alla filosofia ed alla cultura umanistica. Sia la fisica che la filosofia studiano le leggi della natura e il pensiero scientifico non contraddice il modo di funzionare della mente umana.

In questo libro si parla di grandi scienziati come Einstein, Galilei, Keplero, Newton, Rubbia, ma per spiegare il loro pensiero l’autore deve ricorrere alle opere di grandi filosofi come Aristotele, Euclide, Kant, Parmenide, Pitagora e Spinoza. Sembra proprio che a raccontare il sapere umano non sia possibile farlo lasciando parlare solo gli scienziati ma è necessario coinvolgere anche i grandi filosofi.

Resoconto

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Titolo: Resoconto

Autore: Rachel Cusk

Editore: Einaudi

Traduzione: Anna Nadotti

Una scrittrice inglese di nome Faye, divorziata, due figli, quasi una fotocopia di Rachel Cush, sta andando in Grecia per tenere un seminario di scrittura creativa. Prima di prendere il volo per Atene incontra a pranzo un ricco uomo d’affari interessato a fondare una rivista letteraria. Durante l’incontro si parla poco di affari e molto della vita privata del riccone, senza concludere nulla di interessante. Durante il volo per Atene la scrittrice inizia una conversazione con il suo vicino di posto, un uomo appartenente ad una famiglia greca benestante. I due parlano per tutta la durata del viaggio, lui soprattutto racconta della sua vita, dei suoi divorzi, dei suoi tracolli finanziari, di suo figlio con gravi problemi. Lui ha bisogno di parlare mentre Faye è interessata ad ascoltare, l’intesa funziona fino all’atterraggio ad Atene. All’arrivo, in aeroporto, i due si scambiano i numeri di telefono, con la promessa di Faye di accettare l’invito di lui a fare una gita sulla sua barca.

Faye inizia il corso di scrittura, conosce i partecipanti, ascolta i dibattiti che si aprono durante le lezioni, quando i partecipanti raccontano il contenuto del proprio compito. Tra una lezione e l’altra, la scrittrice incontra un suo amico che a sua volta le presenta una sua amica scrittrice greca. Altre storie, altre vite, altre esperienze. Per Faye ogni storia ascoltata è l’occasione per riflettere sulla sua vita, sui suoi sentimenti. Matrimoni, divorzi, figli, relazioni tra genitori e figli, nostalgia, incomprensioni tra coniugi, realizzazione dei propri sogni, solitudine, questi sono gli argomenti che Faye ascolta in queste giornate trascorse ad Atene, ben descritta come città caotica, trafficata ma affascinante con mille attrattive non solo artistiche.

Un libro strano, anomalo, in cui la protagonista dice pochissime parole, lascia raccontare agli altri quelle cose che le sono necessarie per comprendere se stessa. La storia parla anche di scrittori e di scrittura, senza alcun compiacimento, anzi, come qualcosa che non aiuta e si avverte anche una certa insofferenza verso i romanzi. il libro è pervaso da un senso di solitudine, voluta nel caso della protagonista, combattura invece da altri personaggi.

Scrittori ingegneri – aggiornamento

Uno dei miei primi post elencava gli ingegneri divenuti scrittori.

Gli ingegneri in genere sono considerati troppo legati alla tecnologia per avere velleità artistiche. Ma questo è un luogo comune che vorrei sfatare.

Ho inserito nuovi nomi all’elenco iniziale di ingegneri scrittori.

Ingegneri scrittori (aggiornamento del 5/4/2019)

  • Fyodor Dostoyevsky
  • Robert Musil
  • Carlo Emilio Gadda
  • Andrea Barbato
  • Claudio Calabrese
  • Roberto Costantini
  • Luciano De Crescenzo
  • Patrik Fogli
  • Leonardo Sinisgalli
  • Roberto Vacca
  • Yrsa Sigurdardottir
  • Elisabeth Noreback
  • Emilio Bignami
  • Louis Notari
  • Francesco Grandis

Se la ricerca si estende ad altre specialità scientifiche, quali la chimica, l’elenco si arricchisce con:

  • Elias Canetti
  • Primo Levi
  • Marco Malvaldi

Come architetto c’è anche:

  • Rosanna Rubino (Architetto)

La ricerca continua.