Conclave

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Titolo: Conclave

Autore: Robert Harris

Editore: Mondadori

Traduzione: Annamaria Raffo

Le Mura Vaticane nascondono da sempre misteri e segreti che rimangono tali con il passare dei secoli. Tale immutabile capacità ha da sempre ispirato scrittori che hanno preso spunto da quello che accade all’interno delle Mura Vaticane e della Curia per realizzare romanzi. Negli ultimi anni ci sono stati esempi di libri di enorme successo commerciale scritti da grandi affabulatori che hanno confezionato storie intriganti mescolando di tutto senza convincere completamente. Robert Harris è un grande scrittore di thriller con una ottima conoscenza della storia degli argomenti che tratta nei suoi libri ed i suoi romanzi sono in genere ben scritti e interessanti, con solide basi storiche a supporto della trama.

“Conclave” è un thriller ambientato nel 2018. La morte improvvisa del Papa avvia le procedure per l’elezione del suo successore. La Cappella Sistina ospita i Cardinali arrivati da tutto il Mondo. In tutto sono 118, ognuno di loro con il proprio carico di interessi e idee da portare avanti, per scegliere il nuovo Pontefice in modo da garantire gli interessi che ciascuno di loro rappresenta. Il Papa scomparso aveva idee progressiste non sempre condivise all’unanimità all’interno della Curia e la spaccatura conservatori e liberali è ormai irreversibile e da più parti si parla ormai di uno scisma imminente. L’elezione del nuovo Papa si preannuncia combattuta e difficile.

Il protagonista del romanzo è il Cardinale Lomeli, supervisore del collegio dei cardinali in uno dei momenti storici più difficili per la Chiesa cattolica. Le votazioni preliminari si svolgono apparentemente senza una logica precisa, ma in qualche modo emergono i quattro nomi dei cardinali più potenti che le previsioni davano come probabili eletti.  Solo il Cardinale Lomeli è al corrente che il Papa deceduto aveva raccolto informazioni su ognuno dei quattro candidati per dimostrarne la inelegibilità, per vecchie storie e trascorsi non proprio adeguati per un Papa. Lomeli dovrà svolgerà l’incarico nel rispetto delle disposizioni del vecchio Papa, evitando l’elezione di un candidato inadeguato e nello stesso tempo trovando il sostituto adeguato all’importanza dell’incarico. Il libro descrive in modo impeccabile le modalità dell’elezione del Papa, rito antico e segreto, raccontato in questo libro con il taglio del thriller, del romanzo di azione. L’autore narra in modo efficace i vizi umani dei cardinali, che per quanto illuminati dalla fede, sono vittime dell’ambizione, della bramosia del potere, della propria prorompente autostima.  La trama racconta manovre, documenti e giochi di potere che si celano dietro l’apparente pacifica attività di elezione del nuovo Papa svolta da anziani Cardinali che dovrebbero essere guidati solo dalla saggezza della loro carica e dal supporto della fede. Ma l’elezione del Papa è soprattutto un atto politico di valenza internazionale che implica un grande potere e di conseguenza dietro tale votazione si celano grandi interessi.

Il libro contiene diversi riferimenti storici relativi alla storia della Chiesa, delle sue tradizioni. Tutto scritto con cura ed attenzione, senza appesantire il racconto ma anzi fornendo maggiore sostanza ed importanza alla trama. Il libro è un vero e proprio thriller, con un ritmo incessante, colpi di scena, cambi di scenario, che fino alla fine del libro tengono il lettore attaccato al libro che resterà spiazzato dal finale, del tutto imprevedibile.

Il censimento dei radical chic

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Titolo: Il censimento dei radical chic

Autore: Giacomo Papi

Editore: Feltrinelli

Siamo nel futuro prossimo di una Italia che ha subito molti cambiamenti dovuti alla definitiva affermazione del populismo come metodo per conquistare il consenso adottato dagli ultimi governi. In questa nuova Italia è proibito parlare in modo forbito, esprimere pensieri complessi, la semplicità del linguaggio è ormai garantita dalle leggi dello stato. Gli intellettuali sono una scomoda eredità del passato, danno fastidio con la loro spocchia e presunzione, meritano una giusta lezione. La prima vittima del nuovo volere popolare è il professor Prospero, colpevole di aver citato Spinoza durante un dibattito televisivo. Il povero accademico viene ritrovato sul pianerottolo di casa sua, massacrato di botte da alcuni sconosciuti. Il ministro degli interni approfitta dell’omicidio per istituire il “Registro Naturale degli intellettuali e dei radical chic”, un censimento di coloro che per titoli accademici, studi e letture “si credono più intelligenti degli altri”. La scusa è proteggerli, in realtà li si vuole intimorire e schedare, per controllarli e possibilmente isolarli. Molti di loro non ci cascano e svuotano le librerie, nascondono i libri e buttano via quei capi di abbigliamento che sono il segno caratteristico dell’appartenenza alle fazioni “radical chic” come golfini di cachemire, giacche di velluto a coste, morbide sciarpe dai colori pastello. La figlia del professor Prospero, Olivia, residente da anni a Londra, torna in Italia per il funerale del padre e scopre un paese cambiato in modo incomprensibile. Svolge una sua personale indagine per capire le cause che hanno provocato l’omicidio del padre. Inizia un viaggio tragicomico nell’assurda situazione che sta vivendo l’Italia narrata nel romanzo, raccontata in termini paradossali ma verosimili nel contesto del libro.

Giacomo Papi ha scritto un libro breve, facile, non poteva fare altrimenti, come garantito dal timbro nella quarta di copertina che assicura che “Questo libro non contiene parole difficili.” Autorità Garante per la Semplificazione della Lingua Italiana DL, 17/6, n. 1728”, con una scrittura scorrevole, ironica e tagliente. Molto divertente l’idea di inserire le note a piè di pagina scritte dal funzionario incaricato della semplificazione dei testi dell’apposito ministero. Il libro descrive un paese immaginario che assomiglia molto all’Italia del presente proiettata in un futuro prossimo. Ma anche altri Paesi Occidentali potrebbero trovarsi in condizioni simili, non siamo soli. Le politiche populiste hanno lo scopo preciso di assecondare gli istinti delle persone, per ottenerne più facilmente il consenso. I liberi pensieri sono difficili da prevedere, da controllare. Le emozioni delle persone sono governate da regole ben precise che sono state studiate in modo scientifico dal marketing, prima con lo scopo di vendere più facilmente i prodotti di largo consumo, ora con lo scopo di guadagnare il consenso politico. Il libro rappresenta in modo paradossale le conseguenze portate all’estremo del fenomeno della semplificazione, già presente in molte forme nella nostra società. Il calo dei lettori dei quotidiani, chi ormai legge gli articoli di fondo, il calo delle vendite dei libri, chi ormai perde tempo a leggere volumi che non sono più di moda neanche come oggetti di arredamento. I talk show televisivi, dove conta solo chi urla di più, senza dare spazio a chi vorrebbe argomentare in modo pacato ma completo. Lo scenario raccontato nel “Censimento dei radical chic” non è così vicino per fortuna, ma la tendenza è in atto e non è affatto incoraggiante. Ci vorrebbe un cambio di tendenza, soprattutto per dare alle nuove generazioni gli strumenti per imparare a pensare con la propria testa. L’Italia è già un paese in declino economico e culturale e certo non ha bisogno di peggiorare la sua situazione.

Il finale del libro prende spunto da “Farhenheit 451”, ma è un rendere omaggio al capolavoro di Ray Bradbury, non una banale scopiazzata. Almeno lo spero.

Il prezzo dei soldi

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Titolo: Il prezzo dei soldi

Autore: Petros Markaris

Editore: La nave di Teseo

Traduzione: Andrea De Gregorio

La Grecia ha vissuto negli ultimi anni una profonda crisi economica. Sono noti a tutti i sacrifici che imposti al paese dalla Comunità Europea. “Il prezzo dei soldi” è ambientato in una Grecia che ha superato la lunga crisi e sta vivendo un periodo di ripresa economica, grazie ad alcuni investimenti esteri ed al ritorno delle compagnie di navigazione e dei loro armatori. Nessuno è a conoscenza della provenienza dei soldi, ma in fondo questo non interessa a nessuno, l’importante è che i soldi stiano tornando e con essi le speranze dei greci per un futuro migliore. In questo clima di euforia economica, ad Atene, viene ucciso un funzionario dell’Ente del turismo. Il commissario Kostas Charitos della polizia criminale è incaricato delle indagini che prendono subito la strada giusta con la confessione di due ladri di poco conto. Trovati i colpevoli, caso chiuso. Poco dopo avviene l’assassinio di un noto armatore. Due sue navi sono da poco affondate, una in Tailandia ed una in Ucraina, è naturale abbinare l’omicidio all’affondamento delle imbarcazioni. Anche questa volta l’indagine si risolve rapidamente, c’è la confessione, inchiesta chiusa. Ma il commissario Charitos vuole vederci chiaro, cerca di capire cosa sta accadendo, sente che c’è qualcosa di grosso su cui nessuno sta indagando. Gli omicidi diventano tre, un noto giornalista di inchiesta viene ucciso sotto casa, a bordo della sua auto. Il giornalista è un vecchio amico di Charitos, sempre più convinto che gli omidici siano collegati tra di loro ed a loro volta collegati con un grosso giro di riciclaggio di soldi che sta interessando la Grecia. L’inchiesta del commissario Kostas Charitos viene fermata dal vicecomandante della polizia, i soldi non si possono fermare. Il commissario viene sospeso dal servizio ed indagato per presunte irregolarità nella condotta delle indagini. Ma Charitos è un duro che non si lascia intimidire dai suoi superiori, riuscirà a trovare i collegamenti che cerca. E’ sicuro di riuscire a tornare in servizio, ad evitare sanzioni o trasferimenti. In realtà accadrà molto di più, ma per scoprirlo bisogna leggere il libro.

Il commissario Kostas Charitos, con la moglie Adriana, la figlia Caterina e gli altri personaggi della squadra investigativa, sono persone semplici, normali, non hanno problemi particolari o passati discutibili da nascondere, come molti commissari protagonisti di gialli e polizieschi moderni. La storia è ambientata ad Atene ma ha un respiro ampio, la Grecia al centro del Mediterraneo e del mondo, con i suoi armatori e le loro navi in giro per tutto il pianeta. Petros Markaris ha studiato economia e la sua formazione è evidente nel libro che pur essendo un giallo descrive gli eventi tenendo conto degli aspetti economici, senza appesantire il racconto, ma contribuendo a dare una maggiore credibilità ed attualità alla trama. Il libro è scritto con il commissario Charitos che narra in prima persona, con uno stile chiaro e diretto, molto piacevole. Atene è descritta come una città caotica, disordinata, urbanizzata senza alcun criterio, in una Grecia che mantiene una burocrazia lenta e poco efficiente, per non parlare della corruzione. Charitos è un personaggio simpatico, umano, poco propenso ad ubbidire ai superiori e di questo la sua carriera ne ha risentito. Il passato recente della Grecia è stato caratterizzato dalla imposizione da parte della Comunità Europea di sacrifici enormi per ridurre il debito pubblico. Nel libro di Markaris la Grecia è ora teatro di un nuovo esperimento di finanza internazionale, che apparentemente darà benefici immediati alla maggior parte dei cittadini, ma prevedere che risultati potrà dare nel lungo termine sarà tutto da scoprire. I soldi sono arrivati, ma nessuno ne conosce il prezzo.

Rien ne va plus

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Titolo: Rien ne va plus

Autore: Antonio Manzini

Editore: Sellerio

L’ultimo libro di Antonio Manzini “Rien ne va plus” è il seguito di “Fate il vostro gioco”. Il Vice questore Rocco Schiavone è convinto che la conclusione dell’indagine sull’omicidio del ragionier Fevre non ha individuato tutti i responsabili. Ma non c’è solo questo a rendere Rocco nervoso. Il vice ispettore Caterina Rispoli lascia Aosta dopo che Rocco ha scoperto che era stata messa al suo fianco per controllarlo. C’è qualcuno dei servizi segreti che sospetta di lui. Enzo Baiocchi, l’assassino della sua amica Adele, uccisa proprio a casa sua, ha raccontato al giudice Baldi che il cadavere di suo fratello, a sua volta responsabile della morte della moglie di Rocco, è sepolto nelle fondazioni di un villino alla periferia di Roma. La cosa preoccupa non poco Rocco Schiavone che sa che il ritrovamento del cadavere porterà immediatamente alla scoperta del responsabile della sua morte e quindi la sua vita potrebbe essere sconvolta. Schiavone è impaurito e preoccupato dalla piega che stanno prendendo gli eventi e per una volta è indeciso su quello che deve fare, restare o sparire per sempre.

Un furgone portavalori con una ingente quantità di contanti, gli incassi del casinò di Saint Vincent, scompare nel nulla, volatilizzato. Uno degli autisti viene ritrovato in un bosco e le indagini partono dalle sue dichiarazioni. Rocco Schiavone sente che il furto del furgone è collegato con l’omicidio di Fevre anche se non ne ha le prove e comincia ad indagare con il suo solito stile dirompente. Ma viene fermato dai suoi superiori, c’è una indagine in corso su una grande truffa che riguarda il Casinò e la Regione e Rocco viene invitato caldamente a non interferire, lasciando il Casinò fuori dalle sue indagini. Rocco suo malgrado deve obbedire e prosegue le indagini con inusuale riservatezza, delegando molte delle azioni ai suoi sottoposti, dato che lui è costretto a seguire di nascosto ma personalmente quello che sta accadendo a Roma, nel villino dove il giudice Baldi ha dato ordine di scavare alla ricerca del cadavere di Baiocchi. Per Rocco è l’occasione per rivedere i suoi amici, per rivedere Roma, per trovarla sempre più imbruttita, sporca, invivibile, trovando insopportabile il peso dei ricordi che lo legano alla città. La trama procede, gli eventi si susseguono con buon ritmo. Il libro si legge tutto di un fiato. Al suo termine non rimane che aspettare il prossimo capitolo della serie.

Questo libro segna una piccola evoluzione del personaggio del vicequestore Rocco Schiavone, che rimane preda dei suoi ricordi e rimorsi ma mostra un lato umano più evidente, che si manifesta nei rapporti con il suo improbabile amico Gabriele, che ormai vive a casa sua con la madre Cecilia e il cane Lupa che acquista sempre maggior spazio nel racconto, diventando ormai uno dei personaggi irrinunciabili. Manzini è bravo a non dimenticare nessuno dei protagonisti dei libri precedenti, a tutti viene data una piccola parte nei nuovi volumi. Passano gli anni e il fascino di Rocco rimane intatto, le donne continuano a cercarlo, nonostante il suo modo di essere sfuggente, disordinato, a volte brutale, ma sempre sincero e mai ipocrita. Rien ne va plus è un giallo con una trama più articolata rispetto ai libri precedenti, dove c’è spazio per altri protagonisti, per altre storie parallele che non vedono Rocco come protagonista. I libri di Antonio Manzini sul vicequestore Rocco Schiavone sono ormai diventati degli appuntamenti classici per gli appassionati del genere. Leggerli vuol dire respirare un’aria familiare, ci si sente a proprio agio nei freddi inverni aostani, si sta comodi nel loden di Rocco, si cammina bene con le solite Clark’s, anche se inadatte alla neve. Una lettura confortevole, qualche ora di puro rilassamento.

Lezioni di letteratura

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Titolo: Lezioni di letteratura

Autore: Vladimir Nabokov

Editore: Adelphi

Traduzione: Franca Pece

Vladimir Nabokov è stato uno dei maggiori scrittori del novecento. Fu esule dalla Russia a causa del bolscevismo e poi dall’Europa a causa di Hitler. Approdò in America nel 1941 e dal 1948 al 1958 fu insegnante di letteratura russa e di scrittura creativa alla Cornell University. Dagli appunti delle sue lezioni universitarie è stato tratto “Lezioni di letteratura” che è uno dei libri migliori che abbia letto dedicati alla scrittura, ai romanzi, all’arte di scrivere. Il libro svela i segreti delle strutture di alcuni grandi romanzi come Mansfield Park di Jane Austen, Casa Desolata di Charles Dickens, Madame Bovary di Gustave Flaubert, Lo strano caso del dottor Jekyll e di Mr. Hyde di Robert Louis Stevenson, Dalla parte di Swann di Marcel Proust, La metamorfosi di Franz Kafka, Ulisse di James Joyce. Le riflessioni dell’autore sono accompagnate da immagini che riportano i gli schemi originali disegnati Nabokov per preparare le lezioni. Lui era dedito allo studio dei particolari, alla scoperta di ogni dettaglio, attività indispensabile per capire i grandi romanzi, in cui “lo stile e la struttura solo l’essenza del libro”. Nabokov si rivela come un grande e appassionato professore, dotato di senso dell’umorismo e grande polemista.

“Lezioni di letteratura” è di grande interesse sia per gli studiosi di letteratura che per gli aspiranti scrittori, ma anche per chi, come me, appassionato lettore, è sempre alla ricerca di qualche insegnamento per diventare un lettore migliore, per riconoscere i particolari che fanno di un romanzo un grande romanzo.  Ci sono alcuni passi del libro che spiegano con grande efficacia la concezione che aveva Nabokov dell’arte del romanzo. Per lui la narrazione è sempre invenzione, non c’è spazio per la verità. Nabokov sostiene che la letteratura non è nata il giorno in cui un ragazzino inseguito da un lupo ha gridato “al lupo al lupo”, è nata il giorno in cui il ragazzino ha gridato “al lupo al lupo” senza avere nessun lupo che lo inseguiva. La magia della letteratura consisteva nell’invenzione del lupo inesistente. Così come efficacemente descrive le tre caratteristiche che un autore deve avere dentro di se, ossia dell’affabulatore, del maestro e dell’incantatore. L’ultima delle tre doti è quella del grande scrittore. Ma non basta la creatività e la magia dello scrivere, serve anche avere una base scientifica per dare credibilità e sostanza al racconto. Quindi scienza e magia unite insieme. “Lezioni di letteratura” può essere letto come un romanzo, ma conviene leggerlo come un testo da studiare, su una scrivania, con quaderno degli appunti, penna o matita a seconda dei gusti, per segnare tutti gli spunti da ristudiare, ripassare ed approfondire, per capire meglio quello che leggiamo. Un grande libro a cui Nabokov avrebbe voluto dare il sottotitolo “Come diventare un buon lettore”. Un buon lettore non è colui che legge ma colui che rilegge, per cogliere tutti i minimi dettagli e particolari.

Bella la copertina con una immagine che rappresenta gli itinerari di Boom e Stephen nell’Ulisse di Joyce, che rende bene l’idea di cosa troverà il lettore all’interno del libro.