Senza mai arrivare in cima

41Qcu6LErsL._SX319_BO1,204,203,200_

Titolo: Senza mai arrivare in cima – viaggio in Himalaya

Autore: Paolo Cognetti

Editore: Einaudi

Sono in partenza per uno dei miei consueti viaggi di lavoro. Solita tappa alla libreria delle partenze internazionali di Fiumicino, sempre meno libreria e sempre più negozio di souvenir. Lo spazio per le novità è veramente ridotto. Sono alla ricerca di libri non troppo voluminosi, che possano entrare nell’ormai indispensabile zainetto e l’ultimo libro di Cognetti sembra proprio fatto per viaggiatori con solo bagaglio a mano.

Paolo Cognetti è un uomo che ha trovato nella scrittura e nell’amore per la montagna le sue principali ragioni di vita. Per il suo quarantesimo compleanno si è regalato un viaggio in Himalaya con alcuni amici, senza scalare alcuna montagna, d’altra parte Cognetti non è uno scalatore, ma per vivere una esperienza unica e indimenticabile.

Il viaggio può essere affrontato solo camminando, oltre 300 km in alta quota, superando spesso i 5.000 m, ben oltre le quote delle montagne europee più alte raggiungibili solo da abili scalatori, dove anche il minimo movimento costa fatica e spreco di energie. Una avventura condivisa con i suoi amici e soprattutto con le persone e gli animali che vivono nelle zone adiacenti le più grandi montagne del mondo, tra Tibet e Nepal.

Il libro è un diario di viaggio, dove sono annotate le sensazioni, le emozioni, i sentimenti che l’autore ha provato durante una esperienza di viaggio così unica ed estrema. I rapporti di amicizia tra i partecipanti al viaggio si sono rafforzati grazie alle difficoltà condivise, alla lontananza dalla vita normale a cui ciascuno di loro è abituato. Il viaggio richiede sforzi ed energie enormi, sacrifici e sofferenze fisiche, che sono ampiamente ripagate dalla splendida avventura umana che è possibile vivere, stando a stretto contatto con le popolazioni che vivono nelle valli ai piedi delle montagne. Persone che vivono con saggezza e serenità una vita dura in una natura poco ospitale con difficoltà e limitazioni senza alcun segno di rassegnazione, ma con la fierezza della propria diversità.

Il titolo del libro ricorda che durante il viaggio non sono state scalate montagne. Ma l’avventura è comunque degna di essere raccontata.

Scalare le montagne è una esperienza solitaria, conoscere popoli e culture diverse che vivono in luoghi così diversi dai nostri, è una esperienza che viene fatta sì dall’individuo ma insieme ad altre persone. Non serve scalare per arrivare in alto, ci si può arrivare anche camminando. Ognuno sceglie la propria meta in base alle proprie possibilità, l’importante è raggiungerla seguendo il cammino che ci si è prefisso.

2 pensieri su “Senza mai arrivare in cima

  1. Mi piace Cognetti.
    Sia per come scrive sia come mi appare come uomo, per quello che gli ho sentito dire, poi non so …
    Quest’anno ho partecipato alla preparazione del viaggio in Nepal del mio capo. E’ tornato con mille storie, mille avventure. La fatica gli ha aperto porte del cuore che prima di partire non conosceva.
    Come azienda, finanziamo una scuola in Nepal ed un orfanotrofio. Ogni tanto ci arrivano alcune foto dei bimbi, disegni.
    Hanno grossissime difficoltà ma la loro anima non ha eguali.

    Piace a 1 persona

Rispondi a alessandria today Annulla risposta

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...