La scomparsa di Stephanie Mailer

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Titolo: La scomparsa di Stephanie Mailer

Autore: Joel Dicker

Editore: La nave di Teseo

Il libro si presenta come un mattone di elevato spessore che incute una certa soggezione. 704 pagine non sono facili da affrontare. Sono in vacanza e le ore giornaliere da dedicare alla lettura possono essere tutte quelle che servono per terminare velocemente La scomparsa di Stephanie Mailer, un thriller ben scritto da Joel Dicker. La grafica della copertina è accattivante, il richiamo ai precedenti romanzi dell’autore, La verità sul caso Harry Quebert e Il libro dei Baltimore sono un ottimo ulteriore motivo per acquistare il volume.

La vicenda si svolge su due piani temporali e racconta tante vicende parallele di personaggi con professioni, estrazioni sociali, età e provenienza le più disparate, che in qualche modo sono legati a Orphea, una cittadina inventata dello stato di New York, nella prestigiosa zona degli Hamptons, all’estremità orientale di Long Island, dove hanno la casa delle vacanze molti abitanti benestanti di New York.

Il 30 luglio 1994 Orphea è pronta ad inaugurare la prima edizione del festival teatrale ma un fatto criminale scolvolge tutti i programmi della giornata. Il sindaco della cittadina viene ucciso insieme alla moglie ed il figlio mentre si trovavano a casa. Di fronte alla casa del sindaco viene trovato anche il cadavere di una donna che era impegnata in una seduta di jogging. Il caso di quadruplo omicidio fu risolto da due agenti del comando della polizia locale, Jesse Rosemberg e Derek Scott.

Il 23 giugno 2014 Jesse Rosemberg, ormai prossimo alla pensione, viene avvicinato dalla giornalista Stephanie Mailer che gli dice che il caso del 1994 non è stato in realtà risolto, che il colpevole individuato a suo tempo non è il vero responsabile del plurimo omicidio. La donna subito dopo aver incontrato il poliziotto sparisce. Viene denunciata la sua scomparsa e iniziano le indagini alla scoperta di che fine ha fatto la donna. Nello stesso tempo ripartono anche le indagini sui fatti del 1994 che vedono sempre Jesse e Derek impegnati a scoprire cosa c’era di sbagliato nel loro lavoro di vent’anni prima. Da qui inizia una storia fatta di intrecci con il passato, nuovi crimini, eventi, coincidenze, nuove piste e nuovi indizi, conclusioni errate, storie d’amore, storie di infedeltà, violenze domestiche, disagi giovanili, di tutto di più.

Tutte le storie parallele risultano avvincenti e congruenti con la trama, nulla è superfluo, nonostante la complessità e la lunghezza del libro. Il lettore con il passare delle pagine si trova quasi ammaliato dalla storia e non riesce ad interrompere la lettura, trovando sempre nuovi motivi di interesse per continuare pagina dopo pagina fino alla fine.

Joel Dicker è molto bravo a scrivere libri con trame complesse, con tanti personaggi, centellinando indizi e particolari della storia con grande abilità e tempismo, riuscendo a tenere sempre altissima la tensione del racconto, senza mai dilungarsi ma cambiando continuamente scena, personaggi, piano temporale. Nel finale lo scrittore si è anche divertito a rendere possibili eventi che sono il contrario di quello che si sarebbe aspettato, quasi a dimostrare che la realtà non è quello che dovrebbe essere.

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