Sara al tramonto

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Titolo: Sara al tramonto

Autore: Maurizio De Giovanni

Editore: Rizzoli

Maurizio De Giovanni è uno scrittore con una storia personale che mi piace tantissimo. E’ diventaro scrittore quasi per caso, partecipando ad un concorso per scrittori emergenti quanto era già un uomo maturo. Il buon esito del concorso gli ha dato la spinta per iniziare a scrivere romanzi che negli ultimi anni lo hanno consacrato come uno dei migliori scrittori di gialli italiani.

Il suo libro Sara al tramonto è un romanzo a metà tra il giallo e il noir, scritto con il consueto stile elegante, che ha come protagonista Sara Morozzi, una donna di 55 anni a cui la vita ha lasciato ferite molto profonde. Sara è stata una ottima poliziotta impiegata in un reparto speciale per le intercettazioni non autorizzate, ha scoperto di avere un talento speciale nel riuscire a interpretare i segnali del corpo umano, quale il movimento labiale delle persone riuscendo a capire anche a notevole distanza le parole pronunciate o riuscendo a stabilire dalla postura, i movimenti della testa o delle mani, se la persona stesse dicendo la verità o stesse mentendo. Sara è in pensione, suo figlio è morto in un incidente e il suo compagno è morto di malattia. E’ sola e il rendersi invisibile durante il giorno è la sua prerogativa. La notte la povera Sara fà i conti con la sua vita. i suoi incubi, le sue colpe, vere o presunte, il suo pentimento di aver dedicato la sua vita al lavoro ed all’amore per il suo compagno, trascurando suo figlio ed il marito.

Sara ha qualche sporadico incontro con una ragazza che è stata la fidanzata di suo figlio prima che morisse e che ora aspetta un bambino. Sara tenta di stabilire un certo rapporto con la ragazza in modo da essere vicino al nipote, per poter dare al futuro bambino parte di quell’amore che ha negato al proprio figlio. Con il procedere della storia i rapporti tra le due improbabili suocera e nuora prenderanno una direzione imprevedibile.

Sara viene contattata da una ex collega ancora in servizio attivo che deve aprire una inchiesta su un caso di omicidio già risolto ma con alcuni segnali da valutare con prudenza e basso profilo, un tipo di lavoro in cui Sara con le sue doti speciali, potrà dare un contributo determinante. Sara, anche se in pensione da qualche tempo, accetta il lavoro a patto che abbia carta bianca e quindi sia lei a comandare le indagini. Viene affiancata all’ispettore Davide Pardo, una brava persona, un tipo leggermente introverso e poco spigliato ma con indubbie capacità professionali. I due avranno l’incarico di il caso, in cui ad essere in grave pericolo di vita è una bambina ignara e indifesa. La storia ruota attorno alla figura di Sara, una donna forte, che affronta le indagini con coraggio e determinazione, senza alcun timore di capi e superiori di qualsiasi livello. Di notte il lato oscuro e perdente di Sara prende il sopravvento, con i suoi incubi, errori, rimorsi per le sofferenze che ha inflitto alle persone che le volevano bene, mentre era impegnata solo a lavorare ed amare il compagno per il qualche aveva lasciato figlio e marito. Il racconto procede alternando la storia dell’indagine con la storia dei sensi di colpa e dei rimorsi di Sara, con una alternanza di emozioni e sentimenti che rendono il libro originale e molto convincente.

 

La forza della natura

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Titolo: La forza della natura

Autore: Jane Harper

Editore: Bompiani

La forza della natura è il secondo libro di Jane Harper che vede tra i protagonisti l’agente federale Aaron Falk, già presente il primo libro dell’autrice, Chi è senza peccato e la sua collega Carmen Cooper.

La storia è ambientata in Australia nella zona montuosa detta Giralang Ranges, nelle vicinanze di Canberra. Una società finanziaria ha organizzato un trekking per gli impiegati, quelle iniziative che tanto piacciono ai responsabili delle risorse umane per fare gruppo, migliorare il gioco di squadra, rinsaldare i rapporti interpersonali. La zona impervia, le difficoltà ad orientarsi, la poca dimestichezza con le mappe, le attrezzature non proprio confortevoli, non mettono a loro agio i partecipanti fin dalla partenza. La vita a contatto con la natura accresce le difficoltà relazionali invece di migliorarle. Le squadre partecipanti sono due, una composta da soli uomini e l’altra composta da sole donne. Dopo qualche giorno al campo base torna la squadra delle ragazze ma sono quattro invece di cinque, manca Alice Russel, la persona più brillante e intraprendente del gruppo. Le quattro superstiti non sanno dare una spiegazione sul motivo della scomparsa. Partono subito le ricerche ma data la zona impervia e piena di pericoli da subito si teme per la sua vita. Alice, oltre ad essere una persona dalla forte indole e dalle indubbie doti professionali, è un testimone chiave in una inchiesta su reati finanziari e riciclaggio di denaro sporco che investe proprio la società per cui lavora, pertanto le indagini cercano di scoprire eventuali collegamenti tra la scomparsa e la particolare posizione di Alice.

La trama racconta storie personali, rapporti tra sorelle, relazioni tra persone che lavorano nella stessa azienda con ambizioni, storie e desideri diversi, con rancori e risentimenti sopiti dalla routine lavorativa quotidiana che invece emergono in tutta la loro carica violenta durante la convivenza forzata dovuta alla partecipazione al trekking. Ci sono anche problemi tra due adolescenti per alcune foto pubblicate sui social. A complicare le relazioni tra i protagonisti, le difficoltà relazionali di giovani figli con i loro genitori. A rendere la storia ancora più contorta c’è la presenza, nella zona in cui è scomparsa Alice, di un serial killer di nome Martin Kovac, che si teme possa aver ucciso la donna. La trama del thriller rende tutti i protagonisti possibili colpevoli o collaboratori dei colpevoli. La verità si coprirà solo alla fine del libro senza che nessun indizio possa indirizzare il lettore verso la soluzione. Un buon thriller, scritto in modo brillante. La storia ha qualche similitudine con Picnic ad Hanging Rock, scritto nel 1967 da Joan Lindsay, per via dell’ambientazione in Australia, della scomparsa di due ragazze in una zona impervia, il richiamo alla forza ed ai misteri della natura.

Sola sull’oceano

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Titolo: Sola sull’oceano

Autore: Mary Higgins Clark

Editore: Sperling & Kupfer

Sola sull’oceano è un thriller di Mary Higgins Clark ambientato nell’arco di sei giorni su una nave da crociera riservata a ricchi e facoltosi clienti. Tra gli ospiti della speciale crociera di inaugurazione della nave, c’è Lady Emily Haywood, ricchissima amante dei gioielli più escusivi, che ha dicharato di voler indossare durante la crociera il più prezioso pezzo della sua collezione, ossia una collana di smeraldi dal valore inestimabile, addirittura appartenuta a Cleopatra. Su tale gioiello pesa una maledizione, ossia chi la porterà in un viaggio per mare non vivrà abbastanza da poter tornare vivo a riva. Lady Emily non crede al maleficio e confermerà più volte la sua volontà di indossare il gioiello durante la crociera. La collana attira le attenzioni di un noto ladro di fama internazionale, che riesce a superare le imponenti misure di sicurezza imbarcandosi sulla nave per rubare il gioiello.

Lady Emily viene trovata morta nella sua cabina dopo tre giorni di navigazione e non si hanno più tracce della collana.

A bordo della nave ci sono due personaggi che sono già stati protagonisti di altri libri di mary Higgins Clark, Alvirach e Will Meehan, due simpatici investigatori dilettanti che si trovano a bordo della nave per festeggiare il loro quarantesimo anniversario di matrimonio e fanno parte del prestigioso elenco dei partecipanti in quanto vincitori di svariati milioni di dollari in una lotteria.

Il libro è un thriller ben scritto, con uno stile chiaro e scorrevole, con personaggi ben caratterizzati ed una trama lineare e con un ritmo continuo ben scandito dal susseguirsi dei capitoli.

La trama racconta le avventure e vicissitudini personali e finaziarie di una serie di personaggi che si trovano a bordo della nave, quasi tutti coinvolti in storie che hanno a che fare con l’avidità umana e con i tentativi di arricchirsi velocemente, senza fatica ma inevitabilmente infrangendo la legge. Una indagine difficile, una complessa rete di indizi e di sospetti che troverà la soluzione solo alle ultimissime pagine. Un libro piacevole che garantisce qualche ora di relax.

Eseguendo la Sentenza e Un atomo di verità

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Titolo: Eseguendo la sentenza

Autore: Giovanni Bianconi

Editore: Corriere della Sera

 

Titolo: Un atomo di verità

Autore: Marco Damilano

Editore: Feltrinelli

 

Due libri sul caso Moro. Un rapimento iniziato con una strage (i cinque uomini della scorta) e concluso con l’omicidio dell’uomo politico più importante dell’Italia dell’epoca.

Un evento tanto crudele quanto misterioso che dopo 40 anni rimane avvolto dalla nebbia delle bugie, dei depistaggi, delle false ricostruzioni, delle strane presenze sul luogo del rapimento.

Due libri abbastanza diversi tra loro, il primo è una cronaca dei 55 giorni del rapimento, iniziato il 16 marzo 1978 e concluso il 9 maggio 1978, il secondo è più un racconto di sentimenti e di emozioni legate ai personaggi e luoghi coinvolti nella storia. I due libri citati in questo post non fanno nuova luce sui misteri legati a quanto accaduto nel 1978, ma tengono accesa l’attenzione dell’opinione pubblica su un evento che ha troppe ombre e zone oscure su cui dovrà essere fatta chiarezza. 40 anni sono troppi per non essere riusciti a fare piena luce sul rapimento Moro.

Tanto per mantenere viva la memoria su altri omicidi dell’epoca, un triste elenco:

Oltre ad Aldo Moro, il 9 maggio 1978 fu ucciso Peppino Impastato, giornalista antimafia.

Il 20 marzo 1979 fu ucciso il giornalista Mino Pecorelli.

Il 21 luglio 1979 fu ucciso Boris Giuliano, Capo della Mobile di Palermo

Il 25 settembre 1979 fu ucciso il giudice Cesare Terranova.

Non dobbiamo dimenticare. Dobbiamo continuare a pretendere che la verità venga alla luce.

A Genova non è crollato solo il ponte

Quando ho letto le prime notizie sul crollo del ponte Morandi lo scorso 14 agosto, la prima reazione è stata di incredulità, poi con il passare dei minuti, quando la tragedia si è manifestata in tutta la sua disastrosa portata, lo sgomento ha preso il sopravvento. Non è crollato solo il ponte di Genova. Si è sgretolata l’Italia. Un disastro così grande, indipendentemente dalle cause tecniche che lo hanno provocato, dimostra che l’Italia è un paese che non funziona, marcio nella sua stuttura portante, proprio come il ponte.

Non c’è solo un ponte da ricostruire. C’è da costruire uno stato che funzioni veramente e non solo nelle dichiarazioni propagandistiche dei politici, che sia in grado di proteggere i suoi cittadini e tutelarli, di garantire diritti e pretendere che tutti facciano il proprio dovere. Uno stato capace di spendere le proprie risorse in modo oculato e non sprecarle in modo becero. La legge permette di dare in concessione i beni dello stato ? Se il risultato è quello di Genova si revochino tutte le concessioni, si cambino subito le leggi che le regolano. La Concessionaria che aveva in gestione il ponte ha rispettato tutte le regole ? Allora le regole sono sbagliate e devono essere riscritte. Ci sono 43 morti che giustificano ampiamente qualsiasi intervento legislativo. Abbiano dovuto dare in concessione la rete autostradale per ridurre il debito pubblico per entrare nell’euro ? Allora le regole europee sono sbagliate e bisogna combattere per cambiare ciò che di sbagliato è stato fatto.

Non è possibile che lo Stato italiano non abbia le risorse economiche e le strutture organizzative e di controllo per evitare quello che è successo a Genova. Le grandi infrastrutture devono essere gestite e manutenute con l’unico scopo di garantire gli interessi del popolo italiano e non per fare arricchire gruppi privati. Non si possono dare in concessione attività importanti e remunerative come la gestione delle rete autostradale italiana, costruita con i soldi di tutti gli italiani, per fare arricchire aziende private vicine ai politici del momento. Le responsabilità non sono solo della Concessionaria ma anche delle forze politiche che hanno permesso questa scelta scellerata. Tutte le attività di importanza nazionale devono essere controllate dallo stato che deve intervenire per garantire sicurezza e continuità di esercizio. Serve una politica più responsabile e lungimirante, che governi in base a stategie e programmi a lungo termine e non in base ai sondaggi. Servono banche, dirigenti pubblici, politici, imprese e imprenditori che abbiano a cuore il futuro dell’Italia. Servono enti di controllo efficaci dotati di tutti i mezzi necessari per fare bene il loro lavoro, leggi funzionali di facile e certa applicazione. Serve una giustizia veloce ed efficiente. Servono elettori più attenti alle competenze dei candidati alle elezioni politiche che alle ideologie, meno populismi e maggiore visione strategica del futuro. Serve una stampa meno prona verso la politica ma più critica e vigile. Serve una istruzione migliore, investire sulla formazione degli insegnanti, riqualificare le università, aumentare il livello medio di istruzione della popolazione. Non servono scorciatoie o sotterfugi, serve formare persone migliori, diffondere il concetto di responsabilità personale. Serve un progetto per definire l’Italia del futuro. Serve una concezione diversa di come amministrare il bene pubblico, materiale, finanziario ed intellettuale. Non serve cercare soluzioni di comodo o incolpare qualche avversario per mettersi a posto la coscienza. Serve uno sforzo enorme di tutti gli italiani per trasformare il paese in qualcosa di diverso da quello che è adesso.

La scomparsa di Stephanie Mailer

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Titolo: La scomparsa di Stephanie Mailer

Autore: Joel Dicker

Editore: La nave di Teseo

Il libro si presenta come un mattone di elevato spessore che incute una certa soggezione. 704 pagine non sono facili da affrontare. Sono in vacanza e le ore giornaliere da dedicare alla lettura possono essere tutte quelle che servono per terminare velocemente La scomparsa di Stephanie Mailer, un thriller ben scritto da Joel Dicker. La grafica della copertina è accattivante, il richiamo ai precedenti romanzi dell’autore, La verità sul caso Harry Quebert e Il libro dei Baltimore sono un ottimo ulteriore motivo per acquistare il volume.

La vicenda si svolge su due piani temporali e racconta tante vicende parallele di personaggi con professioni, estrazioni sociali, età e provenienza le più disparate, che in qualche modo sono legati a Orphea, una cittadina inventata dello stato di New York, nella prestigiosa zona degli Hamptons, all’estremità orientale di Long Island, dove hanno la casa delle vacanze molti abitanti benestanti di New York.

Il 30 luglio 1994 Orphea è pronta ad inaugurare la prima edizione del festival teatrale ma un fatto criminale scolvolge tutti i programmi della giornata. Il sindaco della cittadina viene ucciso insieme alla moglie ed il figlio mentre si trovavano a casa. Di fronte alla casa del sindaco viene trovato anche il cadavere di una donna che era impegnata in una seduta di jogging. Il caso di quadruplo omicidio fu risolto da due agenti del comando della polizia locale, Jesse Rosemberg e Derek Scott.

Il 23 giugno 2014 Jesse Rosemberg, ormai prossimo alla pensione, viene avvicinato dalla giornalista Stephanie Mailer che gli dice che il caso del 1994 non è stato in realtà risolto, che il colpevole individuato a suo tempo non è il vero responsabile del plurimo omicidio. La donna subito dopo aver incontrato il poliziotto sparisce. Viene denunciata la sua scomparsa e iniziano le indagini alla scoperta di che fine ha fatto la donna. Nello stesso tempo ripartono anche le indagini sui fatti del 1994 che vedono sempre Jesse e Derek impegnati a scoprire cosa c’era di sbagliato nel loro lavoro di vent’anni prima. Da qui inizia una storia fatta di intrecci con il passato, nuovi crimini, eventi, coincidenze, nuove piste e nuovi indizi, conclusioni errate, storie d’amore, storie di infedeltà, violenze domestiche, disagi giovanili, di tutto di più.

Tutte le storie parallele risultano avvincenti e congruenti con la trama, nulla è superfluo, nonostante la complessità e la lunghezza del libro. Il lettore con il passare delle pagine si trova quasi ammaliato dalla storia e non riesce ad interrompere la lettura, trovando sempre nuovi motivi di interesse per continuare pagina dopo pagina fino alla fine.

Joel Dicker è molto bravo a scrivere libri con trame complesse, con tanti personaggi, centellinando indizi e particolari della storia con grande abilità e tempismo, riuscendo a tenere sempre altissima la tensione del racconto, senza mai dilungarsi ma cambiando continuamente scena, personaggi, piano temporale. Nel finale lo scrittore si è anche divertito a rendere possibili eventi che sono il contrario di quello che si sarebbe aspettato, quasi a dimostrare che la realtà non è quello che dovrebbe essere.

La scomparsa di Josef Mengele

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Titolo: La scomparsa di Josef Mengele

Autore: Olivier Guez

Editore: Neri Pozza

Olivier Guez ha scritto la storia della fuga in Sudamerica di Josef Mengele, l’angelo della morte, il medico scienziato responsabile della morte di migliaia di ebrei, di orribili violenze e terribili crimini contro l’umanità. Si considerava un benefattore, un grande studioso, la cui opera sarebbe stata prima o poi riconosciuta. Era ossessionato dai gemelli che torturava ed uccideva per scoprirne i segreti genetici ed anatomici. Voleva preservare la razza ariana, produrre superuomini. Fu solo un carnefice che non produsse nulla di scientificamente utile.

La sua macabra attività si svolse soprattutto nel campo di concentramento di Auschwitz, dove a partire dal 1943 Mengele aveva il suo laboratorio degli orrori. Riusci ad evitare il processo di Norimberga alla fine della guerra e nel 1949 fuggì in sudamerica partendo dal porto di Genova per raggiungere l’Argentina. In una vita fatta di false identità, fughe e menzogne, visse fino al 1979, quando morì per un attacco cardiaco. Il libro racconta gli ultimi 30 anni della vita di Mengele, la rete di protezioni di cui ha usufruito, le persone che lo hanno aiutato, i rapporti con la sua famiglia. I nazisti in fuga di soldi ne avevano tanti e li utilizzavano per corrompere e per facilitare le attività di protezione. Il libro descrive Mengele come un uomo mai pentito del suo operato, che fino all’ultimo ha creduto nell’ideologia nazista e difeso tutte le azioni criminali fatte dal regine. La caccia ai nazisti nascosti in sudamerica fu portata avanti soprattutto dal Mossad, i servizi segreti israeliani, che molto si adoperarono per catturare Mengele, senza mai riuscirci.

Il libro è una grande opportunità per conoscere più approfonditamente i crimini compiuti da Mengele e per capire cosa può provocare una ideologia aberrante come il nazismo in menti di uomini che si lasciano convincere fino al punto di perdere ogni parvenza di umanità e divenire più realisti del re. In questi anni la memoria delle cose terribili accadute prima e durante la seconda guerra mondiale si sta attenuando mentre sempre più spesso hanno voce in capitolo organizzazioni di vario tipo che guardano con simpatia a regimi che hanno rappresentato i momenti più oscuri della storia dell’umanità. Sono molte le persone che avrebbero bisogno di un ripasso di quanto accaduto in quel periodo così come tutti gli studenti dovrebbero spendere qualche ora in più a studiare i danni enormi che sono stati prodotti dalle ideologie totalitarie.