Il giorno dei Lord

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Titolo: Il giorno dei Lord

Autore: Michael Dobbs

Editore: Fazi

Il giorno dei Lord è il 5 novembre, quando ogni anno si svolge la cerimonia di apertura del parlamento inglese. In una stanza del palazzo di Westminster, si riuniscono le persone più importanti d’Inghilterra, quali la regina Elisabetta, il figlio Carlo, il primo ministro, giudici, uomini politici e leader di vario tipo. Ci sono anche giovani in rappresentanza delle future elite che governeranno il mondo, come il figlio del primo ministro inglese e il figlio del presidente degli Stati Uniti. Proprio quel fatidico 5 novembre il parlamento è invaso da un gruppo di terroristi di origine pakistana che prendono in ostaggio tutte le persone presenti per la grande cerimonia per vendicarsi delle sofferenze causate dalle guerre nelle loro terre scatenate dai paesi occidentali. Mentre fuori del parlamento ci sono mezzi militari aerei e di terra di ogni tipo, i terroristi sono riusciti ad entrare senza grossi sforzi, facendosi gioco sia dell’intelligence che dei vari reparti dell’esercito schierati. I terroristi hanno idee chiare, addestramento di alto livello, sono pronti ad uccidere tutti gli ostaggi ed a morire per la causa. Comincia un thriller che durerà 24 ore e che racconta uno dei peggiori scenari che le nazioni occidentali temono di dover fronteggiare dopo aver vissuto la tragedia dell’11 settembre 2001. Il rapimento viene ripreso dalle Tv e trasmesso in diretta in tutto il mondo. Il romanzo si sofferma molto poco su vicende che riguardano i rapitori, le loro storie e le motivazioni del gesto. Buona parte del romanzo è dedicato a raccontare storie che riguardano gli ostaggi o le autorità coinvolte nella gestione politica e militare del rapimento. Mentre il mondo si interroga su come sia stato possibile che un gruppo di terroristi sia potuto entrare nel luogo che quel giorno doveva essere il più sicuro al mondo, all’interno della sala gli ostaggi cercano ognuno con i propri mezzi, di trovare il coraggio per andare avanti e non cedere alla paura di morire. Fuori dal palazzo di Westminster, i politici cercano di risolvere la crisi, pensando più alle conseguenze personali delle varie azioni da intraprendere per la risoluzione della crisi che all’incolumità degli ostaggi.

I rapporti politici tra Usa ed Inghilterra vedono gli americani in posizione di netto dominio, con l’Inghilterra costretta ad un ruolo subalterno. Le forze armate e gli apparati di intelligence inglesi, di fronte all’enormità dell’evento, vengono messi alla berlina sia dai politici che dalla stessa regina Elisabetta, che più volte si lascia andare a commenti sarcastici e poco lusinghieri.

L’autore utilizza i dialoghi tra i protagonisti per esprimere le sue idee politiche e riesce a farlo in modo molto efficace. Alcuni esponenti politici sono mostrati in tutta la loro imbarazzante mediocrità, alcuni personaggi apparentemente futili si comporteranno inaspettatamente da eroi. Il romanzo procede senza momenti di pausa, con una tensione crescente, senza un attimo di tregua. Come ogni buon thriller, la storia si chiude solo alle ultimissime pagine, con un finale inprevedibile.

Il libro ha il merito di descrivere una vicenda violenta e terribile con molta credibilità, grazie anche alla presenza tra i protagonisti della regina Elisabetta e del figlio Carlo, personaggi sicuramente ben noti a tutti e di cui tutti conoscono le vicende personali a cui si fà riferimento nel libro.

Un romanzo ben riuscito che forse meritava un maggior sforzo nella creazione della copertina.

 

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