La caduta dei Golden

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Titolo: La Caduta dei Golden

Autore: Salman Rushdie

Editore: Mondadori

Settembre 2017. Ero di ritorno in Italia da uno dei consueti viaggi in India (ci vado per lavoro, seguo il mercato indiano come responabile commerciale dell’azienda per cui lavoro). Mi aggiravo per l’aeroporto di Delhi in attesa del volo per Dubai, lunghe ore di attesa nel cuore della notte. Entro in una libreria e mi colpisce una parete con esposte centinaia di copie dell’ultimo libro di Salman Rushdie, dal titolo “The Golden House”. Mi riprometto di acquistarlo non appena fosse uscito in Italia. Dopo qualche settimana leggo che tra i libri in uscita a partire dalla metà di ottobre ci sarà l’ultima opera di Salman Rushdie. Tralascio il resto della notizia. Nel fine settimana successivo vado in libreria e chiedo l’ultimo libro di Salman Rushdie. Mi portano un libro con una copertina completamente diversa da quella che avevo visto esposta in India, con titolo “La caduta del Golden”. Mi aspettavo un titolo diverso, fedele traduzione dell’originale e mi viene il dubbio che mi avessero dato un libro diverso, un capitolo diverso legato ai Golden. Prima di espormi ad una brutta figura con il commesso, leggo le note di copertina e mi tolgo ogni dubbio, quello era proprio l’ultimo libro di Rushdie.

La storia inizia con l’arrivo negli Stati Uniti di un grande imprenditore del settore immobiliare, Nero Golden, con i suoi tre figli, che assumono nuove identità, prendendo nomi di personaggi dell’antica Roma. Il passato della famiglia Golden è oscuro e poco noto. La famiglia Golden si stabilisce in una villa nel centro di Manhattan. La storia è raccontata dal punto di vista di un vicino di casa dei Golden, un certo Renè, che trova nell’evolversi del declino della famiglia il soggetto ideale per il film che sta scrivendo. Tra letteratura, cinema e cultura pop, l’autore ha prodotto un romanzo geniale ed estremamente moderno, descrivendo i mutamenti della società americana degli ultimi anni e ponendo l’attenzione su come verità e falsità siano mescolati in modo da non riuscire sempre a distinguerli.

Una grande prova da parte di uno dei principali scrittori moderni.

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