Con l’arte e con l’inganno

Titolo: Con l’arte e con l’inganno

Autore. Valeria Corciolani

Editore: Rizzoli

Edna Silvera ha dedicato la sua vita all’arte, prima come restauratrice poi come studiosa. Un carattere poco malleabile non le ha permesso di raggiungere i risultati accademici che avrebbe meritato, ma la sua competenza è universalmente riconosciuta anche dai suoi detrattori. Vive a Chiavari, da sola in una casa isolata, in compagnia del suo gatto e delle adorate galline. Edna viene invitata ad una conferenza a Siestri, un paese nell’entroterra ligure. Qui ha un piccolo incidente e il caso la porta ad entrare nella bottega di un antiquario alla ricerca di qualcuno che possa aiutarla. Entra e poco dopo trova il cadavere del bottegaio. Ha inizio l’avventura di Edna investigatrice.

Un romanzo giallo che mescola le vicende personali di Edna, di sua madre ottantenne insofferente alle varie badanti che dovrebbero assisterla, dei suoi rapporti con l’Università ed i vari professoroni che ancora la assillano per farla lavorare, delle galline con cui Edna intrattiene un rapporto insolito, con le indagini sulla morte dell’antiquario, con il suo nuovo vicino di casa, con il rapporto conflittuale con il magistrato che indaga e che considera Edna come una testimone reticente che non dice tutta la verità. Il racconto delle indagini contiene un piccolo trattato sulla pittura antica, sui materiali usati per dipingere, sul significato dei vari colori, su come interpretare le antiche opere d’arte, tra alchimia, conoscenze esoteriche ed interpretazione dei simboli. Non mancano i riferimenti al rapporto che ebbero i Nazisti con le opere d’arte, per le quali i vertici del Terzo Reicht ebbero una vera e propria ossessione.

Il romanzo tratta varie storie e personaggi , racconta il tutto con grande misura, grazia ed ironia. Valeria Corciolani ci mostra i segreti dell’arte antica con chiarezza e semplicità, senza tecnicismi esasperati, a dimostrazione della sua competenza e passione. Una lettura interessante e piacevole, che diverte e ci invita a cambiare prospettiva con cui osservare le opere d’arte antiche per capirne meglio l’essenza.

Muro di nebbia

Titolo: Muro di nebbia

Autore: Michele Catozzi

Editore: TEA

Venezia è sconvolta dall’omicidio di una ragazza, studentessa universitaria, uccisa da diverse coltellate e sfregiata in modo sospetto. La pressione sul commissario Aldani e sulla sua squadra è fortissima. La stampa parla di un possibile assassinio rituale e intravede il rischio di un serial killer in azione nelle strade di Venezia. La città vorrebbe una rapida cattura dell’omicida, ma le indagini sono ferme, non ci sono indizi, la ragazza era di famiglia benestante, studiava con ottimo profitto, aveva amicizie ineccepibili, nulla che possa essere collegato ad un omicidio. Da Roma arriva un rinforzo alle indagini, la commissaria Santoro, della Unità di analisi del crimine violento. Aldani non la prende bene, ma capisce che qualsiasi aiuto deve essere benvenuto, le indagini sono ferme e la città non può aspettare. Passano i giorni ed una seconda ragazza viene trovata uccisa da sette coltellate. E non finisce qui.

Un giallo classico, ambientato a Venezia, tra calle e canali, con motoscafi al posto delle volanti della polizia, con la nebbia che nasconde i crimini ma non il fascino eterno della laguna che si conferma come ambientazione ideale per romanzi avvolti nel mistero. Aldani è un poliziotto che ama Venezia, la conosce bene, con tutta la sua squadra è completamente dedito al lavoro. Tutta la tensione del racconto è concentrata sulla trama del giallo, sugli indizi lasciati con parsimonia dal killer, sui rapporti tra gli investigatori, magistrati e altre istituzioni cittadine, che spingono per una rapida soluzione del caso, a prescindere dalla verità. Un libro con una bella trama, ottima ambientazione e personaggi empatici. La copertina del libro evoca con precisione l’atmosfera tipica invernale di Venezia, nebbia e pioggia sottile, tenui luci e ombre diffuse, fascino e mistero.

Ferragosto

Titolo: Ferragosto

Autore: Enrico Franceschini

Editore: Rizzoli

 

Andrea Muratori, detto Mura, è un giornalista in pensione, vive a Borgomarina, riviera romagnola. La sua vita è un dolce far niente in compagnia dei suoi tre indivisibili amici e di una amica molto più giovane di lui che ogni tanto lo va a trovare. A volte si improvvisa investigatore, per passare il tempo, non certo per professione. Questa volta viene abbordato sulla spiaggia da una nota e bellissima donna, sposata con un pilota di aerei di linea, che vuole scoprire se il marito la tradisce. Mura accetta l’incarico, confidando non tanto sulla parcella, ma sulla gratitudine della donna e sul possibile e sperato pagamento in natura. Nel frattempo, un noto fotografo del paese viene trovato cadavere a casa sua. La scena del crimine è inequivocabile, l’uomo è rimasto ucciso durante un festino sadomaso, alcuni particolari raccapriccianti non lasciano dubbi. Le infedeltà matrimoniali e l’omicidio a luci rosse saranno legate da un filo sottile che porterà Mura ad indagare addirittura sul tesoro scomparso di Mussolini. Tra ballerine caraibiche, trans brasiliani e la solita assortita umanità che alimenta le estati in riviera, Mura si troverà coinvolto in avventure non prive di rischi per la sua incolumità. Un libro che racconta il mito della vita estiva nella riviera romagnola, la fabbrica del divertimento italiana, mare, vacanze e spensieratezza a prezzi accessibili, dove c’è posto per tutti, ricchi e meno ricchi, persone alla ricerca di discoteche e sale da ballo, oppure alla ricerca di compagnia tradizionale o alternativa, c’è né per tutti i gusti. Uno spaccato della società italiana da un punto di vista inedito ed originale, il tutto accompagnato da uno humor sottile con un pizzico di malinconia. C’è anche un po’ di storia, il racconto di fatti realmente accaduti alla fine del fascismo, eventi di cui in genere poco si parla, anche sui libri di storia. Mura è un personaggio di grande empatia, imprevedibile, sregolato ma di grande generosità e umanità. Una lettura piacevole e rilassante con ampi spazi di riflessione.

Quando volevamo fermare il mondo

Titolo: Quando volevamo fermare il mondo

Autore: Antonio Fusco

Editore: Giunti

 

Le grandi amicizie giovanili non reggono il peso di un amore conteso. Così è stato tra Massimo e Pietro, grandi amici, fino a quando l’amore per Giulia non li ha allontanati. Si ritroveranno tanti anni dopo, in circostanze tragiche, senza riavvicinarsi. Il tempo passa e le amicizie finiscono. Massimo Valeri è diventato un ispettore di polizia, Pietro ha sposato Giulia, è diventato un No-Global. I due amici si rincontreranno a Genova, nei tragici giorni del G8, nel luglio del 2001, su posizioni contrapposte. Quando volevamo fermare il mondo non è solo la storia di una amicizia, ma è anche e soprattutto la cronaca dei giorni del G8, una ferita ancora aperta e dolorosa della recente storia d’Italia, raccontata da chi, come Antonio Fusco, quei giorni li ha vissuti in prima linea. Fusco è un funzionario di Polizia, un uomo dello Stato, oltre che ottimo scrittore, da quello che si percepisce dai suoi scritti è un uomo integerrimo, rispettoso delle regole e delle leggi, che porta con orgoglio la divisa che onora tutti i giorni. E’ evidente il suo disagio personale nel raccontare i fatti di Genova, gli errori commessi da chi in quei giorni aveva il compito di gestire l’ordine pubblico, con le forze di Polizia schierate sul campo ed impiegate in modo sbagliato, come i pessimi risultati stanno a dimostrare. L’assalto alla scuola Diaz fu l’ultimo clamoroso errore di chi sperava con quel bliz di rimediare alle brutte figure accumulate nei giorni precedenti. Una scandalosa mattanza che gettò vergogna sull’Italia. Un libro doloroso ma necessario, per fare luce su quei fatti, senza visioni di parte offuscate dall’ideologia. I fatti raccontati da chi ama la divisa ma che rispetta soprattutto il compito principale affidato a chi quella divisa indossa, ossia la protezione delle persone. Fusco esprime con chiarezza e misura il disagio di tanti poliziotti che hanno dovuto obbedire ad ordini sbagliati. Antonio Fusco ci aveva abituati alla lettura di gialli piacevoli e ben costruiti. Con questo Quando volevano fermare il mondo, ci racconta le insidie delle amicizie e la brutalità della realtà. Con l’equilibrio e la misura che il tempo concede a chi come Fusco, ha voluto analizzare i fatti con la necessaria serenità.

 

Il tempo del diavolo

Titolo: Il tempo del diavolo

Autore: Glenn Cooper

Editore: Nord

Traduzione: Giorgia Di Tolle

In una splendida villa sulle coste della Calabria, una agiata famiglia americana si trova in vacanza. Elena e Jesper Andreason hanno appena restaurato l’immobile e si godono lo splendore del posto con le figlie Elisabeth e Vittoria. Una sera, improvvisamente, l’intera famiglia sparisce. Il padre di Jesper, Mikkel Andreason,  è un ricco imprenditore, fornitore di armi per il governo americano, è un uomo potente e influente, scatena tutta la sua potenza nella ricerca del figlio e della sua famiglia. Incarica il responsabile della sicurezza delle sue aziende di seguire personalmente le indagini. L’uomo si chiama Marcus Handler, ex agente della CIA, affianca i carabinieri calabresi nelle indagini. Marcus paga con il licenziamento la mancanza di progressi nelle indagini. Sono passati quattro anni dalla scomparsa della famiglia Andreason, Marcus vive a New York e improvvisamente riceve una telefonata da Mikkel. Vuole che parta con lui per la Calabria. Le due bambine sono tornate a casa, sono malate ed in cattive condizioni. Dove sono state? Chi le ha rapite e tenute nascoste? Perché sono state rilasciate? Che fine hanno fatto i genitori delle bambine?

La storia si dipana tra ex ufficiali dell’esercito americano, sensitive, interventi del Vaticano e criminalità organizzata. Marcus Handler è un uomo forte e coraggioso, ma anche debole ed incline all’alcool. Si dedicherà totalmente alla ricerca dei colpevoli del rapimento e dei misteri ad esso collegati.

La storia mescola realtà e fantascienza, medicina e sovrannaturale in modo non sempre riuscito. Cooper è uno scrittore molto bravo a creare storie piene di colpi di scena e di tensione, catturando i lettori in una ragnatela tessuta con abilità. Cooper è un grande affabulatore, scrive libri che sono divertimento puro, imperdibili per i suoi fan. Per i suoi detrattori, ogni nuovo libro è un motivo in più per rimanere tali.

L’ossessione

Titolo: L’ossessione

Autore: Wulf Dorn

Editore: Corbaccio

Traduzione: Alessandra Petrelli

 

Mark Beherendt è il protagonista del libro. Ora vive e lavora a Francoforte, ma la sua vita era diversa. Lavorava in una clinica, era uno psichiatra, amava Tanja che era il suo grande amore, morta in un incidente d’auto provocato da qualcuno che voleva ucciderla. Lui è caduto nel tunnel dell’alcool e ne è uscito solo grazie alla sua amica Doreen. Ed una sera, proprio a casa della sua amica, durante una cena a due, qualcuno bussa alla porta.  Mark non ricorda altro di quella sera, se non di essere stato drogato, di aver perso i sensi e di non aver più trovato Doreen nella casa. Mark riceve una telefonata dall’assassino di Tanjia che minaccia di uccidere Doreen se lui non dovesse ritrovare una persona, ma dovrà scoprire da solo chi è. Doreen sarà uccisa se non risolverà la questione in poco più di due giorni.

Chi è il misterioso assassino che minaccia Mark? Che fine ha fatto Ellen Roth?  E Lara Baumann? Perché il passato di Mark torna proprio ora a tormentarlo?

Due persone con destini simili, Mark e il suo persecutore, due vite condizionate da eventi tragici del passato. Una storia con un intreccio complesso, indizi seminati con parsimonia, una lotta contro il tempo il cui contatore scorre implacabile. Una tensione crescente, dominata dalle mosse dell’assassino che usa Mark per mettere a segno il suo personale disegno criminale. Un viaggio nelle menti dei protagonisti, nei meccanismi dei criminali e delle vittime, una esplorazione profonda nell’umanità dei personaggi. Mark dovrà improvvisarsi investigatore, ragionare come il suo persecutore, cercare di battere il tempo e il suo nemico invisibile, determinato a portare a termine il suo piano, a tutti i costi. Una battaglia contro la follia criminale e le debolezze delle persone, le loro paure e i loro incubi.

 

Il bambino che disegnava le ombre

Titolo: Il bambino che disegnava le ombre

Autore: Oriana Ramunno

Editore: Rizzoli

 

Hugo Fischer è un criminologo tedesco che viene incaricato delle indagini sulla morte di un medico del campo di concentramento di Auschwitz, il pediatra Sigismund Braun, un collaboratore di Josef Mengele. Braun è stato trovato cadavere nel suo studio, da Gioele, un bambino ebreo deportato da Bologna, uno dei pazienti seguiti da Mengele. Siamo alla Vigilia di Natale del 1943, il Nazismo ha iniziato la sua parabola discendente anche se le attività dei campi di sterminio procedono senza sosta. Gioele è un bambino intelligente, è molto bravo a disegnare ed ha una grande memoria visiva. Queste sue capacità saranno utilizzate da Hugo Fisher per la soluzione del caso. Hugo si troverà di fronte all’inferno del campo di sterminio, sarà testimone delle crudeltà inaudite perpetrate da soldati, ufficiali e medici tedeschi. Porterà avanti la sua inchiesta con la consueta meticolosità ma sarà costretto dalle circostanze ad accettare alcuni compromessi, di cui non si pentirà.

Questo thriller storico racconta gli orrori dei campi di concentramento, con il dramma dei prigionieri, le violenze disumane dei militari e civili tedeschi. Sono raccontate le uccisioni, i forni crematori, le grida dei condannati, le loro terribili condizioni di vita. Una realtà descritta in modo netto, senza giri di parole, colpendo al cuore il lettore. Ma il libro racconta anche alcuni aspetti meno noti della vita dei campi di concentramento. C’è una rete di oppositori, tedeschi alleati con gli ebrei, per creare testimonianze per il dopo, per quando inevitabilmente il regime cadrà, per avere le prove delle atrocità commesse, per condannare i colpevoli. Il libro ci mostra l’importanza dei piccoli gesti, degli aiuti che possono essere dati agli altri, piccole cose apparentemente insignificanti, ma che possono aiutare tantissimo in condizioni estreme.

Un libro duro che racconta come anche di fronte al male assoluto, le persone migliori possono cambiare il mondo, bastano piccole azioni, gesti minimi, sufficienti per alimentare la speranza, per generare grandi cambiamenti. Una storia inedita per attirare ancora una volta le attenzioni sulle atrocità del nazismo, per non dimenticare, per evitare che la storia si ripeta.

Tutto ciò che è sulla terra morirà

Titolo: Tutto ciò che è sulla terra morirà

Autore: Michel Bussi

Editore: E/O

Traduzione: Alberto Bracci Testasecca

Il diluvio universale e l’arca di Noè sono due temi presenti in molte scritture antiche, come la Saga di Gilgamesh, la Bibbia, il Corano, il Mahabbarata indiano. La leggenda ancora oggi è oggetto di interesse da parte di molti studiosi di ogni parte del mondo. Il monte Ararat è il luogo dove si crede si sia poggiata l’arca di Noè dopo il diluvio, è considerato il simbolo religioso del popolo armeno, un luogo affascinante e impervio, che si trova in territorio turco, nella zona al confine tra Turchia, Armenia, Azerbaijan e Iran. Zak Ikabi è un giovane ricercatore dallo spirito avventuroso che riesce ad entrare in uno dei luoghi più protetti del mondo, ossia la sala detta “l’Inferno” nella biblioteca vaticana, dove sono conservati i testi proibiti dalla chiesa cattolica. Zak è alla ricerca del libro di Enok, di cui riesce a fotografare tutte le pagine per poi fuggire in modo rocambolesco dalla Città del Vaticano. Per continuare i suoi studi e le sue avventure, Zak coinvolge Cécile Serval, una ricercatrice francese esperta di ghiacciai ed un professore universitario di nome Arsene Parella. I tre saranno coinvolti in una serie di avventure incredibili in giro per il mondo, braccati da un gruppo di mercenari che vogliono annientarli.

Un grande thriller con protagonisti che sembrano incontrarsi per caso, una avventura in giro per il mondo attorno ai misteri del diluvio universale e del monte Ararat, tra unicorni, vecchi mecenati alla ricerca di antiche reliquie, leggende e storie vere. Un romanzo che offre una storia adrenalinica piena di riferimenti alle antiche conoscenze dell’umanità ed alle più importanti religioni della terra. Una ricostruzione storica attenta, qualche invenzione per rendere la storia più accattivante, ma il tutto è molto credibile, in un contesto misterioso e oscuro. I capitoli sono brevi, gli eventi incalzanti, i continui cambi di scenario aumentano progressivamente l’interesse per la storia, un vero groviglio leggende, fatti veri, invenzioni letterali, persone normali e personaggi straordinari. Michel Bussi ha costruito un libro originale, profondo ed affascinante, sfruttando al meglio le sue capacità creative unite ad un approfondito studio delle fonti storiche disponibili, per un ottimo risultato finale.

Il labirinto delle ombre

Titolo: Il labirinto delle ombre

Autore: Remigiusz Mròz

Editore: Nord

Traduzione: Raffaella Belletti

 

La storia è ambientata ad Opole, in Polonia. Due ragazzi stanno trascorrendo una serata in un pub. Damian Werner chiede a Ewa di sposarlo, donandole l’anello di fidanzamento. I due ragazzi sono innamorati più che mai e felici per l’imminente matrimonio. Quando decidono di tornare a casa, appena fuori del pub, vengono aggrediti da un gruppo di uomini, che si accaniscono contro di loro con una violenza inaudita. Ewa viene violentata e Damian ridotto in fin di vita. Il ragazzo si risveglia in ospedale e scopre che Ewa è sparita.

Sono passati ormai dieci anni da quella sera, di Ewa nessuna traccia, Damian ha cambiato vita in modo irreversibile. Ha abbandonato gli studi e si mantiene facendo il cameriere. Un giorno riceve una chiamata da un amico che afferma di aver visto Ewa in una foto pubblicata su Facebook. La foto mostra una ragazza che potrebbe essere Ewa mentre si trova ad un concerto di una famosa rock band. Damian si getta alla disperata ricerca della sua ragazza e si rivolge ad una agenzia investigativa per aiutarlo nelle indagini. Qui conosce Kasandra, una donna che lo aiuterà nelle ricerche di Ewa. Ma non solo.

Remigiusz Mròz è uno scrittore che svolge la professione di avvocato, questo Il labirinto delle ombre è il suo primo libro tradotto in Italia. Il romanzo tratta in modo inedito il tema della violenza sulle donne, problema molto sentito in Polonia, dove il fenomeno assume numeri preoccupanti, di gran lunga oltre la media degli altri paesi occidentali, come scrive lo stesso autore nelle note al termine del libro. La storia della scomparsa di Ewa e la sua presunta riapparizione è un vero rompicapo, dove le cose accadono senza un apparente motivo, tutto è avvolto nel mistero. La storia è raccontata ad ogni capitolo da un protagonista diverso che narra in prima persona. Questi continui cambi di punto di vista, uniti ai colpi di scena inseriti nella trama, rendono la lettura appassionante. Un libro scritto in modo lineare e diretto, con molti personaggi che appaiono per quello che non sono, dove non ci sono punti di riferimento certi e il lettore si ritrova travolto da una serie di eventi imprevedibili. Solo alla fine tutta la storia troverà il suo ordine e il mistero sarà risolto. Un libro dove la risoluzione dell’enigma ha la prevalenza sul tema principale, nonostante la sua importanza.

Vecchie conoscenze

Titolo: Vecchie conoscenze

Autore: Antonio Manzini

Editore: Sellerio

 

Vecchie conoscenze è l’ultimo romanzo di Antonio Manzini con protagonista Rocco Schiavone.

Sofia Martinet viene ritrovata cadavere nella sua abitazione. Era una nota studiosa d’arte, esperta di Leonardo da Vinci. Pochi gli indizi, la soluzione appare lontana. Rocco lavora al caso, indaga con il suo solito acume, tra i pochi indizi disponibili, trova la pista giusta che lo porterà alla soluzione del caso, a modo suo, con i suoi metodi poco ortodossi. Ma non sono le indagini a preoccupare Schiavone. La storia gialla è lo sfondo su cui si svolge la vera storia, quella che piace al grande pubblico, ossia la vicenda umana di Schiavone. Il suo giovane amico Gabriele e la madre hanno lasciato casa Schiavone ad Aosta, sono andati a Milano, per loro si è aperta una buona possibilità. Rocco è rimasto solo, ancora una volta. Gli è rimasta solo Lupa, la sua fedele compagna a quattro zampe. Rocco accusa la solitudine, i suoi vecchi amici di Roma ormai hanno vite lontane dalla sua, le poche amicizie di Aosta si stanno allontanando. E lui con il suo carattere scontroso non può evitare quello che sta accadendo, non riesce a cambiare sé stesso, evitare di essere diventato insopportabile. Rocco riesce ad essere disponibile solo quando scambia messaggi con Gabriele, che per lui è come un figlio e lui riesce ad essere gentile e tenero come un padre. Tra i fantasmi del suo passato, ritorna Sebastiano, amico di infanzia, con cui Rocco condivide tante avventure, non proprio legali. Sebastiano chiede aiuto, deve scappare, Rocco per lui rischia, ma per gli amici lui non si tira mai indietro. Sebastiano sparisce dopo aver usato Rocco per i suoi scopi. Rocco scoprirà alcune cose del suo passato che lo sconvolgeranno. Il passato è sempre meno ingombrante ormai, la corazza protettiva forse non serve più, lui stesso sente la necessità di cambiare. Passa il tempo e il personaggio di Rocco Schiavone non invecchia, anzi cresce in intensità e fascino. Non c’è alcun segno di stanchezza, anzi, aver fatto i conti con il suo passato lo rende ancora più affascinante e pronto per nuove avventure.

Morte agli infedeli

Titolo: Morte agli infedeli

Autore: Francesco Mario Passaro

Editore: Ianeri Edizioni

Siamo a Napoli ai giorni d’oggi. Il Cardinale Clemente Bondja muore improvvisamente mentre era a pranzo nel suo ristorante preferito. La cerimonia funebre viene organizzata nel Duomo di Napoli, alla presenza delle maggiori autorità della città, le figure di spicco dell’imprenditoria, delle professioni e dello spettacolo. Improvvisamente, un commando di terroristi jihadista prende possesso della cattedrale, chiude tutti gli accessi, i presenti in chiesa sono fatti prigionieri. A capo dei terroristi c’è Rashad, che si dimostra subito deciso a portare a compimento il suo piano, fino alle estreme conseguenze, mostrando tutta la sua sanguinaria determinazione. I terroristi per rilasciare gli ostaggi chiedono la scarcerazione di un terrorista, armi e droga alla criminalità organizzata e addirittura il tesoro di San Gennaro.

A gestire i rapporti con i terroristi c’è Nerea Fusco, vicequestore, esperta in trattative in situazioni di emergenza. Nerea sta vivendo un periodo personale terribile, con una figlia in fin di vita per una malattia che non lascia scampo. Nonostante il dramma personale, Nerea condurrà le trattative, che dureranno giorni, in condizioni difficili e di estrema tensione.

Napoli vive il più terribile degli incubi, un attentato terroristico che potrebbe capitare in qualsiasi città italiana. Una azione criminale organizzata con cura ed attenzione, senza lasciare nulla al caso. Alcuni dei terroristi sono italiani inizialmente convertiti alla religione islamica che hanno completato il percorso di radicalizzazione e di adesione alle frange più estreme del terrorismo. Un racconto dal ritmo incalzante, una storia emozionante e coinvolgente. Personaggi perfetti per la resa della storia, nel bene e nel male, come la Vicequestore Nerea, una donna forte resa fragile dalle circostanze familiari. Amal e Rashid, due personaggi ai vertici della banda del terrore, grandi nemici della nostra civiltà, il cui percorso di radicalizzazione è descritto con precisione nei suoi vari aspetti, dai primi insegnamenti alla formazione delle idee più estreme fino all’odio per la loro terra e civiltà natia. Il libro tratta il tema della conversione e dell’adesione al terrorismo di nostri connazionali con molta misura, senza utilizzare logori luoghi comuni, illustrando le ragioni di tale cambiamento in modo veritiero ed obiettivo, lasciando che sia la violenza stessa degli atti compiuti a dimostrare come la violenza non possa mai essere la soluzione per problemi antichi o per cambiare i costumi di una civiltà. Un libro che affronta un tema molto sentito e sempre più attuale, di un conflitto tra civiltà non voluto dalla maggior parte delle persone, ma imposto da pochi facinorosi che usano il terrore per i loro giochi di potere.

Il fantasma della luna

Titolo: Il fantasma della luna

Autore: Anonimo

Editore: Armando Siciliano

 

Un libro senza il nome dell’autore. Una enigmatica dedica ad una pianista di fama internazionale. Una storia costruita attorno al rifiuto improvviso ed irrevocabile di una giovane fotografa di grande talento a continuare ad esercitare la sua arte, chiudendo per sempre la sua iconica Leica in un cassetto. Il suocero della ragazza che si adopera per scoprire il motivo di tale rifiuto. C’è di mezzo una fotografia ma il vero motivo è sconosciuto e la ragazza si rifiuta di parlarne. Una serie di fatti storici concatenati con la trama, lo sbarco sulla luna, il nazismo, gli eccidi dei campi di concentramento, la famiglia Kennedy, la morte di Marylin Monroe. Un tema ricorrente, quello del passato che ritorna e che cambia il presente, un fantasma invisibile che gioca con la vita di chi vive. Una storia dove la realtà e l’inconscio si mescolano con il razionale e l’irrazionale, un viaggio emozionante tra il passato ed il presente, con il ruolo fantastico e surreale di alcune macchine fotografiche che hanno un destino crudele, come fossero capaci di determinare il futuro a partire dalle immagini che vengono immortalate. Una serie incredibile di circostanze che costruiscono una trama immaginifica, un viaggio coinvolgente ed emozionante tra la realtà della Sicilia dei giorni d’oggi, Bruges e gli Stati Uniti. La vita irregolare di una famiglia fantastica, che incorpora diversità ed originalità fuori dal comune. Una scrittura gentile con una scelta delle parole accurata, quasi una composizione musicale, capace di suscitare meraviglia e splendide sensazioni ad ogni pagina, una varietà di sentimenti espressi con una semplicità ed efficacia sorprendenti. Anonimo ha le sue ragioni per rimanere tale, ma il suo romanzo esce dall’anonimo destino di tanti libri di esordienti e colpisce nel segno.

Nella tana del serpente

Titolo: Nella tana del serpente

Autore: Michele Navarra

Editore: Fazi

 

Michele Navarra è un avvocato penalista, scrittore per passione e per talento, il suo ultimo romanzo si intitola Nella tana del serpente. Questo libro viene descritto come un Legal thriller ma è in realtà molto di più, è un libro complesso per la vastità dei temi trattati, tutti di grande attualità. Il romanzo racconta in modo critico e realista lo stato attuale di Roma, una città capace di mostrare il meglio di sé nelle zone centrali, nelle vie dello shopping e dei palazzi istituzionali, mentre lascia abbandonate a sé stesse le periferie, dove criminalità, degrado e povertà determinano condizioni di vita molto difficili. La convivenza forzata tra locali e immigrati, con inevitabili tensioni sociali dovute alle differenze culturali e religiose, alle precarie condizioni economiche e per la facilità con cui le organizzazioni criminali riescono ad ingaggiare giovani senza lavoro e senza prospettive di inserimento sociale, alimenta un razzismo crescente, originato non da vero e proprio odio razziale ma dal degrado sociale e dalle difficoltà.

Il Corviale è un complesso residenziale di Roma, tristemente noto per il livello di degrado sociale in cui sono costretti a vivere i suoi abitanti. Uno dei maggiori fallimenti urbanistici dell’umanità, forse il più grande. L’edificio principale del complesso è chiamato Il serpentone, per via della lunghezza di 980 metri. Qui abita Elia Desideri, un piccolo negoziante, in crisi personale per la perdita della moglie, per i magri incassi della sua attività commerciale e per le preoccupazioni che gli procura il figlio maggiore. Elia viene accusato dell’omicidio di un ragazzo siriano, che viveva con la famiglia nell’appartamento di fronte al suo. Elia si dichiara innocente e nomina come suo avvocato difensore Alessandro Gordiani, protagonista anche dei precedenti libri di Michele Navarra. Attorno alle vicende giudiziarie di Elia è costruita la trama del libro.

Una storia criminale in cui un uomo innocente, per via della sua immagine e delle sue esuberanti lamentele nei confronti degli immigrati, rischia di finire in galera per omicidio. Solo il coraggio dell’avvocato Gordiani, un uomo che non si ferma alle apparenze ma che interpreta la sua professione con etica e passione non comune, riuscirà a trovare il vero colpevole. Gordiani non è solo un ottimo avvocato, ma si dimostra anche marito e padre esemplare, con sentimenti e comportamenti che gli fanno onore. Una storia di degrado urbano, di ragazzi attratti dal denaro facile, che non vogliono perdere tempo con lavori faticosi, che non considerano un buon esempio i loro genitori che hanno faticato tanto per rimanere nella mediocrità. Vogliono soldi, tanti soldi e sono pronti anche a rischiare la galera pur di diventare ricchi. C’è spazio anche per raccontare la realtà delle famiglie degli immigrati, le loro storie dolorose e piene di difficoltà, il peso delle differenze culturali a volte insostenibile. Un dramma, quello degli immigrati, che nessuna istituzione riesce a comprendere nella sua completezza, senza trovare soluzioni e rimedi. Un libro coinvolgente, una trama articolata e complessa, un gran numero di personaggi molto diversi tra loro, ognuno con la sua storia, con le proprie contraddizioni, tutti raccontati con grande sensibilità.

Il taglio dell’angelo

Titolo: Il taglio dell’angelo

Autore: Claudio Coletta

Editore: Fazi

Un uomo impiccato ad una gru di un cantiere della metro di Roma. Due ragazzi africani muoiono in circostanze misteriose e incredibilmente simili in due ospedali diversi della capitale. Erano giovani, in buona salute, senza vizi, ospiti della stessa struttura di accoglienza. L’impiccato era un giovane e promettente biologo che lavorava per una importante società svizzera. Lorenzo Baroldi è il medico che ha cercato di salvare il primo ragazzo, è un uomo serio e scrupoloso, che è rimasto sconvolto da quello che ha visto durante l’autopsia della giovane vittima. Capisce che la morte non può essere dovuta a cause naturali, come frettolosamente la medicina ufficiale ha classificato il decesso, ed inizia una sua personale indagine, aiutato da alcuni colleghi e dal suo amico polizotto Nario Domenicucci, che lo metterà di fronte a verità sconvolgenti.

Claudio Coletta è un medico, professore della Sapienza di Roma, rientra nella categoria degli scrittori che prediligo, ossia persone che hanno raggiunto risultati importanti in altre professioni e sono diventati scrittori per passione. Il libro ha molti pregi. Una trama gialla ben costruita, ci sono i buoni ed i cattivi, tratta temi importanti quali le condizioni degli immigrati clandestini, l’impoverimento della missione dei medici ospedalieri costretti a diventare ragionieri che devono far quadrare i conti, la mancanza di etica imposta dalle regole del business, anche quando di tratta della salute delle persone. La storia si svolge a Roma, ancora una volta inerte e colpevole testimone di vicende di degrado, urbano e morale. Una città paralizzata dal suo declino, ormai incapace di reagire, con grandi difficoltà nella gestione dei servizi sociali, che dovrebbero difendere i più deboli, della sanità pubblica, ormai un mostro burocratico ridotto in fin di vita da scelte gestionali irresponsabili e dalle troppe incapacità individuali. C’è spazio anche per raccontare le vicende della famiglia Coletta, dei rapporti tra genitori e figli, delle difficoltà di inserimento dei giovani nel mondo del lavoro in un paese in declino come l’Italia. L’autore ha saputo costruire un medical thriller intrigante ed appassionante senza insistere più di tanto nei tecnicismi medici, tanto cari in genere a coloro che si occupano della salute altrui, ma puntando il dito su verità scomode che pochi hanno il coraggio di affrontare. Un libro scritto con stile elegante e piacevole, anche quando tratta temi delicati e dolorosi come la morte, la malattia o il crimine nelle sue più varie e inaspettate sfaccettature.

 

I bastardi vanno all’inferno

Titolo: I bastardi vanno all’inferno

Autore: Frédéric Dard

Editore: Rizzoli

Traduzione: Elena Cappellini

 

Una storia ambientata nel sud della Francia, negli anni Cinquanta. Due galeotti si trovano nella stessa cella. Uno è una spia, l’altro è un agente dei servizi segreti sotto copertura, con la missione di scoprire il più possibile sulla spia. I due sono subito diffidenti uno dell’altro, si accusano a vicenda, si picchiano, finiscono nelle celle di rigore, poi tornano nella stessa cella e decidono di evadere insieme. La fuga sarà una avventura imprevedibile, con una strana donna che entra nella vita dei due. Il lettore non sa quale è la spia e quale è l’agente. E dalla lettura non scaturiscono indizi.

Frédéric Dard è stato un grande autore attivo fin dagli anni Quaranta, scomparso nel 2000. Questo libro, I bastardi vanno all’inferno, uscito nel 1956, è una delle sue opere che viene ristampata in Italia in questo periodo in cui l’autore sta avendo una meritata riscoperta. Una storia cruda, una atmosfera cupa, una trama con uno sviluppo lineare nella sua complessità, con i protagonisti che si sfidano in continuazione in un braccio di ferro psicologico. La storia è tutta costruita sull’evoluzione del rapporto tra la spia e l’agente segreto. Da odio e diffidenza a prima vista, vivono una serie di vicissitudini e di dolorose avventure. Ogni volta che un barlume di amicizia comincia a fare breccia, c’è la paura di diventare amici che riporta le relazioni al punto di partenza. Ma il tempo fa il suo lavoro, come pure le sofferenze, l’odio si stempera, diventa sopportazione, poi collaborazione che mai arriva a diventare totale reciproca fiducia. Un finale duro, anche se non inaspettato. Una storia che è una intensa e coinvolgente indagine nell’animo umano, una ambientazione noir che si adatta alla perfezione ai contenuti del romanzo. Uno stile di scrittura netto, diretto, senza fronzoli, che colpisce il bersaglio in modo implacabile.