Il sogno

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Titolo: Il sogno

Autore: Franck Thilliez

Editore: Fazi

Traduzione: Federica Angelini

L’azione si svolge nel Nord della Francia, una zona dalla natura affascinante e dal tempo inclemente, che con le sue piogge frequenti, le nebbie e l’influenza del mare, si adatta perfettamente alla ambientazione cupa e misteriosa del romanzo. La protagonista è Abigaël, una psicologa Criminale, brava quanto fragile per via di una forma di narcolessia che le complica la vita al punto che non riesce a riconoscere la realtà dal sogno al punto di procurarsi bruciature e piccole ferite per essere sicura che quello che sta vedendo sia reale o no. Abigaël sta lavorando ad un caso complicato e doloroso, di un rapitore seriale di bambini, detto Freddy, che si sta dimostrando estremamente pericoloso ed in grado di farsi gioco degli investigatori a suo piacimento. Abigaël, come se non avesse abbastanza problemi, è anche l’unica sopravvissuta ad un tragico incidente automobilistico in cui sono morti suo padre e la sua amatissima figlia. Un dolore insopportabile ed un vuoto incolmabile nella sua vita, motivo di ulteriori disturbi del sonno e di confusione tra sogno e realtà. Le indagini saranno lunghe e complesse e prenderanno direzioni imprevedibili e sorprendenti.

Il sogno è un romanzo completo, per la complessità della trama, per il complicato piano criminale, per il gran numero di colpi di scena, per la malattia della protagonista che di continuo si trova a dover scoprire se quello che sta vivendo è realtà o finzione onirica, e con lei il lettore si trova ad avere gli stessi dubbi e le stesse difficoltà. Tutta la trama si svolge come se il lettore si trovasse in un labirinto senza via di uscita, dove qua e là sono disseminati degli indizi su dove trovare la via di uscita ma gli indizi danno sempre indicazioni sbagliate per confonderti e inoltrarti sempre più in luoghi misteriosi. Il libro è una specie di rebus da risolvere, dove bisogna saper distinguere gli indizi veri dai falsi. L’autore riesce a confondere le idee in modo raffinato, con metodo scientifico, trovando sempre nuovi modi per dirorientare il lettore, che si trova completamente in balia del racconto, senza punti di riferimento, avendo come unica possibilità continuare a leggere per arrivare alla fine e ricollegare tutte le vicende. Thilliez è bravissimo a creare il meccanismo perfetto di dissimulazione della verità e dell’inganno, dove le trame criminali del rapitore di bambini, le visioni di Abigaël, le manipolazioni della verità, i presunti colpevoli ed i veri colpevoli rendono la storia indecifrabile fino alla fine. Un rompicapo che è una ottima prova di abilità dell’autore che mette a dura prova le capacità logiche del lettore. Un gioco divertente oltre che un ottimo romanzo.

L’incanto del pesce luna

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Titolo: L’incanto del pesce luna

Autore: Ade Zeno

Editore: Bollati Boringhieri

L’incanto del pesce luna è il titolo dell’ultimo romanzo di Ade Zeno, un libro originale che vuole esplorare i limiti della mente umana e per farlo ha dovuto inventare una trama in grado di creare condizioni estreme. Il protagonista del libro è Gonzalo, di professione cerimoniere della Società di Cremazione cittadina. Lui è il migliore nel suo lavoro, riesce a trasformare ogni mesta cerimonia di cremazione in un momento indimenticabile per i parenti dello scomparso. Gonzalo trova sempre la poesia giusta, la musica evocativa, sa costruire la giusta atmosfera per trasformare il dolore dei presenti in commozione per come il defunto viene ricordato. Gonzalo è sposato ed è padre di una bambina, Ines, che è tutto per lui, padre orgoglioso e felice. Ma il destino sarà duro con Gonzalo. La sua piccola Ines si ammala di una malattia rara, sprofonda in uno stato vegetativo irreversibile. Per permettersi di pagare le cure della figlia, Gonzalo abbandona il suo lavoro di cerimoniere per diventare l’uomo di fiducia di una famiglia ricchissima che deve convivere con un segreto che per nulla al mondo deve essere svelato. La vita di Gonzalo sprofonda nel più buio degli inferni, da cui tenterà di risalire quando si renderà conto di quello che era diventato per amore della figlia.

Il libro affronta molti temi quali i tranelli che il destino ci riserva, la crudeltà di cui ognuno di noi può essere capace per fare il bene ad una persona cara, della pericolosità delle proprie ansie e della insoddisfazione di quello che si è. Il romanzo racconta cose molto diverse tra di loro e definirne il genere non è semplice dato che si va dal noir al drammatico, dal fantastico al libro di azione. Tutto è ben dosato, la narrazione è fluida, i temi trattati, pur scabrosi e tremendi, sono resi in modo elegante e raffinato. L’atmosfera del romanzo è pesante, c’è sempre di mezzo la morte nelle sue varie espressioni, con cui Gonzalo è costretto a convivere, per scelta e per necessità. Gonzalo vive la sua vita estrema senza chiedersi se c’è una via di uscita, con la disperazione che gli impedisce di vedere altro che la morte di cui è circondato. Un romanzo provocatorio, a tratti terribile, a tratti commovente. E’ davvero tutto lecito se viene fatto per amore? E’ possibile redimersi e tornare indietro? Tutto può tornare come prima come se niente fosse accaduto? Il libro non dà risposte definitive, lascia all’immaginazione di ognuno le possibili risposte.

Le isole di Norman

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Titolo: Le isole di Norman

Autore: Veronica Galletta

Editore: Italo Svevo

 

Elena è una studentessa universitaria, iscritta al primo anno della facoltà di geologia, abita sull’isola di Ortigia con i genitori. Il padre è professore di matematica, ex militante del PCI, ha il diabete e cura le sue malinconie cucinando melanzane alla parmigiana. La madre è malata, soffre di depressione, vive chiusa nella sua stanza, con pile di libri che sposta e riordina spesso secondo schemi che solo lei ha nella testa. Elena cerca di conoscere meglio sua madre mappando gli spostamenti dei libri, cercando di coglierne il senso. La donna improvvisamente abbandona la casa senza lasciare alcun messaggio di addio o un qualche indizio su dove possa essere andata. Elena si spende per ritrovare sua madre e nello stesso tempo scoprire cosa è successo durante la sua infanzia, quando un incidente domestico le provocò delle profonde ustioni le cui cicatrici ancora porta addosso. Elena adora leggere, il suo romanzo preferito è l’Isola del Tesoro, ed è a questo libro che lei si è ispirata per dare un nome alle sue cicatrici, come fossero isole sul suo corpo. Elena ha sempre avuto un forte legame con la sua casa, un rapporto con i genitori di affetto ma privo di dialogo e di comunicazione. La scomparsa della madre libera Elena dalle sue angosce e accelera il suo processo di maturazione, preparandola alla sua nuova vita. Il libro è ambientato negli anni Novanta, con eventi storici, politici e di cronaca che segnarono fortemente il periodo.

Il libro racconta la crescita e la formazione della ragazza, il suo modo di trovare la forza per liberarsi del suo passato e del suo legame al luogo dove è nata e trovare la direzione per la sua vita di adulta.

Un libro dall’incedere lento, dove i pensieri di Elena si accumulano in disordine, il suo metodo delle mappe mentali sembra non possa dare i risultati voluti. Una storia chiusa in se stessa, un pò opprimente, ambientata in spazi limitati, una protagonista che cerca nel passato risposte che non potrà avere. 

Conosci l’estate?

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Titolo: Conosci l’estate?

Autore: Simona Tanzini

Editore: Sellerio

“Conosci l’estate?” È un giallo che vede protagonista Viola, una giornalista televisiva che da Roma si è trasferita a Palermo. Viola ha una caratteristica particolare nella percezione sensoriale, ossia quello che vede lo associa ad una musica che a sua volta è associata ad un colore, una specie di disturbo che si definisce “sinestesia”. Soffre anche di una malattia degenerativa che le crea qualche problema di mobilità e sul modo di affrontare alcuni aspetti della vita quotidiana.

La vicenda ha inizio quando viene ritrovato il cadavere di una ragazza di soli vent’anni, di buona famiglia, amica di un cantante abbastanza famoso che viene subito collegato con l’omicidio. Viola si sente coinvolta dall’accaduto dato che conosce per caso il cantante e lo ritiene incapace di uccidere una persona. Inizia da parte di Viola la raccolta di elementi per una inchiesta sul caso, coinvolgendo alcuni suoi amici e colleghi, unendo ai fatti le sue intuizioni e le sue percezioni.

La storia è raccontata da Viola in prima persona e il giallo e le indagini sono lo sfondo per raccontare i sentimenti, le paure e le emozioni di una donna consapevole del suo destino che affronta con ironia, convivendo con i suoi limiti e la sua fragilità. Palermo ancora una volta si conferma ambientazione ideale per i romanzi, con le sue contraddizioni, la convivenza di nobiltà e di malavita, i quartieri ricchi e quelli popolari, tutti con il loro fascino e le loro caratteristiche uniche. Una città particolare, accogliente e pericolosa nello stesso tempo, capace della più grande indifferenza come della più emozionante partecipazione. Viola è una donna che ha imparato a vivere con la sua solitudine, la sua unicità percettiva la rende speciale come la sua generosità e il coraggio con cui affronta la sua malattia.

La salita dei saponari

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Titolo: La salita dei saponari

Autore: Cristina Cassar Scalia

Editore: Einaudi

Un uomo viene trovato cadavere con un colpo di pistola al torace nella sua auto nel parcheggio dell’aeroporto di Catania. E’ un cittadino americano nato a Cuba, residente in Svizzera. Iniziano le indagini che sono affidate a Vanina Guarrasi ed alla sua squadra. Un omicidio anomalo, un morto che è un personaggio misterioso, nessun apparente legame con la criminalità, un imprenditore, un uomo di successo, tanti piccoli indizi ma nessun motivo evidente per essere ucciso. Le indagini si preannunciano complesse, bisogna trovare collegamenti con le sue origini cubane, con la sua vita in America e quella in Svizzera. Una indagine di portata internazionale che metterà a dura prova le capacità della squadra di investigatori catanesi, che dovranno dedicarsi con tutte le loro capacità ed energie. Un giallo con una trama ben costruita, una scrittura fluida e piacevole. La protagonista è una poliziotta che ha visto il padre ucciso in un agguato di mafia e il suo quasi ex compagno magistrato che vive a Palermo con cui ha un rapporto intenso e combattuto. Ambientazione molto siciliana, si sentono i profumi dell’isola, si vedono le bellezze dell’ambiente, si assaporano le prelibatezze gastronomiche, ben descritte e molto presenti in tutto il romanzo. Non mancano le critiche alle cattive abitudini dell’isola, alle cose che non funzionano, alla dirompente presenza criminale, ma il libro ha la Sicilia come protagonista e sono i tratti positivi ad essere messi in evidenza. I personaggi siciliani sono empatici, schietti, ospitali e generosi, come lo sanno essere i nativi dell’isola. Vanina sa attrarre le attenzioni di tutti quelli con cui ha a che fare, per la sua disponibilità personale, per la sua dedizione al lavoro e per l’attaccamento alla ricerca della verità. E’ ben protetta dall’ambiente in cui vive, dalle persone che la conoscono e che lavorano con lei, tutti pronti a tutto per lei e le sue indagini. Ma la vita è piena di ostacoli come dimostra il colpo di scena finale che chiude il libro ed anticipa un sicuro quarto capitolo della serie dedicata a Vanina Guarrasi.

 

Scrittori ingegneri – aggiornamento n.2

L’elenco degli scrittori ingegneri si arricchisce di altri tre nomi, Veronica Galletta, in libreria con “Le isole di Norman”. Franck Thilliez, uscito di recente con “Il sogno”. Grazie a Federico Gnech ho saputo che anche Gerge Saunders va inserito nella lista.

Ingegneri scrittori (aggiornamento del 19/07/2020)

  • Fyodor Dostoyevsky
  • Robert Musil
  • Carlo Emilio Gadda
  • Andrea Barbato
  • Claudio Calabrese
  • Roberto Costantini
  • Luciano De Crescenzo
  • Patrik Fogli
  • Leonardo Sinisgalli
  • Roberto Vacca
  • Yrsa Sigurdardottir
  • Elisabeth Noreback
  • Emilio Bignami
  • Louis Notari
  • Francesco Grandis
  • Paolo Zardi
  • Veronica Galletta
  • Franck Thilliez
  • George Saunders

Se la ricerca si estende ad altre specialità scientifiche, quali la chimica, l’elenco si arricchisce con:

  • Elias Canetti
  • Primo Levi
  • Marco Malvaldi

Come architetto c’è:

  • Rosanna Rubino (Architetto)

La ricerca continua.

La ragazza dei segreti

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Titolo: La ragazza dei segreti

Autore: Kate Furnivall

Editore: Piemme

Traduzione: Giada Fattoretto

Siamo in Francia, nel 1953. La Seconda Guerra Mondiale è finita da qualche anno e il Paese sta vivendo il periodo della guerra fredda, con i francesi divisi in due fazioni, coloro che appoggiano senza esitazioni gli americani e le loro basi militari in territorio francese e coloro che invece appoggiano il regime comunista di Mosca come unica forza capace di contrastare il predominio americano. Eloïse è la protagonista del romanzo insieme al fratello maggiore André, agente della Cia. I due fratelli sono sempre vissuti insieme con André che ha cercato di sopperire alla prematura scomparsa della madre, avvenuta quando Eloïse era ancora una bambina. Il forte legame tra i fratelli e la situazione storica della Francia in quel periodo danno origine ad una storia ben scritta ed affascinante, ambientata nella terra di origine dei due fratelli, ossia la Camargue, con i suoi animali selvaggi, fenicotteri, la vita dura e faticosa degli allevamenti di bestiame e le caratteristiche corride “alla francese” che si discostano da quelle spagnole per il diverso trattamento riservato ai tori. La storia racconta le vite di persone che reagiscono in modo diverso al delicato momento storico, alcuni scelgono la fedeltà alla patria, altre scelgono il tradimento, per ideali, per denaro o per vanità. Una storia piena di doppi giochi, bugie, mancate verità, tranelli. Un libro dal ritmo incalzante che non lascia molto respiro al lettore che si trova coinvolto in una storia in cui ci sono poche certezze, tanta è l’ambiguità dei personaggi e delle cose che vengono dette e fatte. La scrittura di Kate Furnivall è trascinante e decisa, riesce ad interpretare i pensieri di personaggi di fazioni opposte in modo chiaro, costruendo un quadro complessivo credibile e coinvolgente. Tante storie nella storia, tanti personaggi, molte tensioni familiari e civili, per descrivere un periodo storico non cui non era possibile rimanere indifferenti a quanto stava accadendo e si doveva decidere da che parte stare. Il romanzo rende molto bene i caratteri dei personaggi, le loro motivazioni politiche e personali, riuscendo a descrivere la situazione francese con molta precisione. La copertina è piuttosto fuorviante rispetto al contenuto del libro.

 

I superstiti del Télémaque

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Titolo: I superstiti del Télémaque

Autore: Georges Simenon

Editore: Adelphi

Traduzione: Simona Mambrini

La Adelphi continua con la pubblicazione dei libri gialli di Georges Simenon. L’ultimo della serie è il romanzo I superstiti del Télémaque, una storia che sa di mare, di pesce e di vite dure e difficili. L’ambientazione della storia è nel piccolo borgo marinaro di Fécamp, in Normandia, affacciato sul Canale della Manica. Un mare insidioso e per niente cortese con i pescatori che trovano abbondanti quantità di pesce ma anche condizioni meteo e di mare spesso proibitive. Georges Simenon è stato uno scrittore in grado di raccontare in modo veritiero ed appassionante la vita di provincia francese ed anche in questo caso non viene meno al suo stile scarno e diretto.

La storia racconta la vicenda dei fratelli Pierre e Charles Canut, che abitano con la madre a Fécamp, cittadina della Normandia, affacciata sul canale della Manica. Pierre viene accusato dell’omicidio di Février, un ex marinaio ritrovato con la gola tagliata a casa sua. Il marinaio ucciso era uno dei superstiti del naufragio del Télémaque, una nave affondata nelle acque al largo del Brasile, in cui morì in circostanze misteriose il padre dei fratelli Canut. Mentre Pierre si trova in carcere, suo fratello Charles, convinto della sua innocenza, inizia una personale indagine per scoprire il vero colpevole. Man mano che la storia avanza, aumentano i sospettati per l’omicidio, viene scoperto un testamento, oltre che vecchie storie e relazioni sentimentali tenute nascoste. Charles è un uomo di natura mite e gentile, che vuole molto bene al fratello e lo ha sempre aiutato e protetto. Conduce una vita semplice, impiegato delle ferrovie ed innamorato di una giovane che serve da bere in un caffè del paese. Charles diventa il protagonista del racconto, un uomo tranquillo che indossa per una volta le vesti dell’eroe che cerca il riscatto da una vita anonima oltre che la salvezza per il fratello. Una storia di povertà, di difficoltà psicologiche, di drammi e disagi famigliari, raccontata con tutta la forza che Simenon riesce a dare nel raccontare le vicende delle vite altrui.

Simenon è stato un grande amante del mare e della vita a bordo delle navi, prese il brevetto di capitano e navigò a lungo per i mari del Nord. Fu proprietario di una barca che fu costruita proprio a Fécamp su cui ha trascorso lunghi periodi della sua vita. Questo libro è un omaggio di Simenon alla sua passione per il mare e la vita dei marinai, fatto a modo suo, raccontando la crudeltà del destino che non fa sconti a nessuno.

Il manifesto del rinoceronte

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Titolo: Il manifesto del rinoceronte

Autore: Adam Gopnik

Editore: Guanda

Traduzione: Isabella C. Blum

Il manifesto del rinoceronte, con sottotitolo “l’avventura del liberalismo”, ripercorre la storia del liberalismo, dalle origini fino ad oggi. L’autore è un giornalista del New Yorker, il giornale un po’ fighetto dell’America progressista, tifosa di Obama e contraria a Trump. Gopnik è un ottimo scrittore di saggi di storia, uno scrittore raffinato con uno stile chiaro e fluido. Il libro parla del liberalismo, dei suoi nemici, dei suoi punti di forza, del fatto che le idee liberali siano comunque il vero motore dei grandi progressi sociali che l’umanità è riuscita a compiere. Anche se sembra che negli ultimi anni le risposte delle urne elettorali stiano premiando movimenti populistici o tendenti al totalitarismo o all’integralismo religioso, Adam Gopnik è un convinto sostenitore delle idee liberali e lo dimostra con questo libro. Vuole dare l’esempio a tutti coloro che sembrano aver perso l’abitudine di guardare al liberalismo come fonte di idee per il progresso sociale e civile.

Nel breve periodo possono avere la meglio movimenti di estrema destra o sinistra, ma alla lunga è sempre il liberalismo che segna il passo del progresso. Il libro presenta le sue tesi con dovizia di riferimenti a fatti storici, saggi e testi di vario tipo, risultati politici inconfutabili. Le tesi sono portate avanti con buone argomentazioni e con il garbo di chi è convinto dei propri argomenti. Le tesi di Gopnik ci lasciano sperare che quello che stiamo attraversando sia uno dei tanti momenti di transizione e che prima o poi passerà il momento dei governi populisti, finiranno i razzismi di vario tipo e le intolleranze verso le minoranze etniche e le diversità di genere. Così come prima o poi anche le grandi potenze mondiali governate da regimi totalitari travestiti da sistemi democratici dovrebbero evolversi e seguire le indicazioni del liberalismo. Un libro interessante che lascia aperta la speranza che il cammino del progresso sociale non si sta interrompendo ma prosegue sia pure con qualche intralcio. La soluzione migliore per la politica mondiale non sarà né la destra né la sinistra, ma il liberalismo con la sua collocazione centrale e con il suo avanzare lento e graduale. Almeno secondo Gopnik.

 

Ennio Morricone

Ennio Morricone ci ha lasciato. Uno dei più grandi compositori di musica contemporanea. Tantissime le sue opere indimenticabili. Le mie preferite sono la colonna sonora del film Mission e la Ballata di Sacco e Vanzetti ossia Here’s to you. Morricone sapeva esaltare le scene dei film con le sue composizioni, colpendo al cuore gli spettatori, riuscendo a cogliere alla perfezione i loro stati d’animo di fronte alle immagini, creando proprio quella musica che tutti avrebbero voluto sentire in quel preciso momento. Un grande artista patrimonio del mondo intero. Riposa in pace maestro.

Il borghese Pellegrino

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Titolo: Il borghese Pellegrino

Autore: Marco Malvaldi

Editore: Sellerio

La vicenda è ambientata nei pressi di Firenze, nel 1900. Il Commendatore Secondo Gazzolo è un ricco industriale dell’industria conserviera dell’epoca ed è anche proprietario del castello di Campoventoso, dove ha organizzato un fine settimana per definire alcuni ricchi accordi commerciali per la sua azienda. Il Commendatore ha riunito il grande gastronomo Pellegrino Artusi, anche abile mercante di stoffe, il professore Paolo Mantegazza, medico di grande fama, il ragioniere Bonci e sua figlia Delia, il banchiere Viterbo, Everardo D’Ancona delegato del consiglio Italia Turchia e il suo collega turco Reza Kemal Akuyan. Il fine settimana inizia con qualche piccolo screzio tra i presenti, ma gli interessi economici in ballo sono tali da superare le divergenze. Il fatto più eclatante avviene la notte seguente. Uno degli ospiti viene ritrovato cadavere nella sua camera da letto. Inevitabile l’intervento delle forze dell’ordine, con l’arrivo dell’incaricato dell’indagine Saverio Maria Artistico, grande amico dell’Artusi. Artistico sospetta da subito che la morte del povero ospite non sia dovuta a cause naturali e inizia le indagini per scovare l’assassino. La soluzione del caso sarà possibile grazie alla collaborazione dell’Artusi.

Il romanzo è un classico giallo “a porta chiusa”, con tutti i presenti nel castello sospettati dell’omicidio e il poliziotto che indaga senza trascurare nessuna ipotesi. Ognuno dei presenti è sospettato per quello che ha fatto durante il soggiorno nel castello o per i vantaggi che avrebbe avuto in seguito alla morte dell’ospite. Malvaldi conduce il lettore attraverso le vicende della trama per raccontare i vari punti di vista dei protagonisti, di professioni diverse, così come diverse erano le loro appartenenze sociali e finanziarie, la loro visione del momento storico. Il 1900 era un momento favorevole all’iniziativa privata e le possibilità di fare affari offerte dalle aperture dei mercati internazionali erano molto attraenti per coloro che avessero voglia di rischiare. La scrittura è ironica e divertente, la trama è ben costruita e l’ambientazione ben fatta e molto verosimile. Il libro rende omaggio alla figura di Pellegrino Artusi che appare anche nella sua veste di grande conoscitore della chimica, materia in cui Malvaldi gioca in casa.

I valori che contano

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Titolo: I valori che contano

Autore: Diego De Silva

Editore: Einaudi

I valori che contano è un romanzo con un duplice contenuto, divertente e irriverente per la parte che ha a che fare con la professione del protagonista, l’avvocato Vincenzo Malinconico, mentre la parte che riguarda la malattia di Vincenzo diventa triste e profonda. Il personaggio di Vincenzo Melanconico è il prodotto della vivace fantasia e della abilità di scrittore di Diego De Silva, che è riuscito a creare un protagonista che è il trionfo dell’uomo medio, che spende con oculatezza, che si accontenta di quello che ha, con doti umane uniche e con una capacità di vedere le cose con la giusta ironia anche quando potrebbero avere risvolti drammatici. Un uomo che riesce a superare le sue fragilità con una filosofia di vita del tutto personale. La storia ha inizio con una ragazza in slip davanti alla porta di casa di Vincenzo, lui la fa entrare e la nasconde. Di fronte alla polizia nega di aver dato asilo alla ragazza, spergiurando di non averla vista, con la sua scaltrezza di avvocato riesce a liberarsi facilmente della scomoda presenza del poliziotto. Scopre che la ragazza è fuggita ad una retata della buoncostume in una casa d’appuntamenti, proprio sopra il suo appartamento. Inizia l’avventura di Vincenzo Malinconico e del suo socio avvocato, una coppia di persone esilaranti per motivi diametralmente opposti. I due si ritrovano a dover affrontare il sindaco, ossia il padre della ragazza in slip, oltre che tutelare gli interessi della ragazza dai possibili attacchi della stampa e dei social. La vicenda giudiziaria segue il suo corso quando ad un certo punto Vincenzo scopre di avere un tumore ad un testicolo. Inizia quindi la sua convivenza con la malattia, una operazione immediata, l’attesa dell’esito degli esami, le sedute di chemio. Vincenzo è un uomo di cinquant’anni, separato, si vede con una sua ex cliente che ha qualche esitazione ad andare a vivere con lui, ha da poco raggiunto un certo successo professionale grazie al suo nuovo socio. Il nuovo recente benessere non lo ha cambiato, è rimasto la persona semplice, modesta e fragile che è sempre stato, anche se sorretto da un invidiabile spirito di sopravvivenza ed una ironia che lo aiuta di fronte alle grandi sfide della vita. Malinconico affronta la malattia come affronta il suo lavoro, non vuole essere un principe del foro così come non vuole essere un eroe che lotta contro una malattia. La malattia lo pone di fronte alla scoperta dell’importanza delle cose che contano nella vita e di quanto poche esse siano. In genere la scoperta avviene solo quando si è vicini alla morte. Quando forse è troppo tardi.

Il difensore

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Titolo: Il difensore
Autore: Steve Cavanagh
Editore: TEA
Traduzione: Guido Calza

L’autore Steve Cavanagh ha studiato giurisprudenza, ha lavorato come investigatore e come avvocato civilista prima di iniziare la sua carriera di scrittore di gialli. Mi piacciono le persone che sono capaci di dare una svolta alla propria vita cambiando radicalmente attività, dopo aver studiato e iniziato una carriera coerente con gli studi fatti. Ci vuole coraggio e determinazione in misura fuori dell’ordinario per riuscire a cambiare in modo così netto.

Il difensore è un libro che vede l’avvocato Eddie Flynn come protagonista di una strana ed avventurosa corsa contro il tempo. Eddie ha avuto un passato da truffatore e borseggiatore, poi è passato all’altra parte diventando avvocato. Una mattina viene intercettato per strada da un noto boss della mafia russa che gli affida l’incarico di difenderlo nel processo che sta per iniziare. Gli viene messo addosso un cappotto da cui pendono due fili, collegati ad una bomba che dovrebbe uccidere il testimone chiave del processo, qualora le cose si dovessero mettere male. Per garantirsi la massima collaborazione da parte dell’avvocato, il gruppo di mafiosi che lo ha forzatamente ingaggiato, gli ha anche rapito la figlia Amy. Eddie si trova quindi costretto a vincere, oppure ad essere condannato a morte insieme a sua figlia e altre persone presenti al processo ed ha solo 48 ore per riuscirci.

Per essere l’opera prima di Steve Cavanagh, questo libro è un romanzo originale e tutto sommato riuscito. Il protagonista, ossia l’avvocato Flynn, è un bel personaggio. E’un avvocato che difende criminali con un passato da ladro borseggiatore e di truffatore professionista, esperienze che di solito sono difficilmente riscontrabili nella stessa persona. L’avventura con i russi sarà per lui una esperienza terribile, vivere con una bomba addosso non è facile per nessuno, ma sarà proprio grazie alle sue esperienze di borseggiatore che riuscirà ad ottenere le informazioni decisiveper salvare se stesso e sua figlia. Tutta l’azione è concentrata in 48 ore, il tempo che il boss della mafia russa sotto processo ha concesso a Flynn. Eddie mette tutto sé stesso alla ricerca della soluzione, usando metodi legali ed illegali, la sua scaltrezza ed esperienza oltre al suo coraggio per salvare la sua vita e quella della figlia. Qualche episodio della trama è inverosimile ma tutto sommato la storia è intrigante e piacevole. Per gli appassionati del genere legal thriller estremo.

Corona Virus 19

Era solo qualche settimana fa che leggevamo le statistiche ogni mattina, al pomeriggio era imperdibile la conferenza stampa della Protezione Civile. L’Italia ferma, bloccata dal lockdown, piangevamo i morti, soffrivamo per i malati, tutti preoccupati per chi stava perdendo il lavoro. Raccolte di generi alimentari, cestini per i più indigenti, tutti volevano fare qualcosa, esprimere solidarietà, generosità. Avevamo un nemico comune da abbattere, da sconfiggere. Italiani per una volta ubbidienti, solidali, ordinati, fieri di esserlo, un esempio per l’Europa e per il Mondo. Tricolori alla finestra, cori e canti alle ore 18, per allontanare la paura, per farci coraggio, per sentirci uniti. Nulla sarà come prima, tuonavano sicuri politici, economisti, facili profeti in tempo di quarantena. Dobbiamo convivere con il Virus per anni, vinceremo ma ci vorrà tempo, manteniamo i nervi saldi, mascherine e guanti saranno per mesi e mesi i nostri migliori alleati. Anche la politica si dovrà adeguare, gli italiani sono cambiati, non saranno più possibili giochetti politici di basso profilo. Stai a vedere che grazie al Corona Virus l’Italia cambia veramente registro? Era una pia illusione. Solo dopo poche settimane dal termine del lockdown, vediamo bar e locali alla moda e non strapieni, stabilimenti balneari presi d’assalto, nessun distanziamento sociale, nessun rispetto delle norme anti-contagio. Niente mascherine, niente ingressi contingentati, nessun controllo, nessuna azione preventiva, nessuna sanzione. E’ tornato tutto come prima, non possiamo rovinare la stagione balneare. E’ estate, ora si va al mare, a settembre ci penseremo. Doveva cambiare tutto invece tutto è rimasto come prima. Siamo rimasti gli italiani di sempre. Anzi, peggio.

Concupiscenza Libraria

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Titolo: Concupiscenza Libraria

Autore: Giorgio Manganelli

Editore: Adelphi

Giorgio Manganelli è stato un grande uomo di cultura, giornalista e critico letterario, non avevo mai letto nulla di suo. L’uscita di questo libro “Concupiscenza Libraria” mi ha dato l’occasione di conoscerlo. Si tratta di un libro complesso che necessita di una lettura impegnativa anche se di sicuro fascino. Ho acquistato questo libro augurandomi di imparare qualcosa da un maestro della recensione ma mi sono dovuto subito rendere conto che non posso neanche minimamente considerarmi un modesto allievo. Manganelli è stato un letterato che ha creato un genere a sé stante, quello della critica come opera letteraria. Scriveva in modo deciso, perentorio, usando un vocabolario forbito ed esclusivo, con riferimenti ad altre opere di autori noti e meno noti, che solo una ristretta cerchia di lettori poteva conoscere. Aveva un modo del tutto personale di incuriosire il lettore portandolo su territori inaspettati, costringendolo a vedere le cose in modo unico ed originale. Le sue recensioni sono ben diverse da quelle che è possibile leggere oggi sui quotidiani o sui loro inserti dedicati alla letteratura. All’epoca la recensione era parte integrante ed importante del quotidiano. Manganelli rappresentò il più alto livello del recensore, interpretando la sua professione di critico mettendosi allo stesso livello degli scrittori che recensiva. Manganelli scrisse per molti quotidiani e riviste, tra il meglio che fosse pubblicato in quegli anni. Scrisse anche per L’Illustrazione Italiana, rivista stupenda e prestigiosa che terminò le pubblicazioni negli anni Sessanta. Il mondo della critica letteraria di Manganelli ormai non c’è più. Oggi la letteratura è diventata un prodotto da vendere e la critica letteraria è uno strumento di marketing, può essere buona fin che si vuole ma alla fine è un mezzo per vendere. Il marketing ha cambiato le regole. Manganelli fece sua la classificazione dei lettori fatta da Hermann Hesse che li suddivideva in tre categorie: gli ingenui, gli infantili e il lettore supremo ed infimo, colui che legge di tutto senza distinzione. In base a tale classificazione ho scoperto di essere nella categoria degli “ingenui” ossia coloro che si appassionano alle storie che leggono. Felice di esserlo.