Le fedeltà invisibili

8695798_3195860

Titolo: Le fedeltà invisibili

Autore: Delphine De Vigan

Editore: Einaudi

Ero indeciso se comprare o meno questo libro. La storia di due adolescenti dediti ai superalcolici durante l’orario scolastico non mi attraeva moltissimo. Rileggendo il riassunto del libro nella seconda pagina di copertina mi lascio convincere. Compro il libro e lo leggo subito durante la prima parte di un volo per Dubai, prima che la sonnolenza tipica dei viaggi aerei avesse il sopravvento. Mi piace leggere in aereo. Ci sono le condizioni ideali per leggere senza essere disturbati, telefono spento, computer nella cappelliera, basta rifiutare i terribili vassoietti con il cibo ed abbandonarsi alla lettura.

Come in qualche modo temevo, “Le fedeltà invisibili” si è confermato un libro triste e drammatico che ha il merito di essere scritto con grande ritmo e che mostra una grande capacità dell’autrice nel raccontare le debolezze e le inadeguatezze dei protagonisti con molta efficacia senza avere la necessità di soffermarsi troppo sui particolari più degradanti ed umilianti per le persone che vivono tali condizioni di disagio.

“Le fedeltà invisibili” racconta una breve parte della vita di un adolescente problematico, Theo, del suo amico Mathis e delle rispettive famiglie, che vivono situazioni di grande sofferenza spicologica.

Storie di persone fragili che con le loro debolezze influenzano le vite di coloro che vivono al loro fianco. Le fedeltà invisibili richiamate dal titolo sono i rapporti di amore tra genitori e figli che resistono nonostante gli errori che la vita porta a commettere.

I due ragazzi protagonisti si stordiscono con l’alcool a scuola, tra l’indifferenza di professori ed amici e la cecità dei genitori che non si accorgono dei problemi dei figli. L’unica persona che si rende conto del loro disagio è la professoressa di scienze, Helene, una donna forte e sensibile con un passato tremendo di violenze paterne che la hanno resa molto sensibile a scoprire le sofferenze altrui. Nessuno prende sul serio le preoccupazioni di Helene che vengono scambiate come indebite ingerenze nelle vite altrui.

Un libro che nella sua crudezza ci fà capire quanto sia importante seguire la crescita dei nostri ragazzi e quanto sia importante che i genitori investano tantissimo sulla formazione dei propri figli, che altrimenti si ritrovano a dover affrontare la vita senza una adeguata preparazione.

 

 

 

 

Il fiuto del dottor Jean

9e9cfa6db55cc6751095935946118bd9_w600_h_mw_mh_cs_cx_cy

Titolo: Il fiuto del dottor Jean

Autore: Georges Simenon

Editore: Adelphi

Questo libro è stato scritto nel 1939 e contiene 4 racconti che hanno come protagonista un giovane medico che scopre di avere un certo talento per le indagini poliziesche. L’ambientazione dei racconti è meno cupa di altre opere di Simenon ed anche il protagonista è un personaggio dotato di una certa brillantezza. Le storie sono ambientate nella zona di La Rochelle e nel sud della Francia, che Simenon descrive con il suo stile scarno ma efficace.

Il medico si scopre abile investigatore grazie alla sua capacità di studiare i dettagli e di capire il modo di operare dei colpevoli. Da quste analisi riesce ad individuare il profilo del colpevole e quindi a scovarlo. Il dottore non ha interesse a consegnare i colpevoli alla giustizia, lui cerca solo la soddisfazione personale, l’ebbrezza di scoprirsi più abile di tanti poliziotti professionisti.

Il libro è breve e si legge molto agevolmente, un paio d’ore di puro relax.

L’anello mancante

9788838938085_0_0_300_75

Titolo: L’anello mancante

Autore: Antonio Manzini

Editore: Sellerio

Questo è il secondo libro che mi ha accompagnato nella breve trasferta in Inghilterra, ossia “L’anello mancante”. Antonio Manzini è uno dei migliori giallisti italiani del momento e il suo poliziotto Rocco Schiavone è uno dei personaggi che preferisco.

Il libro unisce cinque racconti brevi, tutti con Rocco protagonista. Sono cinque indagini in cui Schiavone dimostra ancora una volta il suo grande intuito per scoprire i colpevoli, la sua intelligenza ma anche la sua umanità. Quello che mi piace di più di Rocco Schiavone non è tanto la sua capacità investigativa, ma i suoi difetti, i suoi limiti, i suoi comportamenti spesso al limite della legge, il suo passato doloroso che non riesce a dimenticare. La sua non è solo una battaglia contro il crimine, ma anche contro le ingiustizie di una società che non apprezza ed a cui non vuole appartenere, da cui vuole prendere le distanze. I libri di Manzini non sono solo dei gialli ironici e intelligenti, ma sono anche libri che denunciano i disagi sociali ed esistenziali che caratterizzano questa epoca.

Rocco Schiavone viene descritto come un personaggio di altri tempi ed a dimostrazione del suo essere obsoleto, c’è il suo abbigliamento, immutabile nel tempo. Due i particolari che lo caratterizzano, ossia le scarpe Clarks e il Loden. Quando ero ragazzo vestivo sempre nello stesso modo, scarpe Clarks estate ed inverno e Loden, ovviamente solo in inverno. Ora alle Clarks ho rinunciato, mi fanno venire la tallonite, al Loden non rinuncerò mai.

La clinica Riposo & Pace

_la-clinica-riposo-1521757114

Titolo: La clinica Riposo & Pace

Autore: Francesco Recami

Editore: Sellerio

Sono in partenza per un breve viaggio di lavoro in Inghilterra. Compagnia Low Cost, rigorosamente solo bagaglio a mano, leggero, il più leggero possibile. La scelta dei libri da portare va su due titoli della Sellerio, la casa editrice dei libri blu, un pò più piccoli del normale. Comodissimi da portare in giro senza appesantirsi. I titoli scelti sono: “La clinica Riposo e Pace” e “L’anello mancante”.

“La clinica riposo & pace” è l’ultima opera di Francesco Recami, scrittore toscano, dalla scrittura diretta e ironica. ll libro racconta le vicissitudini di Alfio Pallini, un terribile anziano che si ritrova ospite nella “Clinica Riposo e Pace” suo malgrado, per opera dei suoi nipoti. Alfio si oppone al ricovero, facendo di tutto per riuscire a scappare, ma dovrà cedere ad una potente iniezione di sedativo che lo mette fuori uso. Appena riprende conoscenza, progetta subito la sua fuga, adottando nel frattempo comportamenti prudenti come non prendere le medicine prescritte dai medici o staccare le flebo a cui era collegato, senza farsi accorgere dal personale di sorveglianza della clinica.

Pallini è convinto che lo vogliano ammazzare ed i suoi sospetti trovano conferma in una serie di decessi di suoi compagni di stanza che passano a miglior vita in modo repentino e sospetto. Il racconto si snoda attraverso varie avventure del Pallini, morti sospette ed una serie di eventi che danno corpo ad un giallo ben costruito che arriva al finale tenendo il lettore piacevolmente sulle spine. Ma la trama del giallo è solo una delle possibili chiavi di lettura del libro.

“La clinica Riposo & Pace” è un libro che mette alla gogna quelle persone ciniche che approfittano della condizione dei malati per trarre enormi profitti da attività illecite e criminali rese possibili anche grazie ai comportamenti ipocriti dei familiari degli anziani e dalla compiacente e colpevole assenza di controlli da parte delle autorità. Ma non solo. Vengono sbeffeggiate anche le cure farmacologiche dei disagi mentali ed anche le strutture sanitarie private e non i cui rappresentanti sono spesso responsabili di comportamenti poco o per nulla etici.

Basta un vecchietto abbastanza demente ma non troppo e molto a molto tenate e testardo per sgominare una banda di criminali.

 

 

Una donna

ae1

Titolo: Una donna

Autore: Annie Ernaux

Editore: Kreuzville Aleph

Un libro autobiografico, breve, intenso. Annie Ernaux ha scritto la storia della vita di sua madre. E’ il dono finale di una figlia che vuole far conoscere al mondo che grande persona è stata la madre, pur avendo vissuto una vita semplice ed ordinaria, fatta di sacrifici e di rinuncie. I figli non sono mai pronti alla perdita dei genitori, a qualsiasi età avvenga il distacco, il dolore è sempre troppo grande. Annie Ernaux prova ad affrontare e sconfiggere tale dolore scrivendo di sua madre e della sua vita, della sua fine resa ancora più insopportabile dalla demenza di cui si era ammalata.

“Una donna” è un libro che va letto assaporando ogni singola parola, ogni singolo sentimento evocato, ogni sfumatura che descrive il rapporto tra madre e figlia. Un grande libro che emoziona e commuove, scritto in modo semplice ma estremamente efficace.

La casa delle spie

La-casa-delle-spie-cover

Titolo: La case delle spie

Autore: Daniel Silva

Editore: Harper Collins

Le storie che preferisco sono quelle di spionaggio. I film preferiti della mia gioventù sono stati quelli di 007 e ancora oggi la passione per lo spionaggio è rimasta intatta. Reputo Daniel Silva il miglior scrittore di spy-story del momento. I suoi romanzi sono una vera goduria per gli amanti del genere. Storie mozzafiato raccontate con un ritmo incalzante, con ambientazioni affascinanti descritte con grande capacità, personaggi sempre diversi e caratterizzati in modo preciso e realistico. Il tutto unito ad una grande conoscenza dei modi operativi dei vari servizi segreti delle nazioni coinvolte nella storia. A tutto questo va aggiunto l’incredibile protagonista di molti romanzi di Daniel Silva, ossia Gabriel Alton, agente segreto dei servizi israeliani, coinvolto in numerosissime missioni di successo contro il terrorismo mondiale, pluriomicida e, incredibilmente, uno dei più bravi restauratori di quadri di livello mondiale. Le sue capacità di restauratore sono il motivo per inserire nei romanzi delle pause in cui si parla di arte, di pittura, di tecniche di restauro, in modo che il lettore possa riprendere fiato dopo una serie di eventi ad alta tensione.

La casa delle spie contiene tutti gli elementi di successo dei precedenti libri di Daniel Silva. La storia vede l’agente segreto Gabriel Alton impegnato nel tentativo di catturare la mente operativa dell’Isis, ossia il terribile terrorista Saladino.

La trama si svolge in varie località del mondo e mostra come affari apparentemente leciti possano essere un modo per coprire attività illecite che hanno lo scopo di finanziare i movimenti terroristici come l’Isis. La storia coinvolge servizi segreti, terroristi, finanzieri internazionali, infiltrati, malavita comune, terroristi internazionali, trafficanti di armi e di droga. Un insieme ben miscelato e amalgamato come solo un grande narratore riesce a fare, mantenendo sempre il giusto equilibrio. Se non conoscete i libri scritti in precedenza da Daniel Silva, dopo aver letto La casa delle spie, andate a scoprire il resto della sua produzione e godetevi la lettura dei suoi libri.

 

 

 

 

L’uomo di gesso

L%u2019uomo-di-gesso

Titolo: L’uomo di gesso

Autore: C.J.Tudor

Editore: Rizzoli

Mi colpisce subito la copertina che sembra una lavagna su cui un bambino si è divertito a disegnare. Anche al tatto la copertina sembra proprio pietra di lavagna. A dire il vero tenere il libro in mano crea qualche problema tattile, una sensazione di leggero disagio, come se fosse un modo per accentuare lo stato di tensione creato dalla lettura del libro.

La storia ruota attorno ad un codice segreto utilizzato da una banda di ragazzini composto da figure disegnate con il gesso. Dopo trent’anni, quel codice ricompare e nasce uno dei libri thriller più originali degli ultimi tempi.

L’autrice, C.J. Tudor, è alla sua prima opera ed il risultato è sorprendente per la qualità del libro, per lo stile deciso e per l’abilità con cui la trama è stata costruita.

La caduta dei Golden

_la-caduta-dei-golden-1506460813

Titolo: La Caduta dei Golden

Autore: Salman Rushdie

Editore: Mondadori

Settembre 2017. Ero di ritorno in Italia da uno dei consueti viaggi in India (ci vado per lavoro, seguo il mercato indiano come responabile commerciale dell’azienda per cui lavoro). Mi aggiravo per l’aeroporto di Delhi in attesa del volo per Dubai, lunghe ore di attesa nel cuore della notte. Entro in una libreria e mi colpisce una parete con esposte centinaia di copie dell’ultimo libro di Salman Rushdie, dal titolo “The Golden House”. Mi riprometto di acquistarlo non appena fosse uscito in Italia. Dopo qualche settimana leggo che tra i libri in uscita a partire dalla metà di ottobre ci sarà l’ultima opera di Salman Rushdie. Tralascio il resto della notizia. Nel fine settimana successivo vado in libreria e chiedo l’ultimo libro di Salman Rushdie. Mi portano un libro con una copertina completamente diversa da quella che avevo visto esposta in India, con titolo “La caduta del Golden”. Mi aspettavo un titolo diverso, fedele traduzione dell’originale e mi viene il dubbio che mi avessero dato un libro diverso, un capitolo diverso legato ai Golden. Prima di espormi ad una brutta figura con il commesso, leggo le note di copertina e mi tolgo ogni dubbio, quello era proprio l’ultimo libro di Rushdie.

La storia inizia con l’arrivo negli Stati Uniti di un grande imprenditore del settore immobiliare, Nero Golden, con i suoi tre figli, che assumono nuove identità, prendendo nomi di personaggi dell’antica Roma. Il passato della famiglia Golden è oscuro e poco noto. La famiglia Golden si stabilisce in una villa nel centro di Manhattan. La storia è raccontata dal punto di vista di un vicino di casa dei Golden, un certo Renè, che trova nell’evolversi del declino della famiglia il soggetto ideale per il film che sta scrivendo. Tra letteratura, cinema e cultura pop, l’autore ha prodotto un romanzo geniale ed estremamente moderno, descrivendo i mutamenti della società americana degli ultimi anni e ponendo l’attenzione su come verità e falsità siano mescolati in modo da non riuscire sempre a distinguerli.

Una grande prova da parte di uno dei principali scrittori moderni.

Ancora Primo maggio

Primo maggio 1994. Alle ore 18,40, il cuore di Ayrton Senna ha smesso di battere.

Non dimenticherò mai quel comunicato medico, letto con voce tremante da una dottoressa dell’ospedale di Imola.

Ma Ayrton era praticamente morto qualche ora prima, alle 14,17, nell’impatto della sua vettura alla curva del Tamburello dell’autodromo di Imola. Le immagini TV non lasciavano molte speranze. Si era intravisto Senna sdraiato per terra su un lenzuolo bianco con una enorme macchia di sangue in corrispondenza della testa. Solo un attimo, poi la regia aveva cambiato inquadratura.

Di quel giorno ricordo come fosse adesso le immagini dell’incidente, lo schianto, l’attesa del comunicato, la terribile conferma. Seguo la Formula 1 da quando avevo 10 anni e ovviamente ero un grande difoso di Senna. Mi piaceva come pilota, veloce, coraggioso, implacabile, mi piaceva soprattutto come persona. Generoso con i meno fortunati, capace di grandi gesti di umanità lontano dai riflettori, era un grande uomo dallo sguardo profondo e melanconico. Nessuno è stato grande come lui. Qualche anno fà ero per lavoro in Brasile, a Rio de Janeiro. Mi trovavo in una grande strada a tre corsie, una specie di autostrada. Leggo il nome della via. Avenida Ayrton Senna. Un brivido mi ha scosso dalla testa ai piedi.

Primo maggio

Primo maggio, festa del lavoro e dei lavoratori. Oggi tutti diranno che il lavoro è importante, che va difeso, che vanno creati posti di lavoro, che la sicurezza del lavoro è una priorità. Domani tutti continueranno a fare quello che è stato fatto fino ad ora, ossia nulla, con conseguenti statistiche crescenti dei morti sul lavoro e dei disoccupati.

Diceva Albert Einstein: non si possono risolvere i problemi con lo stesso tipo di pensiero che li ha creati.

Creare posti di lavoro stabili dovrebbe essere una priorità di qualsiasi governo, invece si preferisce favorire il precariato. Che costa meno. Tutelare i lavoratori ? Costerebbe troppo, di questi tempi non ce lo possiamo permettere. E la sicurezza del lavoro ? Basta produrre leggi di difficile applicazione, vessare chi è in regola o prova ad esserlo ed ignorare chi è completamente fuori regola. Per le aziende la sicurezza è un costo, la formazione dei lavoratori è un costo, se i costi sono troppo alti i profitti si riducono, quindi meglio fare più profitti, poi se ci scappa l’incidente si vedrà, il modo di mettere a posto le carte si trova sempre.

Protestare? Non serve, chi lo fà viene allontanato dal lavoro, ci sono le norme a tutela dei diritti dei lavoratori, ma possono essere eluse molto facilmente. E perdere il lavoro di questi tempi vuol dire avere ottime probabilità di restare disoccupati ed andare ad aumentare il numero di lavoratori disponibili a fare di tutto per pochi soldi. Come quelli che fanno le consegne di cibo a domicilio in bicicletta. Oggi su un quotidiano c’è una intervista ad un food rider, uno dei tanti giovani o meno giovani che per soli 5 euro a consegna, vanno in bicicletta in giro per la città, a tutte le ore, con tutti i rischi a carico del lavoratore, senza alcuna assicurazione o alcuna tutela.

Questa è la Gig Economy. E’ la modernità. Il nuovo che avanza ? No è sempre il solito vecchio modo di fare profitti sulla pelle delle persone che hanno bisogno di guadagnare, sfruttando vuoti legislativi che i governi colmano non tempi molto lunghi e colpevole ritardo.

Vorrei poter convincere tutti i food biker a lasciar perdere, provare a fare altri lavori a condizioni più dignitose, di non farsi sfruttare in questo modo così palese e arrogante, di non buttarsi via per pochi soldi. Ma capisco che per molti non ci sono alternative e allora cresce la rabbia e il senso di impotenza. Intanto c’è chi si arricchisce sfruttando gli altri. Altri per i quali il primo maggio non ha alcun significato.

 

Lincoln nel Bardo

1500480282575.jpg--lincoln_nel_bardo___george_saunders

Titolo: Lincoln nel bardo

Autore: George Saunders

Editore: Feltrinelli

Di questo libro mi ero perso le recensioni, evidentemente ero stato poco attento. Era già uscito da qualche mese quando mi è stato suggerito da una collega di ufficio. Allora ho scoperto che il libro aveva raccolto consensi unanimi dalla critica oltre ad aver vinto il premio Man Booker Prize 2017. A quel punto non potevo non leggerlo. Per capire il titolo ho dovuto studiare. La parola Bardo non mi diceva molto. Ne ho trovato il significato e mi è venuto in mente di possedere una copia del “Libro Tibetano dei Morti” che tratta delle esperienze che avvengono nel Bardo, ossia quello stato dopo la morte in cui la mente è sospesa tra la vita passata e quella futura. Ovvio, per chi ci crede. Un libretto giallo, scurito dagli anni, impolverato, abbandonato in un angolo remoto di una delle librerie di casa. Un acquisto di gioventù, quei libri che si comprano senza un motivo e si abbandonano sugli scaffali senza averli letti. Dopo tanti anni è arrivato il suo momento, ho letto “Il libro tibetano dei morti” come preparazione alla lettura del libro di George Saunders.

Lincoln nel Bardo racconta gli avvenimenti del 1862, quando il presidente Abraham Lincon si trova a dover affrontare contemporaneamente la morte del figlio di soli 10 anni e una grave crisi nazionale, ossia l’escalation della guerra civile inziata circa un anno prima. Il Lincoln nel Bardo è il flglio Willie, non il presidente americano. Il libro è molto complicato da leggere, tante voci diverse, tante storie che si intersecano, con alcuni momenti di grande commozione che si alternano a momenti in qualche modo comici, in una storia che si sviluppa in una sola notte, senza una trama vera e propria.

L’autore è noto negli Stati Uniti per i suoi racconti, questo è il suo primo romanzo. Di certo ha scelto una storia difficile, dando prova di grande capacità.

Suggerisco di affrontare questo libro quando si ha tempo a sufficienza per leggerlo dall’inizio alla fine e si è disposti ad affrontare un testo impegnativo ed emozionante. Non va bene come libro da leggere la sera prima di addormentarsi. Sempre secondo me.

 

The cage

9788891815071_0_0_0_75

Titolo: The cage – Uno di noi mente

Autore: Lorenzo Ostuni

Editore: Mondadori

Ho comprato “The cage – Uno di noi mente” colpito dalle recensioni positive lette sulla stampa e in rete.

L’autore è Lorenzo Ostuni, “youtuber” campione di visualizzazioni, con già all’attivo un altro libro scritto nel 2015.

I fenomeni mediatici dei nostri tempi mi lasciano indifferente e il genere di video prodotti dall’autore non rientra affatto nei miei interessi, non solo per la differenza di età, ma per un diverso concetto di divertimento.

Ma qui si parla di libri, serenamente, senza preconcetti di alcun tipo.

Il libro è stato scritto a 4 mani da Lorenzo Ostuni e da Jacopo Olivieri, un esperto autore con all’attivo una nutrita lista di opere di vario genere. Non è dato sapere in che modo i due si sono divisi il lavoro, tra l’attività creativa e quella di scrittura, ma al momento ha poca importanza, solo il futuro ci dirà a chi si deve il maggior merito dell’opera.

Il libro è sorprendente, per l’originalità della trama e per il sorprendente finale, l’ambientazione claustrofobica, il buio come protagonista assoluto, la mancanza totale di spiegazioni del perchè i protagonisti sono coinvolti nella storia. Ci sono evidenti riferimenti al mondo dei videogiochi ed a quello della fantascenza, con qualche sconfinamento nel mondo dei sentimenti. Una lettura piacevole e originale.

La sera a Roma

28f8d18f-2707-4e61-b152-dd2b972a042c_medium_p

Titolo: La sera a Roma

Autore: Enrico Vanzina

Editore: Mondadori

Enrico Vanzina è uno dei maggiori sceneggiatori del cinema italiano e si rivela con questo “La sera a Roma” scrittore di romanzi di grande capacità.

Il libro ha come protagonista un noto sceneggiatore del cinema, frequentatore dei salotti della Roma bene, che rimane coinvolto nelle indagini sull’omicidio di un giovane aspirante attore.

Fin dall’inizio della storia,è evidente la somiglianza del protagonista con l’autore, che sembra voler approfittare della scrittura del libro per fare una specie di bilancio della sua vita, parlando dei suoi sentimenti e dei suoi rimpianti.

Il libro è un giallo ma è anche un piccolo saggio critico sulla situazione di Roma e della sua involuzioni degli anni recenti oltre che un modo per mettere alla berlina un certo mondo della Roma bene, fatto di uomini della finanza, del cinema, giornalisti, nobili più o meno decaduti, pieni di segreti, relazioni sentimentali più o meno lecite, tradimenti e colpi bassi.

La trama include le descrizioni di incontri avuti dal protagonista con alcuni grandi personaggi del cinema e della cultura. Si tratta evidentemente di riferimenti autobiografici dell’autore che sono descritti senza alcun autocompiacimento ma con ammirazione e affetto.

 

 

Le spose sepolte

LE SPOSE SEPOLTE

Titolo: Le spose sepolte

Autrice: Marilù Oliva

Editore: HarperCollins

Le spose sepolte è un thriller che tratta il tema del femminicidio, della violenza domestica e delle relative conseguenze. Il romanzo è ambientato a Monterocca, paesino dell’appennino modenese governato solo da donne, così come sono donne tutte le principali protagoniste del romanzo.

La storia si svolge attorno alle attività di un Centro Ricerche Farmaceutiche che ha sede proprio a Monterocca, dove l’ispettrice di polizia Micol Medici e la sua squadra sono inviate ad investigare. L’apparente tranquillità del paese e la sua bellezza sono in netto contrasto con l’efferatezza degli omicidi oggetto delle indagini e con i terribili segreti che si portano dietro.

L’ispettrice Micol Medici si rivela tanto forte e determinata nel lavoro di indagine quanto fragile ed incerta nella vita privata e professionale, con grandi difficoltà ad essere tenuta nella giusta considerazione dai suoi colleghi, per lo più maschi.

La trama è ben strutturata e gli eventi si susseguono ad un ritmo incalzante, con storie del passato e del presente ben mescolate tra loro.

La storia ha il merito di rimanere sempre nell’ambito del verosimile, senza ricorrere ad esagerazioni.

La biografia dell’autrice dice che insegna lettere alle scuole superiori. I suoi alunni sono senza dubbio dei privilegiati con una professoressa del genere.

Se la notte ti cerca

index

Titolo: Se la notte ti cerca

Autore: Romano De Marco

Editore: Piemme

Copertina e titolo attirano subito la mia curiosità. Il riassunto nella seconda di copertina mi convince subito all’acquisto. La lettura non tradisce le aspettative. La storia è avvincente, ben costruita, i continui cambi di scenario permettono all’autore di trattare argomenti molto diversi tra loro mantenendo sempre alta l’attenzione del lettore.

Roma è teatro di una serie di omicidi di donne che hanno in comune la frequentazione di un club escusivo e solo apparentemente raffinato, destinato alle donne sole alle ricerca di un partner. La risoluzione del caso passa attraverso le difficoltà esistenziali di poliziotti, magistrati, uomini di affari e personaggi di vario tipo. Il denominatore comune delle varie vicende dei protagonisti è la solitudine, che si rivela essere il più spietato dei killer dei tempi moderni.

Storie parallele di donne, uomini, famiglie devastate dagli egoismi e dalle gelosie.

Sullo sfondo Roma, con le sue contraddizioni e difetti, dal lusso dei quartieri bene, alla triste realtà delle zone più degradate, dagli intrecci di potere e politica, agli affari leciti e non.

La musica ha un ruolo importante nella storia, con le vicende personali ed artistiche di uno dei protagonisti che è un musicista dalle alterne fortune.

Complimenti a Romano De Marco che ha saputo mescolare i tanti argomenti della trama con capacità e grande sensibilità, soprattutto per la bravura con cui ha saputo raccontare le varie sfumature delle personalità dei personaggi femminili.