La sconosciuta della Senna

Titolo: La sconosciuta della Senna

Autore: Guillaume Musso

Editore: La nave di Teseo

Traduzione: Sergio Arecco

Chi sbaglia paga e Roxane Montchrestien, capitano di polizia, paga i suoi errori con il trasferimento ad una sezione speciale di cui è l’unica componente, con l’incarico di indagare sui casi insoliti, ossia quelli che sconfinano nel paranormale. Roxane prende il posto di Marc Batailley, un poliziotto che si trova in ospedale in pericolo di vita. Roxane non fa in tempo ad arrivare nella sua nuova sezione che subito si presenta un caso inquietante. Una ragazza è stata salvata dall’annegamento nella Senna, le cui acque gelide stavano per sopraffarla. Portata al pronto soccorso, la donna è riuscita a scappare, senza lasciare tracce. L’esame del DNA rivela la sua identità, è una famosa musicista, Milena Bergman, che però risulta morta in un incidente aereo di oltre un anno prima.

Durante le indagini, Roxane incontra Raphael Batailley, figlio del poliziotto ricoverato in ospedale, di professione scrittore oltre che fidanzato di Milena. I due si troveranno coinvolti nella ricerca della soluzione al mistero della donna morta che sembra essere tornata in vita.

Il romanzo ha un avvio molto forte e sorprendente, con la donna che scompare con il suo mistero della presunta morte. La trama è costruita su una struttura complessa in cui tanti elementi si incastrano tra loro, costruendo da un apparente caos di indizi e di eventi, una struttura perfetta. Molti personaggi, tutti complessi, con storie personali dolorose, sensi di colpa, menzogne raccontate a fin di bene. Ma anche misteriose sette che si rifanno ad antichi culti, apparentemente dimenticati, capaci ancora di produrre adepti esaltati e pericolosi.

Le trame di Musso sono sempre accattivanti, intriganti, con personaggi empatici ed affascinanti, a volte complessi e travagliati, a volte giovani ed inesperti, ma pieni di energie. Ambientato in una Parigi fredda e piovosa, come spesso accade in inverno, ma piena di fascino e di mistero.

Prestiti scaduti

Titolo: Prestiti Scaduti

Autore: Petros Markaris

Editore: La nave di Teseo

Traduzione: Andrea Di Gregorio

 

Nuovo libro con Kostas Charitos protagonista, il commissario greco che vive una vita familiare felice ed equilibrata, grazie a moglie, figlia e genero, mentre tutto il resto è una turbolenta difficoltà, destino comune della maggior parte dei cittadini greci. Ad Atene c’è un assassino che colpisce banchieri e personaggi di rilievo nel mondo della finanza. Vere e proprie esecuzioni per decapitazione, un modo di uccidere molto raro e cruento, dato che l’arma con cui sono tagliate le teste è una spada.

Una storia raccontata da Markaris con la solita verve e lo stile irriverente e scanzonato, che prende di mira le banche e coloro che le governano. Un mondo messo alla berlina da Markaris, insieme a quello della politica e dei mezzi di informazione, collegati tra di loro, forti con i deboli e deboli con i forti. I potenti possono tutto e si arricchiscono grazie alle banche, che invece mandano in rovina le persone normali, che pagano per tutti. Il primo assassinio viene subito attribuito ad un atto terroristico, il solito modo, adottato ormai in molte parti del mondo, per ottenere il sostegno assoluto alle indagini da parte dell’opinione pubblica e per non dare alla stampa troppe informazioni sullo stato delle indagini. Gli omicidi continuano, le teste continuano ad essere tagliate, è sempre più difficile far credere che si tratti di terrorismo, dato che le vittime sono scelte con molta precisione, secondo un quadro che si va facendo sempre più chiaro nella testa del commissario Charitos. I libri di Markaris raccontano la situazione greca con molto realismo e puntualità, evidenziando quando grandi siano state le ferite inferte dalla intransigenza dell’Europa al popolo greco e quanto grande sia la diffidenza verso le banche e la politica. Markaris è una penna caustica e tagliente, che racconta con coraggio le cose che non vanno, riuscendo comunque a costruire romanzi piacevoli e accattivanti. Bellissima l’immagine della copertina, paradossale e provocatoria.

Altri morti sul lavoro

Oggi 16 ottobre altri due morti sul lavoro.

Dall’inizio dell’anno le morti sul lavoro continuano a crescere. Nei primi tre mesi dell’anno erano stati 185. A fine agosto erano diventati 771. I numeri continuano a peggiorare. Troppi incidenti, troppi morti. Molte le grandi cause su cui l’opinione pubblica di impegna e di batte. Covid19, vaccini e tamponi, le elezioni, i nuovi squadrismi di ogni colore, il riscaldamento globale, l’invasione della plastica. Al lavoro si muore, ma nessuno manifesta, nessuno protesta.

La colpa non è del caso o della sfortuna. Ci sono colpe individuabili e cause risolvibili. Se fossimo un Paese normale. Ma non lo siamo. Si muore perché la sicurezza costa. Formare un lavoratore costa, dotarlo di attrezzature adeguate costa, organizzare il lavoro in modo sicuro costa, perché le sicurezze delle macchine costano e si risparmia tempo eliminandone. Diminuire fino ad azzerare i rischi di infortunio nelle aziende dovrebbe essere l’obiettivo comune di imprenditori, lavoratori, sindacati, politici. Ma a parte qualche titolo sui giornali, la commozione per qualche incidente dalla modalità particolarmente cruente, qualche storia personale che attira maggiormente l’attenzione, delle morti sul lavoro ci si dimentica presto, quasi come fossero inevitabili. Qualche mese fa avevo scritto a proposito delle morti di Luana, schiacciata in un orditoio e di Christian, schiacciato da un tornio, le seguenti frasi.

“Spero che le indagini sulle morti di Luana e Christian siano accurate e che portino alla verità. Chi ha sbagliato è giusto che paghi un prezzo adeguato alla colpa. Luana, Christian, le loro famiglie e tutte le altre vittime del lavoro, hanno già pagato un prezzo troppo alto. Non c’è indennizzo che possa ripagare la perdita di una persona cara, ma la verità non ha prezzo e spesso è il vero indennizzo che le famiglie delle vittime desiderano ricevere.” Non è successo molto dopo diversi mesi da queste morti, dolorose come tutte le altre.

Continuo a credere che anche un solo morto all’anno sia inaccettabile, che mettere a repentaglio la vita delle persone senza prendere tutte le misure organizzative e tecniche in tutte le attività produttive sia assolutamente irresponsabile e che le aziende che non attuino tutte le misure di sicurezza debbano essere costrette a farlo, con un sistema di controlli, di formazione per gli imprenditori e per i lavoratori, di sostegni economici, per riuscire a risolvere questo problema.

In molte aziende industriali ci sono dei pannelli luminosi che indicano il numero di incidenti che si sono verificati da una certa data in poi, da quanti giorni la fabbrica o la linea stia lavorando senza che ci siano stati infortuni. Propongo di mettere davanti al nostro Parlamento un mega schermo, con un contatore, che 24 h su 24 ricordi ai nostri politici quanti morti sul lavoro ci sono stati dall’inizio dell’anno e quanti ce ne sono ogni giorno. Per ricordargli, tutti i giorni, la loro inefficacia, superficialità ed incompetenza.

Il visitatore notturno

Titolo: Il visitatore notturno

Autore: Jeffery Deaver

Editore: Rizzoli

Traduzione: Rosa Prencipe

A New York c’è un misterioso criminale che di notte entra in casa di donne sole mentre stanno dormendo, sposta oggetti, mangia o beve qualcosa, ruba indumenti intimi dai cassetti, lascia misteriosi messaggi scritti con il rossetto su carta di quotidiani. Nessun segno di effrazione o di scasso, l’uomo misterioso riesce ad aprire qualsiasi serratura, per questo è chiamato dagli investigatori il Fabbro. Le vittime restano sconvolte dalle visite, la loro intimità violata in modo devastante, tutte abbandonano le case in cui abitano per cercare rifugi lontani e sicuri. Il fabbro riesce a sapere tutto delle abitazioni delle vittime grazie ai filmati che loro stesse girano e pubblicano sui social, rendendo disponibili dettagli fondamentali per organizzare la forzatura delle serrature ed entrare con facilità nelle case.  Ogni effrazione è studiata con precisione maniacale, una incredibile capacità di aprire tutti i tipi di serrature, un criminale che semina panico e paura, colpendo le vittime con una violenza psicologica che spaventa più della violenza fisica. Ad indagare sul Fabbro arriva Lincoln Rhyme, il famoso criminologo che con la moglie Amelia Sachs e la sua fedele squadra di collaboratori, è in grado di trovare tracce sulle scene del crimine anche quando sono apparentemente inesistenti. Questo nuovo romanzo di Jeffery Deaver è un libro ad alta tensione con continui colpi di scena. Un criminale astuto e di grandissima intelligenza come il Fabbro mette a dura prova la formidabile squadra di Lincoln Rhyme. Il libro tratta molti temi intriganti e di grande attualità, come i pericoli creati dall’utilizzo dei social, la condivisione di immagini e filmati che possono mettere in pericolo l’incolumità delle persone, il seguire su internet gli imbonitori e gli spacciatori di false verità e di fuorvianti interpretazioni della realtà. Deaver inventa trame complesse e protagonisti geniali di grande intelligenza criminale, creando storie dove nulla è come sembra e dove solo alla fine si scopre la verità.

Come navi nella notte

Titolo: Come navi nella notte

Autore: Tullio Avoledo

Editore: Marsilio

 

Marco Ferrari è uno scrittore italiano che vive in Germania, i suoi libri hanno un buon successo, vive con una fotoreporter sempre pronta a partire ovunque ci sia una guerra. Ha un passato da poliziotto che si era autodenunciato per alcuni pestaggi non proprio legali, aveva collaborato con la magistratura per assicurare che quelli come lui pagassero il giusto tributo alla giustizia. Dopo tanti anni in Germania, decide di tornare in Italia per vendere la casa al mare di famiglia, a Sabbie Dorate, una località inventata della costa friulana. Marco diventa testimone di un rapimento, salva un cane bisognoso di cure. Incontra una veterinaria, Miriam, una donna attraente e misteriosa. Marco e Miriam hanno entrambi un passato scomodo, si attraggono fisicamente ed emotivamente, ma attraggano anche troppi nemici. I due si troveranno al centro di una specie di guerra mondiale tra neonazisti, servizi segreti, emissari cinesi che sembrano poter controllare tutto della vita di Marco.

Un romanzo che racconta una società post pandemica, abitata da persone che non hanno più le certezze del passato, in balia di quello che accade attorno a loro, senza alcuna possibilità di cambiare il proprio destino. Le navi nella notte sono le persone che da sole cercano la rotta, nonostante le difficoltà e le avversità, affidandosi alle uniche certezze della convivenza civile, del rispetto per gli altri, della cultura. L’auto elettrica che guida Marco sembra voler fare un confronto tra due aspetti della nostra società, ossia la capacità tecnologica di produrre oggetti straordinari e l’incapacità di produrre analoghi progressi nel campo sociale, di imparare dagli errori del passato per evitare di ripeterli nel futuro. Un libro che appassiona, che emoziona, che ci mostra un futuro inquietante ma che ci spinge a fare qualcosa per renderlo migliore.

La luna sulla pineta

Titolo: La luna sulla pineta

Autore: Giorgio Scerbanenco

Editore: La Nave di teseo

Alvise Mareschi è un incisore, vive a Treviso con la moglie e i due figli, Clemente ed Anna. Un giorno Alvise scopre un pacco di banconote false in giardino, va alla polizia a denunciare il fatto. Ma non sempre l’onestà paga ed a volte i sospetti fanno più danni delle accuse palesi. Il povero Alvise ci lascia le penne e la famiglia è costretta ad abbandonare Treviso per cercare la tranquillità nella loro piccola casa al mare, in una pineta nei pressi di Viareggio, lontano da malelingue e sospetti. La fama sembra precederli ed i Mareschi trovano ad aspettarli un poliziotto, che gli racconta di una banda di falsari, che potrebbero essere incastrati se Clemente, abile incisore, decidesse di infiltrarsi nella banda e collaborare con la polizia. Ma Clemente non vuole avere a che fare con falsari e soldi falsi, ha già sofferto troppo per la sorte del padre. Ma dopo la polizia, saranno i falsari ad avvicinare Clemente, offrendogli di lavorare per loro, facendo una proposta a cui è difficile dire di no, soprattutto per una famiglia in precarie condizioni economiche.

Un libro a metà tra il giallo e il noir, in cui le condizioni sociali dei protagonisti hanno grande importanza nella vicenda, come pure le vicende sentimentali. Una trama piena di colpi di scena, con i protagonisti che combattono, soffrono, cercano di farsi largo nella vita, alcuni seguendo la legge, altri cadendo nelle tentazioni del crimine. Una storia piena di umanità, di scelte tormentate, di dolore e sofferenza, con protagonisti empatici, che pur raccontando una storia leggermente datata, risultano comunque efficaci e coinvolgenti, con il destino che sembra segnare le persone per sempre, indipendentemente da quanto loro si danno da fare per migliorare la propria condizione.

Il giorno del Bianconiglio

Titolo: Il giorno del Bianconiglio

Autore: Alessandro Curioni

Editore: Chiarelettere

Un titolo evocativo di un mondo fantastico che richiama un personaggio di Alice nel paese delle meraviglie, che diventa il nome di un software, una specie di esca per scoprire gli attacchi informatici, inventato da Leonardo Artico e dal suo braccio destro Roberto Gelmi, entrambi esperti di informatica, che lavorano per la sicurezza dei sistemi informativi dei loro clienti. Leonardo e Roberto si troveranno coinvolti con la giornalista Teresa Aprili, nell’attacco informatico contro una azienda dell’energia, con lo scopo di spegnere le centrali elettriche, che potrà essere evitato solo pagando un riscatto milionario. Il nostro mondo è dominato dall’informatica, tutte le persone sono collegate ad Internet, ma non tutti sono consapevoli dei rischi che si corrono, di quante persone hanno interesse ad utilizzare mezzi illegali e molto pericolosi, per inserirsi nelle reti aziendali o nei computer di singole persone. Non sono solo i dati sensibili ad interessare i criminali del web, ma anche la possibilità di prendere il controllo di tutto ciò che è gestito dai computer, dai treni, agli aerei, all’illuminazione stradale, oppure le comunicazioni telefoniche. I protagonisti si troveranno a combattere nemici invisibili, in possesso di grandi conoscenze informatiche, in grado di anticipare le mosse di coloro che li stanno contrastando. L’azione si svolge a Milano, ma non sono le strade reali ad essere frequentate dai criminali, ma gli oscuri e impenetrabili siti web del Deep Web, quel mondo oscuro di Internet, dove si svolgono la maggior parte delle transazioni informatiche illegali, dove si incontrano personaggi misteriosi, di grande e brillante intelligenza, applicata al crimine.

Quante volte al giorno ci arrivano email di origine sospetta, con allegati misteriosi o con link sconosciuti. Spesso non ci rendiamo conto del pericolo che rappresentano o quale piano criminale si può nascondere dietro una semplice email.

L’impero di mezzo

Titolo: L’impero di mezzo

Autore: Andrea Cotti

Editore: Rizzoli

Un nuovo libro con Luca Wu protagonista, il vicequestore italo cinese che vive e lavora a Roma.

La storia è ambientata in Cina, dove Wu è in visita con i suoi nonni, senza moglie e figlio, alla ricerca delle sue radici e della sua vera identità. Il rapporto con sua moglie è tutto da ricostruire, il viaggio sarà una ottima prova per Wu per tentare di sistemare la sua vita familiare. Wu in Italia è considerato un cinese, mentre in Cina è considerato un italiano, straniero ovunque, sempre fuori posto, sempre in dubbio con le sue scelte. In Cina il vicequestore viene coinvolto in una indagine sulla morte di un importante imprenditore, cittadino italiano, morto in circostanze misteriose cadendo da un parcheggio multipiano. Wu parla perfettamente cinese, partecipa alle indagini perché voluto dall’ambasciata italiana in Cina, non riesce a conquistare la fiducia dei suoi colleghi cinesi, che ogni volta che possono gli ricordano che lui è solo un testimone e non ha alcun ruolo operativo nelle indagini. Wu non si lascia intimorire e tra mille difficoltà convince i cinesi a seguire le sue intuizioni investigative. La morte dell’imprenditore italiano è piena di misteri, tutto lascia pensare che sia stato un incidente, ma alcune cose non tornano. Le indagini diventano sempre più complesse, coinvolgono aziende internazionali, malavitosi locali, intere organizzazioni mafiose.

Il libro racconta le indagini, i tormenti personali di Wu, i suoi rapporti con moglie e figlio, le sue difficoltà a comprendere i colleghi cinesi, a resistere alle tentazioni. Ma è anche una ottima occasione per conoscere da vicino la Cina ed i cinesi, la loro mentalità, il cibo, le loro abitudini e i modi di fare. Le città cinesi sono descritte con dovizia di particolari e grande realismo, con i loro ingorghi infiniti, i grattacieli sempre più alti, i mega aeroporti.  Le migliaia di aziende multinazionali hanno trasformato la Cina, rendendola ricca ed ambiziosa, padrona dell’intera Africa e delle sue ricchezze del sottosuolo. Wu scoprirà sulla sua pelle quanto il suo paese di origine sia pericoloso, dove tutto è governato dai soldi, dove dalle ceneri del comunismo è nato il capitalismo più spietato del mondo.

La Pioggia

Titolo: La Pioggia

Autore: Piernicola Silvis

Editore: SEM

Roma non è quello che tutti credono sia. Non è neanche quello che molti temono che possa essere. Roma è molto peggio. La pioggia, il nuovo romanzo di Piernicola Silvis, ex questore di Foggia, ora scrittore, ci conduce in una Roma dove il traffico, le strade dissestate, i cinghiali e l’immondizia che invade le strade, sono nulla di fronte a quello che accade sotto gli occhi di tutti.

“La Pioggia”, tra finzione e realtà, racconta di una città centro nevralgico di azioni criminali di respiro internazionale, scelta dalla Ndrangheta come sede del Quartier Generale dello spaccio di droga e delle attività di controllo dell’immenso potere economico delle cosche.

La Ndrangheta comanda tutto, sorveglia tutto, gestisce i suoi traffici e il suo potere come una azienda di dimensioni mondiali, gestita con l’efficienza di una multinazionale e il rigore di una forza armata. Tanti la temono, altri la combattono, qualcuno la ingaggia per incarichi immorali, offrendo in cambio soldi, protezioni e posti di potere. La Pioggia è il nome del piano criminale commissionato alla Ndrangheta, da committenti più spietati dei mafiosi.

Il romanzo inizia con una storia come tante di spaccio di droga, un tossico che muore per overdose, una ragazza che si salva per miracolo. L’indagine stenta a partire, poi si allarga e prende direzioni del tutto inaspettate. Un manipolo di poliziotti coraggiosi e infaticabili disposti a tutto pur di salvare vite umane. Una madre che per vendicare la figlia e il fidanzato è disposta a rischiare la vita.

Una storia che descrive un mondo che vorremmo non esistesse ma che temiamo possa essere più vero che inventato. Una trama complessa, articolata e coinvolgente, una avventura che non lascia un attimo di respiro al lettore, una serie di personaggi credibili ed affascinanti, umani e coraggiosi quelli schierati con la legge, disumani e spietati quelli appartenenti alle cosche, tutti caratterizzati in modo impeccabile, per risaltare comunque la loro eccezionalità, le capacità fuori dal comune, nel bene e nel male. Un thriller mozzafiato, tra fantapolitica e crimine, imperdibile per gli appassionati del genere.

 

Ramondo lo scudiero

Titolo: Ramondo lo scudiero.

L’avventurosa storia di Raimondello Orsini del Balzo

Autore: Antonio Chirico

 

Antonio Chirico è uno scrittore esordiente che debutta con il romanzo Ramondo lo scudiero, biografia romanzata di Raimondo Orsini Del Balzo, vissuto tra il 1350 e il 1406.

Per fuggire al volere paterno che lo voleva avviare alla carriera ecclesiastica, Ramondo fuggì di casa, lasciando Napoli per la Lituania, per partecipare alle Crociate del Nord. Si aggregò alla carovana come scudiero e dopo una serie infinita di battaglie e di avventure, divenne cavaliere. Rientrò a Napoli, si vendicò di antichi torti subiti, iniziò una carriera irresistibile, che lo rese ricco e potente.

Un romanzo storico che abbraccia un arco temporale ampio, tanti personaggi, tanti eventi storici di grande importanza del Basso Medioevo, un periodo storico dove i capitani di ventura avevano ampio spazio per farsi largo, approfittando delle frequenti lotte per il potere. La trama snocciola gli eventi in ordine cronologico e mette insieme avventure e amori di Ramondo, intrighi e retroscena inediti di eventi che riguardano il papato, lo scisma d’occidente, il Santo Graal, il sistema feudale e vari governanti dell’epoca.

Una lettura interessante, a tratti avvincente, uno stile di scrittura lineare che riesce a raccontare storie complesse con chiarezza, alternando precise ricostruzioni storiche ad efficaci descrizioni delle ambientazioni. Dalla lettura è evidente il grande lavoro di documentazione e di studio che Antonio ha dovuto fare per scrivere un romanzo così imponente, ben documentato, pieno di dettagli. Un viaggio nel tempo coinvolgente alla scoperta di un personaggio storico poco conosciuto ma di grande valore.

Reo confesso

Titolo: Reo confesso

Autore: Valerio Varesi

Editore: Mondadori

 

Il commissario Soneri passeggia per le strade di Parma. Un uomo su una panchina sembra dormire. Soneri si avvicina, dice qualcosa all’uomo che si mostra sorpreso che qualcuno di preoccupi di lui. Dice il suo nome, scambia qualche parola con il commissario e alla fine, con grande tranquillità, confessa di aver ucciso un uomo. L’uomo sulla panchina si chiama Roberto Ferrari e si accusa dell’omicidio di Giacomo Malvisi, detto James, consulente finanziario, colpevole di averlo truffato, di avergli rubato tutti i soldi che gli aveva affidato. L’indagine sembra semplicissima, c’è un reo confesso, tutti i riscontri tornano, non resta che chiudere il caso. Ma Soleri sente che c’è qualcosa che non torna, ha la netta sensazione di trovarsi di fronte ad eventi che vogliono mostrare una realtà costruita per ingannarlo.

Soneri è un uomo che non si ferma alle apparenze, vuole la verità, è pronto a scavare nell’animo degli indagati, per scoprirne i lati nascosti, i segreti del loro passato, per capire meglio i loro comportamenti del presente. Il commissario andrà avanti con le indagini, scoprendo il gioco di menzogne che lo ha coinvolto, sia nella professione che nella vita sentimentale, lasciandolo ferito e deluso.

Parma mostra tutto il suo fascino di città accogliente e amichevole ma anche fredda e misteriosa, con i suoi abitanti, molti dei quali di origine contadina, che conoscono la fatica ed il valore dei soldi. Ma dove ci sono soldi e ricchezze ci sono anche in azione truffatori senza scrupoli, pronti ad accaparrarsi i risparmi di povere vittime che restano senza soldi e disperati. Anche in questo romanzo comprare il Covid 19, la pandemia, le mascherine ed il distanziamento sociale. Un bel giallo, con molti risvolti psicologici e sociali, un’analisi attenta ed approfondita dell’animo umano quando deve affrontare situazioni difficili e dolorose.

Quarantena

Titolo: Quarantena

Autore: Petros Markaris

Editore: La Nave di Teseo

Traduzine: Andrea Di Gregorio

Questi ultimi due anni saranno ricordati da tutti per il Covid 19. Molti avevano predetto che un virus avrebbe potuto mettere a repentaglio il genere umano, ma nessuno credeva di dover vivere come abbiamo fatto da marzo 2020 ad oggi. La limitazione delle libertà, l’impossibilità di uscire di casa, l’incertezza del futuro e di quando poter tornare alla vita normale, hanno messo a dura prova la resistenza delle persone e la loro fiducia verso il futuro. Tanti hanno perso il lavoro, oppure hanno perso tanti soldi, in troppi hanno perso la vita. Sono molti gli scrittori che stanno pubblicando libri per raccontare a modo loro la pandemia, come hanno vissuto la segregazione e come stanno vivendo questo periodo di progressivo riavvicinamento a condizioni di vita normali. Petros Markaris ha scritto Quarantena, una serie di racconti, che con il suo stile diretto e gentilmente irriverente, ci raccontano la sua quarantena. I primi due racconti vedono protagonista il suo personaggio più famoso, il commissario Kostas Charitos e la sua famiglia, che sta vivendo il lockdown con la solita allegra confusione, nonostante le limitazioni, le file per acquistare i generi alimentari, le insopportabili mascherine, le trafile per fare i tamponi, l’attesa giornaliera per conoscere il numero dei nuovi malati e di quelli che non ci sono più. Ma la vita continua nonostante il Covid così come il crimine non si ferma e miete vittime come prima. I racconti che seguono raccontano come la pandemia abbia cambiato la vita anche a coloro che avevano perso tutto nella crisi finanziaria seguita alle Olimpiadi del 2004, con la cura durissima imposta dalla Comunità Europea, da molti ancora oggi ricordata come la vera tragedia del popolo greco, altro che la pandemia. Markaris scrive con la consueta ironia e con la solita schiettezza, mettendo alla berlina le classi dirigenti del paese, uniche vere responsabili di tante sofferenze vissute dal popolo greco. Ma non c’è solo povertà e sofferenza, la Grecia di Markaris è sempre un posto dalla bellezza naturale incredibile, con la cucina di antica tradizione sempre pronta a dare sollievo alle durezze della vita, con persone amabili e generose. Il sentimento che prevale è un certo ottimismo, per un presente che si spera di dimenticare presto ed un futuro che sarà migliore grazie alla consapevolezza degli errori commessi nel passato.

Le lacrime del commissario

Titolo: Le lacrime del commissario

Autore: Sergio Cova

Editore: Morellini

 

Samagno è un paesino di fantasia posto dall’autore sul lago Maggiore. Una giornalista del posto, Caterina Sala, abbastanza famosa per il suo impegno alla ricerca di verità scomode, viene trovata carbonizzata nella sua auto. Il commissario Scalabrin ha avuto un incidente in moto, la sua caviglia gli crea grandi sofferenze, ma la notizia della morte di Caterina rende il suo dolore ben maggiore. La giornalista era innamorata del commissario, anche se lui non aveva mai ricambiato il sentimento, neanche con qualche comportamento gentile, anzi era solito trattarla con freddezza. C’è anche una seconda ragazza che risulta scomparsa, e il collegamento con la morte di Caterina è immediato. Le indagini porteranno gli investigatori in direzioni insospettabili verso gli abissi dell’animo umano.

La storia è scritta in modo lineare e fluido, la trama intrigante e appassionante, i personaggi ben definiti dai dialoghi e dalle idee che professano. L’indagine è un modo per raccontare le tante cose che non vanno nel nostro paese. Dietro l’apparente facciata pulita di tante attività che sembrano legali, anzi addirittura ammirevoli, in realtà possono nascondere attività criminali insospettabili ed inaccettabili. I guadagni facili delle attività criminali sono a portata di mano di troppe persone senza scrupoli che non esitano a delinquere per sete di denaro. Spesso le attività criminali prosperano grazie alla inefficienza degli apparati dello stato che proteggono personaggi impresentabili per opportunismo o per colpevole negligenza. Ma per fortuna ci sono personaggi come Scalabrin, capaci di combattere per la ricerca dei colpevoli senza fermarsi di fronte a nulla.

Bolle di sapone

Titolo: Bolle di sapone

Autore: Marco Malvaldi

Editore: Sellerio

 

Il Covid 19 e il lockdown hanno colpito duramente la piccola e formidabile comunità del Bar Lume. I vecchietti privati della loro principale occupazione, non possono più vedersi, incontrarsi, si sentono inutili e pur industriandosi con i prodigi delle telecomunicazioni possibili grazie ad internet, computer e smart phone, sono prossimi alla depressione. Alice, la vice-questore fidanzata di Massimo, si trova in Calabria per una indagine delicata e complessa e un po’ per noia, un po’ perché ha bisogno di aiuto, coinvolge a poco a poco i vecchietti, chiedendo loro qualche parere sull’indagine che sta conducendo. La sezione investigativa del Bar Lume entra in azione, con Massimo come coordinatore ed i vecchietti come investigatori in smart working, segregati in casa come imposto dalle regole, tutti coesi in aiuto di Alice. Il gruppo del bar Lume vede sempre Tiziana ed il suo fidanzato tra i protagonisti ed in questo volume anche la madre di Massimo entra prepotentemente nella trama. Una allegra e confusionaria brigata alle prese con le difficoltà della vita quotidiana.

Il libro racconta con garbo e con geniale ironia i sentimenti e le paure dell’Italia durante il lock down, le incertezze su quando il Covid 19 potrà essere sconfitto, le paure per il futuro, l’insofferenza verso le restrizioni e le limitazioni alle libertà individuali. C’è spazio per denunciare le condizioni dei precari della sanità, per mettere in risalto altre miserie ed ingiustizie di questa società comandata solo dal profitto e dalla finanza. I vecchietti del Bar Lume sono il miglior manifesto per pubblicizzare e rivendicare l’importanza degli anziani che per le loro doti umane, la loro esperienza e buon senso, sono in grado di apportare contributi sempre importanti e positivi nelle situazioni più diverse. Invece troppo spesso la nostra società dimentica o mal sopporta gli anziani, continuando a perdere di vista i valori fondamentali, in nome di un errato senso del progresso, pilotato dall’egoismo e dagli individualismi, che è fonte solo di ingiustizie sociali. La creatività di Malvaldi trova terreno fertile nel Bar Lume a cui non resta che augurare lunga vita.

La confraternita delle ossa

Titolo: La confraternita delle ossa

Autore: Paolo Roversi

Editore: Marsilio

Enrico Radeschi, dalla provincia alla città di Milano, un giovane e inesperto aspirante giornalista che tenta la fortuna nella metropoli. Speranze molte, poche possibilità di lavorare, pochissimi soldi. Enrico capisce subito che la strada per diventare giornalista è dura e impervia, ma non si scoraggia, vive alla giornata, con la leggerezza e la sfrontatezza della giovane età, senza troppi pensieri. Si adatta a fare di tutto, senza mai dimenticare il suo vero scopo, ossia scrivere, diventare cronista di nera. Enrico ha un piccolo colpo di fortuna, si trova al posto giusto al momento giusto, ossia sul luogo dove viene ritrovato il cadavere di un noto avvocato, ucciso da tre coltellate, con vicino al corpo uno strano disegno che la vittima è riuscita a fare con il proprio sangue, appena prima di morire. Radeschi si accorge del disegno di sangue, lo tiene a mente e comincia una personale indagine sul possibile significato del simbolo, lavorerà con la polizia per interrompere una lunga serie di omicidi, avrà la possibilità di diventare amico del vicequestore Loris Sebastiani, sarà anche oggetto delle attenzioni di alcuni adepti di una antica e segreta confraternita che lo vogliono eliminare, per via del simbolo che aveva scoperto.

Una storia accattivante, tra simboli esoterici, antiche leggende, cripte e scheletri, una corsa contro il tempo per fermare una setta di fanatici che vogliono decimare gli abitanti della terra. Un racconto adrenalinico, con grande ritmo, continui colpi di scena, tanti personaggi, alcuni empatici, altri antipatici, tutti caratterizzati con grande precisione. L’ambientazione milanese è brillante e dinamica, piena di energia, come gli irresistibili protagonisti.